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L’ANALISI

Caro scuola: “647 euro per studiare”

Pegoraro: “Studio Federconsumatori sui costi, un problema per le famiglie numerose”

Caro scuola: “647 euro per andare a scuola”

Pegoraro: “Studio Federconsumatori sui costi, un problema per le famiglie numerose”

La scuola si avvicina e, a due settimane esatte dall’inizio, molte famiglie fanno i conti con le spese per il materiale scolastico che, in un clima di rincari generalizzati, non risparmia nemmeno questo settore. Secondo un monitoraggio effettuato dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori, i costi del materiale scolastico registrano mediamente un rincaro del +6,6% rispetto ad un anno fa.

Il presidente provinciale della Federconsumatori polesana Gianpietro Pegoraro sottolinea come “nello studio si evidenzia che complessivamente la spesa per tutto il necessario per la scuola ammonterà quest’anno a circa 647 euro per alunno.

Ovviamente si tratta di una media e, come tutte le medie, schiaccia le differenze, che invece ci sono perché la spesa sostenuta per i libri alle elementari è zero, grazie alla previsione normativa della fornitura gratuita dei libri di testo per i bambini che frequentano la scuola primaria, con la spesa a carico del Comune di residenza, mentre è più alta, fino al doppio della media, alle superiori, con molte materie e vari testi, senza contare particolari attrezzature che servono per alcune materie. Spesa che cresce quando si inizia un nuovo ciclo di studi. Inutile nascondersi: negli ultimi anni l’inflazione ha fatto salire i costi di tutto e la scuola non fa eccezione. Il fatto è che questo rischia di rappresentare un peso gravoso per molte famiglie, soprattutto quelle più numerose. E non ci dobbiamo dimenticare che il ruolo della scuola non è solo formativo ma anche sociale, trattandosi di un pilastro essenziale della democrazia. Per questo serve particolare attenzione”.

Un astuccio può andare dai 15 ai 60 euro, con rincari fra il 2% e il 12%, mentre un diario oscilla fra i 15 e i 20, però fra le voci più onerose c'è quella relativa allo zaino, specialmente se si sceglie la versione trolley o altre novità con dispositivi tecnologici, con costi che possono arrivare fino ai 200 euro, con incrementi che in alcuni casi toccano il 12%. Ovviamente i prezzi variano anche a seconda del luogo di acquisto e fra negozi, supermercati o online, ma, spiega Pegoraro, “qualsiasi sia la modalità di acquisto, quella per la scuola si conferma una voce di spesa decisamente onerosa per le famiglie, soprattutto quelle più numerose, anche in Polesine: ecco perché molti giustamente, quando possibile, utilizzeranno zaini, astucci e altro materiale dell’anno precedente o ricorreranno allo scambio o regalo, anche attraverso i social, o compreranno libri usati. Testi e materiali ‘vissuti’ ma ancora in buone condizioni non devono essere buttati via a cuor leggero, perché possono essere preziosi per chi ne ha bisogno. Bisogna favorire il riuso che oltre a essere economicamente vantaggioso è anche ecologicamentepiù sostenibile”.

L’Unione nazionale consumatori, da parte sua, stima per i libri un rialzo del 3%, non distante dal 2,3% dell’inflazione, che sale però all’8,1% rispetto al 2022. Va meglio per quadernoni e risme di carta che costano per il momento l’1,1% in più rispetto a un anno fa, ma, si rimarca “i consumatori ancora pagano il mega rincaro degli anni passati, conteggiando i quali ora si sborsa il 10,4% in più rispetto a due anni fa e addirittura il 18,5% nel confronto col 2021”.

Secondo il Codacons i maggiori interessano zaini, diari e astucci “griffati”: “Gli aumenti possono raggiungere anche il 15% rispetto allo scorso anno. Più contenuti, e nell’ordine del 3%, i rincari dei prodotti scolastici non di marca”. Previsti incrementi anche per i libri, nota il Codacons: “L’Istat ha registrato mese aumenti medi del +4,9% sul 2023 per i testi scolastici: questo significa che le famiglie che acquisteranno libri nuovi in cartoleria senza ricorrere all’usato dovranno mettere mano al portafogli e affrontare una spesa che va dai 300 euro a un massimo di 700 euro a studente, a seconda della scuola e del grado di istruzione. Tra quaderni, zaini, diari, prodotti di cancelleria, materiale da disegno, libri e dizionari l’esborso complessivo può arrivare così a 1.300 euro”.

Nello studio di Federconsumatori si rimarca come “i libri di testo sono un tasto particolarmente dolente: per ogni studente in media si spenderanno 591,44 euro per i testi obbligatori e due dizionari. La variazione rispetto al 2023 è del +18%. Da notare, quest’anno, che aumentano notevolmente i costi relativi ai testi delle scuole superiori di secondo grado, mentre segnano una discesa quelli relativi alle medie. Acquistando libri usati, si risparmia oltre il 28%. Uno studente di prima media spenderà mediamente per libri e due dizionari 462 euro, il -5,4% rispetto allo scorso anno. A tali spese vanno però aggiunti 647 euro per il corredo scolastico e i ricambi durante l’intero anno, per un totale di 1.108,81 euro; un ragazzo di prima liceo spenderà per i libri di testo più quattro dizionari 715 euro, +3% rispetto allo scorso anno, e 647 euro per corredo scolastico e ricambi, per un totale di ben 1.362,30 euro”.

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Commenti all'articolo

  • diduve

    28 Agosto 2024 - 14:46

    Tanto escono ignoranti lo stesso.

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