Cerca

il caso

Profughi, bufera sulla giunta

Gaffeo: "Si fomenta odio e paura". Crivellari: "Parole che sbalordiscono". Frigato: "Demagogia"

Profughi, bufera sulla giunta

La decisione della giunta Cittadin di spostare in una struttura diversa una trentina di ragazzi richiedenti asilo, gestiti dalla cooperativa Porto Alegre attualmente ospitati nell’ex convento dei frati, sta provocando una nuova ondata di indignazione, sia dentro che fuori il consiglio comunale.

Il detonatore delle ultime polemiche è stato l’intervento del sindaco Valeria Cittadin che, ieri, ha ribadito l’ipotesi del trasloco e, a palazzo Nodari, ha tenuto l’annunciata riunione con gli assessori Mattia Maniezzo e Lorenzo Rizzato, insieme ai dirigenti dei settori sicurezza e patrimonio, per iniziare a vagliare le alternative. Alternative che, però, sembrano non esserci: il Comune nel proprio patrimonio immobiliare non sembra avere un edificio dotato dei requisiti adatti allo scopo.

Intanto il coro di repliche al primo cittadini è montato velocemente. L’ex sindaco Edoardo Gaffeo, oggi capogruppo di Civica per Rovigo afferma: “Stiamo parlando di 30 persone rispetto su una città di 50mila abitanti. Sono gestiti da professionisti e rientrano in un programma nazionale chiamato Cas. Se poi vogliamo fomentare odio e paura, allora che facciano pure. Il fatto è che Cittadin deve pagare pegno a chi l’ha candidata. Certo è che sembriamo tornati ai tempi di Bergamin”. E a rievocare l’ex sindaco leghista Massimo Bergamin, primo cittadino tra il 2015 e il 2019, è anche il capogruppo di Rovigo si ama Federico Frigato: “Con l’allarmismo non si governa la città - esordisce - Sono molto preoccupato dal modo di affrontare i problemi da parte del sindaco Cittadin. A parte il tenore dell’uscita sul tema centro di accoglienza, con contenuti di livello politico molto basso, colpisce la sterilità di argomentazioni e di soluzioni. Una serie di luoghi comuni e posizioni demagogiche degne del miglior Bergamin”. E aggiunge: “Per definizione un’amministrazione deve operare in maniera laica, avendo come obiettivo il benessere delle persone, la convivenza all’interno della comunità e, naturalmente, la sicurezza. Proprio su questo aspetto si attivi da subito il sindaco. Le situazioni di degrado cominciano ad essere diffuse”.

Il capogruppo di Noi per Rovigo Antonio Rossini chiarisce alcuni aspetti: “Innanzitutto non è vero, come sostiene il sindaco, che i richiedenti asilo non possono lavorare e quindi oziano. Il sindaco ha il dovere istituzionale di non dare informazioni distorte e non corrispondenti al vero in quanto, dopo 60 giorni che sono nel nostro territorio, completate le procedure burocratiche di rito, i richiedenti asilo possono regolarmente lavorare. Inoltre se il sindaco avesse avuto la cautela di informarsi, avrebbe saputo che la maggior parte dei richiedenti asilo attualmente ospiti dell’ex convento dei frati cappuccini sono regolarmente assunti e lavorano prevalentemente nel campo agricolo. In merito alle segnalazioni dei cittadini sulla adiacente pista ciclabile, da anni le piste ciclabili sono un punto critico dove la percezione di insicurezza è data dalla frequentazione di persone indistintamente italiani e stranieri che spesso vivono ai margini della società e che bivaccano e dormono nelle aree pubbliche. Se il sindaco ha le prove che tra i 30 ospiti richiedenti asilo in questione vi siano persone che delinquono o che spacciano lo denunci all’autorità giudiziaria ma non usi la stampa per creare un pericoloso clima di tensione”.

Dal canto suo, il capogruppo del Pd Diego Crivellari commenta: “Sono sbalordito del fatto che si chiami in causa il pericolo e che si tirino in ballo situazioni di cui non si aveva contezza. Soprattutto non sapevamo coinvolgessero una trentina di persone gestite in una struttura di cui si conosceva la storia e sapendo chi li gestiva, con umanità e professionalità. Tra l’altro parliamo di numeri contenuti. L’amministrazione ha diritto di pensarla come crede ma è sbagliato caricare le polemiche e soprattutto mettere in mezzo una struttura, chi gestisce queste persone da sempre e queste stesse persone che, ripeto, sono 30 in un contesto controllato”.

Fuori dall’aula consiliare, invece, ad intervenire sono il Movimento 5 stelle, secondo il quale “le ultime dichiarazioni del sindaco Cittadin in merito ai profughi presenti nell’ex convento dei frati sono buone solo a riaccendere quel clima di terrorismo mediatico per spostare l’attenzione dai problemi della città che questa amministrazione non sta risolvendo”, Silvia Muzzupappa del Pd rodigino che afferma: “Potremmo anche far finta di niente, se non fossimo una città sull’orlo del baratro: i residenti calano, i giovani fuggono, i servizi peggiorano e temi scottanti come quello di Iras incombono. Ma per Cittadin nulla è più importante del togliere un tetto dalla testa di chi fugge da guerra e povertà. La preoccupazione della sindaca doveva essere, semmai, garantire un’adeguata integrazione”. Infine, Diego Foresti per Rifondazione comunista “il sindaco che lancia il trito e ritrito ‘basta buonismo’, è cattolica e cristiana solo in parte e con chi è come lei, bianca e autoctona. Forse dovrebbe rileggersi quel vangelo che tanto sbandiera”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • frank1

    29 Agosto 2024 - 08:11

    invito lossignori che criticano a leggere le cronache quotidiane..anche quelle della propria citta'.

    Report

    Rispondi