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il caso

“In quella zona ci sentiamo insicuri”

“I giovani devono capire come ci si comporta”, “intervengano le forze dell’ordine”

“In quella zona ci sentiamo insicuri”

“I giovani devono capire come ci si comporta”, “intervengano le forze dell’ordine”

Baby gang da paura: oltre ai residenti, alcuni dei quali hanno già firmato una petizione per provare a porre fine al problema, anche le attività attorno a piazza Duomo sono preoccupate per quanto si sta verificando da tempo. Orde di ragazzini minorenni che decidono di passare il proprio tempo tra urla, schiamazzi e atti vandalici. Così non se ne può più: un’intera area del centro della città si sente in ostaggio per quanto si sta verificando e a cui si deve porre un limite per evitare possibili futuri inasprimenti dei comportamenti già in atto da parte dei minori. Manca il rispetto per i luoghi e anche per chi risiede nella zona.

Dice infatti Denis: “Si fanno sentire bene, sono chiassosi, fanno molto rumore e confusione. Ci sentiamo preoccupati perché non si sa mai ciò che potrebbero fare. In ogni caso, speriamo che la situazione possa risolversi e che ci siano più educazione e più rispetto per i luoghi”.

Anche Greta spesso si trova a sentire molti rumori e racconta: “Soprattutto verso il tardo pomeriggio, quando chiudiamo l’attività, sentiamo urla e grida, di ragazze e di ragazzi che non si capisce cosa stiano facendo, ma sicuramente possono diventare fastidiosi per chi frequenta questa via e per chi ha un’attività”.

Diego non è da meno e commenta: “Sì, sappiamo che il problema c’è e che si muovono tra queste vie. C’è preoccupazione perché non si sa mai cosa possa succedere. In ogni caso bisognerebbe intervenire il prima possibile per cercare di tranquillizzare gli animi di tutti. Gli schiamazzi sono spesso molto forti”.

Infine Michele conclude: “C’è paura. Vediamo questi ragazzi che si aggirano in grandi gruppi e suscitano preoccupazioni tanto da parte delle attività quanto da parte dei residenti. C’è bisogno di un intervento efficace da parte delle forze dell’ordine per far capire loro come ci si comporta. In ogni caso non è bello che una città, o comunque un quartiere, si sentano quasi in ostaggio di un gruppo di ragazzini”.

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