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ECONOMIA

Zls? "Mestamente nessuna novità"

Roberto Marcato guarda ai problemi delle imprese "primo problema è il credito"

Zls? "Mestamente nessuna novità"

Roberto Marcato assessore regionale allo Sviluppo Economico

Roberto Marcato guarda ai problemi delle imprese, ma sulla Zls ammette: “Zero novità”

“L’anno non si dovrebbe chiudere con dati negativi, ma c'è un aspetto critico del quale poco si parla: il credito. E, proprio per questo, ci stiamo lavorando con un progetto che verrà presentato a breve”. A dirlo, l’assessore regionale a Sviluppo economico ed energia Roberto Marcato. Numeri che per il Polesine, potrebbero essere meno positivi. Soprattutto se dovesse slittare ancora l’avvio della Zls, acronimo di Zona logistica semplificata, che di semplificato, per il momento non ha mostrato di aver molto. Ancora non si hanno notizie su quando prenderà le mosse. E non ne ha nemmeno lo stesso Marcato, che è stato il primo alfiere della proposta lanciata ormai un lustro fa, con la prima ipotesi di Zes, Zona economica speciale, da Confindustria Venezia Rovigo.

“Mestamente dico che sulla Zls non ho novità”, risponde con amarezza alla domanda secca. Poi, però, rilancia: “Noi comunque non siamo fermi ad aspettare e adesso convocherò i sindaci per tutti gli aspetti tecnici: intanto mettiamo i ferri in acqua”.

A maggio, il decreto legge “Coesione” ha rifinanziato con 80 milioni il capitolo delle agevolazioni fiscale per le imprese che investono nella Zls, ancora, però, mancano gli ultimi passaggi “romani” e, in attesa della firma di Giorgia Meloni sul Dpcm da cui tutto discende, Marcato non nasconde la propria preoccupazione: “Il rischio è che si perdano i fondi per il 2024, perché vanno impegnati entro novembre e i tempi sono strettissimi. Vanno usati e il prima possibile. Anche perché in questo momento la Zls porto di Venezia – Rodigino è l'unica operativa al nord e tutte le risorse destinate alle Zls del nord vanno a noi, se aspettiamo ancora e domani vengono approvate altre 10 al nord la torta viene spartita sarebbe una beffa”.

Anche perché, nell’attuale fiorire di percorsi per l’istituzione delle Zls il Veneto è stato davvero il precursore, con un percorso durato anni. E venire agganciati proprio sul traguardo avrebbe un sapore amaro. “Sì, sarebbe un vero peccato”, conviene l’assessore.

Secondo le stime di Confindustria la Zls potrebbe essere il volano per 2,4 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni, con 177 mila nuovi posti di lavoro creati fra l’area metropolitana di Venezia e la provincia di Rovigo, con un potenziale incremento dell’export del 40% e dell’8,4% del traffico portuale. Con ricadute diretto sullo sviluppo economico e logistico del territorio polesano. Ma più che passa il tempo e più queste previsioni appaiono troppo votate all’ottimismo.

Poi non manca una stoccata al sud e al referendum per l’abrogazione delle legge Calderoli che ha introdotto l’autonomia differenziata. “Se si guarda alle Zes del sud è stata raddoppiata la disponibilità finanziaria, alla faccia di chi con ignoranza urla che con l’autonomia si spacca il Paese : se si osservano i numeri delle risorse assegnate, si vede che il Paese è già spaccato”. Sul tema, Marcato è intransigente e già nei giorni scorsi ha fatto presente che se il referendum ci dovesse essere e se dovesse vincere il “sì”, affossando l'autonomia differenziata, con i voti non solo del sud ma anche di qualche forza, e la parola non è a caso, che compone la maggioranza di Governo, la Lega uscirebbe dalla maggioranza, con un'occhiata lanciata in tralice a Occhiuto, governatore forzista della Calabria. Ma non solo.

Tuttavia, accantonando Zls e autonomia differenziata e tornando al quadro economico locale, Marcato scaccia l’ipotesi di un “autunno caldo”, nonostante le incognite sulla manovra di bilancio nazionale e sulle misure che saranno confermate o cancellate, a cominciare dai sostegni ad attività produttive: “Diciamo che il Veneto si avvia a chiudere un anno in modo interessate. Come crescita del Pil e dell'occupazione siamo sopra la media italiana e continuiamo a essere ottimisti. C’è però un grande tema sul quale tutti dobbiamo porre attenzione perché se ne parla troppo poco: il tema del credito soprattutto piccole e micro imprese, che sono la quota maggiore del nostro tessuto produttivo e che sono in difficoltà sia per l'aumento dei tassi sia proprio le crescenti difficoltà di accesso al credito”. Un clima che sembrerebbe propizio a riportare in auge i fondi di rotazione. Marcato sorride sornione: “Negli ultimi anni non ho più investito sui fondi di rotazione 'puri', perché con i tassi vicini allo zero non avevano più molto senso, ma ora che i tassi sono cresciuti, tornano interessanti e li stiamo utilizzando. Ma sto lavorando a un progetto specifico proprio sul credito e a breve lo presenterò”.

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