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“Biometano, noi non ci fermeremo”

La Rete dei comitati polesani presenta il ricorso al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

“Biometano, noi non ci fermeremo”

La Rete dei comitati polesani per la difesa della salute e dell’ambiente è fortemente allarmata dalla decisione del Comitato provinciale di non assoggettare l’impianto di biometano di Pezzoli di Ceregnano alla valutazione di impatto ambientale.

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Una scelta che appare quanto mai incredibile, secondo i componenti della Rete, e che porterà a presentare ricorso straordinario al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Vanni Destro, portavoce della Rete dei Comitati ha spiegato, alla luce del fatto che a Bergantino l’impianto di biometano non verrà realizzato: “Riteniamo che sia stato importante, se non fondamentale, l'opposizione dell'amministrazione comunale di Bergantino che sottolinea che il territorio è già saturo di altri siti impattanti come la discarica di Torretta. A Ceregnano invece abbiamo solo Polaris, Tmb e, nelle prossimità del confine comunale, di fronte a Pezzoli e poco lontano dal luogo dove dovrebbe sorgere l'impianto per produrre il biometano, la zona industriale di Villadose con industrie per la lavorazione di materie plastiche e un'industria farmaceutica tedesco - indiana già al centro di vertenze legali per emissioni inquinanti e soggetta alla direttiva Seveso".

"Poco lontano, sempre a Villadose, insiste la più grande discarica polesana ed una delle più grandi del Veneto, quella di Taglietto. È per questa situazione evidentemente considerata serena, con una pessima qualità dell'aria analoga a quella di Rovigo, che l'amministrazione comunale di Ceregnano ha accolto positivamente la proposta di realizzare un impianto per il biometano sul proprio territorio ai confini con il Comune di Villadose e quello di Adria. Ovviamente ci aspetteremmo che i Comuni di Adria e Villadose, sicuramente coinvolti nell'impatto di traffico ed emissioni, facessero sentire la propria voce ma così non è stato, noi però non ci fermeremo”.

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