Cerca

andamento demografico

La popolazione? Ora è in crescita

Nel primo semestre dell’anno si conferma una tendenza all’aumento dei residenti in Polesine

La popolazione? Ora è in crescita

Una provincia che si spopola e che rischia di avere abitanti sempre più anziani. Fermi tutti, però: il dato del primo semestre del 2024 mostra un segnale di speranza.

Perché rispetto ai 227.452 abitanti che si contavano in Polesine all’inizio dell’anno, a fine giugno il numero è salito a 227.488. Ovvero 36 in più. Poca roba, si dirà, troppo festeggiare per 36 abitanti in più. Tuttavia, se si va a guardare l’andamento demografico del primo semestre dello scorso anno, si capisce perché questo numero sia significativo: da gennaio 2023 a giugno 2023, infatti, il numero di residenti in Polesine era passato da 227.941 a 227.733, con un calo di ben 208 abitanti. Alla fine dell’anno scorso il bilancio demografico della provincia di Rovigo ha fatto registrare una perdita netta di residenti pari a 489. Quasi mezzo migliaio di abitanti “scomparsi”. E se si considera che a gennaio 2022 i residenti erano 228.902, nel biennio 2022-2023 la perdita è stata di quasi 1.500 persone, 1.450.

Il dato che emerge dall’ultimo aggiornamento demografico mensile dell’Istat, appena rilasciato ma riferito a fine giugno, con dati ancora provvisori, dà quindi il segno di un’inversione di tendenza che non può che far piacere e scongiurare i più neri presagi, visto che al ritmo di 1.500 residenti in una dozzina di anni, si rischierebbe di veder evaporare una fetta di popolazione superiore alla totalità degli abitanti di Adria.

Certo, anche con 36 residenti in più al semestre, che se la tendenza rimanesse stabile, e non è certo detto, significherebbe una settantina in più all’anno, la “risalita” ai numeri del passato sarebbe un’utopia: senza andare indietro fino al 1951, quando i residenti in Polesine erano 357.963, ancora nel 2011, valore più alto dal 2000, si contavano ancora 248mila abitanti.

L’entusiasmo, poi si affievolisce un po’ se si va a scomporre il dato, perché, purtroppo, la natalità continua a scemare. Nei primi sei mesi del 2024, infatti i bambini e le bambine venuti alla luce in Polesine sono stati 516, mentre nel primo semestre del 2023 erano stati 573. Ben 57 in meno, praticamente un crollo del 10%. Un calo significativo e preoccupante delle nascite che, purtroppo, conferma una tendenza già in atto da anni. Basti pensare che i nuovi nati in Polesine nel 2010 erano stati ben 2mila, mentre nel 2013 1.728, già quasi 300 in meno. Se si confermasse questa tendenza, il numero finale quest’anno sarà di 1.032 nati, quasi la metà rispetto a 14 anni fa.

In realtà, una leggera flessione la fanno registrare anche i decessi, ma con una variazione negativa quasi trascurabile: erano stati 1.438 nel primo semestre 2023, sono stati 1.429. Nove in meno, sostanzialmente un valore equivalente, considerando anche il calo generale della popolazione.

Quindi, il saldo demografico naturale, ovvero la differenza fra nati e morti è passata dal -865 del periodo gennaio-giugno dello stesso anno al -913 del primo semestre di quest’anno. Un numero effettivamente spaventoso. Significa che, senza “innesti”, il Polesine tenderebbe a perdere quasi 2mila residenti all’anno. Un tasso di decrescita naturale davvero importante.

Ma, come visto, il totale è superiore a quello di inizio anno. E la spiegazione è semplice: sono arrivate più persone. Si sono trasferiti qui da altre province, con un saldo migratorio interno, ovvero la differenza fra chi dai comuni polesani si è trasferito fuori provincia e chi, invece, ha fatto il percorso inverso arrivando qui da comuni che si trovano al di là di Adige e Po, pari a +247. Frutto di 3.102 arrivi e 2.855 partenze. In netta crescita, più del doppio, rispetto al saldo di +102 del primo semestre 2023.

Ma anche così non si arriva a colmare la differenza di popolazione fra quest’anno e l’anno passato. Inutile dire che è merito di chi è arrivato qui dall’estero.

Il saldo migratorio estero del primo semestre del 2024, infatti, è stato pari a +702. Perché a fronte dei 267 che sono partiti per l’esterno, da fuori dei confini italiani sono approdate in Polesine ben 969 persone. Un numero quasi pari a quello del saldo demografico naturale. Con l’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione, passando dall’8,6% all’8,7% fra 2022 e 2023, che sale ancora. Il primo gennaio i residenti stranieri in Polesine erano 20.873.

E’ l’immigrazione, quindi, a contrastare l’emorragia di abitanti che si produce fra nascite e morti. E che evita il tracollo che non è solo di numeri, ma anche di servizi. Perché con l’invecchiamento progressivo che si produce con il crollo delle nascite, ci saranno sempre più anziani rispetto ai giovani. E chi li accudirà? Dove si troveranno i medici per assistere una popolazione che avrà sempre più patologie?

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400