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Il Tar rinvia, piscina ancora ferma

Vasche chiuse ormai da nove mesi

Pazzesco: il Polo Natatorio tra gli impianti sportivi non risulta

Bimbatti: “Così forse il giudice potrà decidere subito”. Vasche chiuse da nove mesi

La riapertura del polo natatorio di Rovigo deve attendere. Ancora. Il Tar del Veneto, che lo scorso 4 settembre aveva rinviato a ieri la decisione sul ricorso presentato da Rhodigium Nuoto in merito all’esclusione della stessa Rhodigium dal bando di gara per l’affidamento del servizio di gestione, presentando contestualmente una richiesta di sospensiva della procedura di affidamento, alla fine non si è espresso. O, meglio: emetterà una sentenza prossimamente.

Il Tar, insomma, per il momento non ha preso alcuna decisione. A spiegare il quadro della situazione, fornendo qualche dettaglio, è l’assessore allo Sport Andrea Bimbatti che da quando si è insediata la giunta Cittadin ha preso in mano la “patata bollente” della piscina ereditando l’intricata matassa dalla precedente amministrazione Gaffeo e dal commissario straordinario di palazzo Nodari Gianfranco Tomao subito dopo le dimissioni dell’ex sindaco.

L’interpretazione che Bimbatti dà alla decisione del Tar, sentendo anche il parere degli uffici municipali, è che il nuovo rinvio sia stato disposto per arrivare, con un po’ più di tempo, ad una decisione definitiva sia per quanto riguarda la richiesta di sospensiva che sull’aggiudicazione della gestione, affidata, al termine del bando, alla società Pool 4.0.

“Il rinvio - puntualizza l’assessore - potrebbe significare che il giudice amministrativo, studiate tutte le carte del procedimento, è in grado di pronunciarsi nel merito in modo definitivo attraverso una decisione unica e complessiva”.

Il vero punto di domanda, in tutto questo, sono i tempi per arrivare alla sentenza, attualmente indefiniti: potrebbero volerci ancora un paio di settimane, oppure mesi. Impossibile stabilirlo con certezza. Il fatto che i tempi della sentenza, poi, siano del tutto indefiniti comporta un altro dilemma per l’amministrazione comunale, ovvero se sia il caso di procedere con la firma del contratto di concessione con il gestore vincitore della gara d’appalto che, come detto, è Pool 4.0 in rti, cioè in raggruppamento temporaneo di imprese, con Ssd Acqua Time srl e Sport ravennate srl, oppure se rinviarla a quando il Tar si sarà pronunciato, anche perché, nel caso venisse accolta la richiesta di sospensiva chiesta da Rhodigium Nuoto, la procedura si bloccherebbe e i tempi, in questo caso, potrebbero essere lunghi. Su questo punto, in particolare, il sindaco Valeria Cittadin e l’assessore Bimbatti dovranno decidere quale strada prendere. E lo faranno, come spiega lo stesso Bimbatti, “dopo aver consultato gli uffici tecnici e l’avvocato civico Marco De Giorgio”.

Il futuro del polo natatorio del capoluogo, insomma, resta indefinito e privo di una prospettiva: intanto il tempo passa e la città da quasi nove mesi si ritrova a fare i conti con la mancanza di un servizio che era importante per tanti cittadini. Quasi duemila: tanti erano gli utenti che frequentavano la struttura ed usufruivano dei suoi servizi prima della chiusura avvenuta il 31 gennaio scorso.

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