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Quei 130 giovani saliti in cielo

Santarato: “Serata e luogo dove la memoria si intreccia con i ricordi della gioventù trascorsa”

Quei 130 giovani saliti in cielo

E’ tornata la “Partita del cuore” per ricordare i giovani prematuramente scomparsi. Oltre al momento sportivo, una messa, al termine della quale sono stati letti i nomi dei 130 ragazzi. L’iniziativa è stata presa dall’associazione di volontariato Don’t forget me.

L’idea del “Partita del cuore” è nata nell’anno del Giubileo 2000, con l’intento di ricordare tutti i giovani scomparsi prematuramente, trasformando il dolore in un momento di solidarietà e memoria condivisa. Edizione dopo edizione, la manifestazione ha attraversato gli anni, giungendo al 2019, e dopo la pausa forzata dalla pandemia, quest’anno ha ripreso vita con l’edizione numero 20, organizzata dall’associazione Don’t forget me, guidata da Marco Santarato.

Cornice dell’evento è rimasta quella storica del centro giovanile san Pietro, “Un luogo - ricorda Santarato - che ha visto crescere tanti dei ragazzi ricordati durante la serata. Un luogo, quindi, che ha un profondo significato emotivo per le famiglie e la comunità intera, dove la memoria si intreccia con i ricordi della gioventù trascorsa”. La manifestazione ha preso il via con l’intervento dello speaker Luigi Giribuola, che ha introdotto l’evento, cedendo poi la parola a don Simone Finotti. “Vorrei ricordare il motivo per cui siamo qui stasera - ha esordito il sacerdote - un po’ per passare un momento di vita insieme e un po’ per un ricordo che non si esaurisce qui e neanche con la messa. E’ importante continuare a conoscerci e a vivere insieme nella bellezza di poter trasmettere valori ed emozioni a tanti altri ragazzi, per continuare a vivere bene insieme e a non dimenticare nessuno”.

Le due formazioni che si sono sfidate sul campo erano così composte: con la maglia nera David Lodo, Luca Mosca, Denny Fabbio, Davide Ghirardi e Luca Destro; mentre con la maglia bianca hanno giocato Davide Baruto, Tommaso Ghinato, Stefano Santarato, Fabio Trombini e Karim El Marchaouy. La partita è stata arbitrata da Giovanni Cattozzi. A tutti i partecipanti è stata consegnata una medaglia.

La “Partita del cuore” si è conclusa il giorno successivo con la messa celebrata nel salone parrocchiale, non sul campo come era previsto, a causa del maltempo. La celebrazione è stata presieduta da don Simone affiancato da don Nicolò Grandesso, un momento di raccoglimento e riflessione, culminato col ricordo dei ragazzi scomparsi prematuramente negli ultimi 20 anni. Il momento più toccante è stato quando sono stati letti i nomi dei 130 ragazzi saliti in cielo.

Le famiglie hanno condiviso un pensiero profondo e toccante: “Ci sono silenzi che racchiudono mille parole, mille desideri e mille emozioni. Ci sono silenzi fatti di lacrime e di sorrisi, di gioie e di dolore. Ognuno porta dentro il proprio silenzio, ognuno sceglie di vivere a modo suo. Ho imparato il senso del silenzio quando mi sono accorta che la cosa più importante della mia vita si è rotta senza un rumore”.

Conclude Santarato: “Così con la lettura dei nomi e l’atmosfera solenne, l’evento ha voluto ricordare e onorare quei giovani che, purtroppo, non sono più tra noi, ma vivono ancora nel cuore di tutti”.

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