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Protezione civile

“Sempre pronti a correre in aiuto”

Lauro Scarpante, Giacomo Frezzati e Fabio Parisotto sono appena tornati da Faenza

“Sempre pronti a correre in aiuto”

Lauro Scarpante, Giacomo Frezzati e Fabio Parisotto sono appena tornati da Faenza

I tre volontari del Gruppo di Protezione civile di Occhiobello e Stienta, Lauro Scarpante, Giacomo Frezzati e Fabio Parisotto, che hanno raggiunto nei giorni scorsi Faenza. Una delle città più colpite dalla recente alluvione, esaurito momentaneamente il compito loro assegnato, sono tornati a casa nella notte tra sabato e domenica.

Lauro Scarpante, coordinatore del gruppo, ci ha raccontato l’esperienza vissuta sul campo: “Purtroppo scene già viste qualche mese fa – spiega Scarpante. L’unica differenza è che lo scorso anno la situazione era più diffusa, mentre noi abbiamo trovato danni a macchia di leopardo, non uniformi sul territorio cittadino. Ma sostanzialmente le problematiche sono sovrapponibili rispetto allo scorso anno”.

“Abbiamo utilizzato le nostre attrezzature, siamo intervenuti in una scuola, nella palestra adiacente, su piazzali e in situazioni d’intervento indicate dal coordinamento dei gruppi di Protezione civile”.

Siete tornati la notte tra sabato e domenica, sono previsti altri interventi da parte del vostro gruppo?

“No, per ora non sono programmati, ma noi siamo sempre allertati. Ad oggi non sono pervenute richieste d’intervento ma se dovesse succedere siamo pronti”.

La gente come sta vivendo questa ennesima emergenza?

“Devo dire che nei nostri confronti la popolazione è sempre molto accogliente e riconoscente. Certo, l’emergenza reiterata, il dovere ancora far fronte alle medesime situazioni a distanza di così poco tempo, non aiuta a rasserenare gli animi. Sono arrabbiati ma non rassegnati. È gente tosta, che ha carattere, desiderosa di tornare al più presto alla normalità”.

Qualche problema lo avete incontrato?

“Ma no, problemi veri e propri direi di no. Abbiamo lavorato serenamente, abbiamo assolto i compiti che ci hanno assegnato e gli obiettivi sono stati raggiunti. Se proprio devo muovere un rilievo è nei confronti della gestione operativa di quelli che vengono chiamati gli ‘angeli del fango’. Arrivano in tanti, ognuno si muove per conto proprio, ci sono bambini e non hanno con sé gli strumenti idonei ad affrontare questo tipo di situazioni. Certo, aiutano, sono in tanti e sono determinati, ma in queste situazioni dovrebbero essere gestiti, non lasciati al proprio destino. È bene che persone si mettano a disposizione per risolvere problematiche di questo tipo, ma sarebbe meglio, a mio avviso, portassero la loro disponibilità all’interno di strutture organizzate, come la Protezione civile. Assimilerebbero le competenze professionali per affrontare le emergenze e potrebbero dare il proprio aiuto quasi quotidianamente e in totale sicurezza, per sé stessi e per gli altri. Comunque, il dato positivo, è che ci sono tante persone che hanno voglia di aiutare gli altri, e questo è sempre un punto di partenza positivo”.

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