VOCE
politica
27.09.2024 - 19:37
Inutile girarci intorno: il centrodestra, domenica, proverà a prendersi la provincia. E a dare a Enrico Ferrarese, presidente ancora fino a Natale del prossimo anno, una maggioranza compatta e non più trasversale.
Domani, dalle 8 alle 20, i 571 consiglieri comunali e i 50 sindaci della provincia saranno chiamati a rinnovare l’aula di palazzo Celio. Tre le liste in campo: quella unitaria di centrodestra (che si chiama appunto “Centrodestra unito”) è l’unica che propone tutti i 10 nomi ammissibili; la compagine civica (quella che un tempo era incardinata sull’asse tra Gaffeo e Barbierato e che adesso sembra aver trovato un nuovo baricentro a San Bellino) conta 9 candidati sotto le insegne della lista “Civici e progressisti per il Polesine”; mentre Pd e alleati, “Centrosinistra per il Polesine” ha soltanto cinque nomi in lista.
Anche questo dà la misura della competizione. E chiarisce gli obiettivi: per il centrodestra conquistare la maggioranza dell’aula (ovvero almeno sei seggi); per le altre due liste, quella civica e quella d’area Pd, fare meglio dei diretti concorrenti ed eleggere un consigliere in più rispetto ai “rivali”.
Il meccanismo di voto, come ormai d’abitudine da quando la Provincia è diventata di fatto un ente di secondo grado, è farraginoso. Intanto, come detto, votano solo sindaci e consiglieri in carica, 621 nel complesso. Poi, i Comuni polesani vengono divisi in cinque fasce, a secondo del numero degli abitanti, le cui schede di voto sono di colore diverso: più il Comune è in fascia alta e più la scheda “pesa”. Ecco, allora, che la “x” sulla scheda apposta da ciascuno dei 33 rappresentanti del Comune di Rovigo vale 664 voti ponderati; quella dei politici di Adria, Badia, Lendinara, Occhiobello e Porto Viro vale 339; per scendere ai 261 voti ponderati di Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po. Infine, 129 voti ponderati per i 10 Comuni con popolazione compresa tra 3mila e 5mila abitanti, e 66 voti per ogni sindaco o consigliere dei 31 piccoli Comuni della provincia.
Per fare un paragone: il voto di tutti i consiglieri comunali e del sindaco di Pincara, sommati insieme, pesa meno rispetto alla scheda di un sindaco consigliere di Rovigo (660 voti a 664). E allora, con i nove Comuni più pesanti (Rovigo, Adria, Badia, Lendinara, Occhiobello, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po) tutti in mano a maggioranze di centrodestra, che da sole valgono il 41% dell’intero corpo elettorale, l’esito del voto sembra già indirizzato.
Nell’urna, però, le sorprese sono sempre in agguato. Domani sera, dopo la chiusura delle operazioni di voto alle 20, subito lo scrutinio, e a stretto giro la composizione del nuovo consiglio.
Ma. Ran.
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