VOCE
TAGLIO DI PO
03.10.2024 - 22:31
Vecchi pozzi di metano portano in superficie acqua salata. Già da tempo, infatti, si sono riaperti alcuni vecchi pozzi di metano e l'ultimo si trova nella tenuta Ca Zen, a pochi metri dall'argine del Po.
L'attività di questi sta portando in superficie una grande quantità di acqua salata che, logicamente, rovina in maniera pesante il raccolto coltivato in quei terreni. "Lo scorso luglio ci siamo accorti di un fontanazzo nel nostro terreno e, visto il livello del fiume che si trova a pochi metri, pensavamo si trattasse di uno dei fontanazzi che si vengono a formare in quel periodo – ci racconta Maria Adelaide Avanzo, titolare dall'azienda Ca Zen – Abbiamo immediatamente allertato Aipo ma ci siamo subito accorti che dal fontanazzo usciva acqua salata mescolata ad una grande quantità di metano in quanto si era stappato un antico pozzo metanifero".
"Così abbiamo interessato subito il Consorzio di Bonifica decidendo, contemporaneamente, di sospendere immediatamente l'irrigazione nel nostro mais che era diventato davvero molto giallo. Da allora abbiamo avviato tutte le procedure per cercare di capire di chi è la competenza di questi pozzi ma ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta". Quella dell'estrazione del metano in questi territori, è una storia che parte da molto lontano".
"Le prime perforazioni hanno inizio addirittura nel 1935 con ben 13 pozzi e una centrale di compressione e già nel 1939 i pozzi erano diventati 64 e le centrali triplicate. Questa cosa, da molti era considerata un po' come una manna dal cielo tanto che nel 1951, anno funesto e indimenticabile per il polesine, i pozzi attivi erano 993. Subito dopo l'alluvione da alcune ricerche, emerse un abbassamento del terreno che venne da subito collegato alle estrazioni ma non vennero presi provvedimenti drastici, tanto che nel 1959 si parlava di 1424 pozzi al punto che lo sprofondamento raggiunse punte di 3 metri e mezzo nel nostro amato delta tanto che, nel 1961 tutte le centrali presenti nel territorio compreso tra Adria e il mare furono chiuse.
"Abbiamo fatto anche la segnalazione al Prefetto – continuano i proprietari di Cà Zen – Abbiamo interessato altri enti e aziende che si occupano di questo, ma al momento non abbiamo avuto nessuna risposta e nel frattempo si è aperto un altro pozzo a fianco di quello segnalato inizialmente e la situazione sembra peggiorare. Il problema lo abbiamo segnalato 90 giorni fa e non abbiamo avuto il benchè minimo supporto da parte delle autorità competenti che, anzi, si sono passate la responsabilità e noi ci troviamo con un problema ancora irrisolto. Siamo molto preoccupati non solo per la nostra azienda – concludono- ma anche per la sicurezza idrica dell'intero territorio". Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Layla Marangoni.
"Come amministrazione siamo preoccupati e siamo vicini alla proprietà – spiega il primo cittadino – Ci stiamo adoperando per capire come poter intervenire e siamo al fianco di chi sta subendo questo danno, per cercare di capire come poter risolvere la cosa". La vicenda è davvero preoccupante anche in relazione al fatto che i pozzi dismessi sono davvero tanti e si trovano a pochi metri dal ramo più grande del delta del Po.
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