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I volontari della carità in festa

Il monito di don Nicolò: “Anche fare del bene crea invidia, ma va vissuto come un dono di Dio”

I volontari della carità in festa

Una bella giornata di serenità e allegria nella tranquillità del parco degli alpini: questa è stata la “Festa di fine estate” promossa dall’Unitalsi diocesana e organizzata in collaborazione con Croce verde e gruppo Alpini. “Visto l’acquazzone del giorno prima - afferma la presidente Mara Moretto - abbiamo temuto di non farcela, invece la Madonna ha allungato una mano verso di noi e ci ha regalato una splendida giornata di sole, così e stato per tutti una vera festa”.

In questo modo è stata ripresa una bella iniziativa della sottosezione di Adria che ogni anno organizzava questo appuntamento a conclusione delle proprie attività, in modo particolare del pellegrinaggio a Lourdes.

Poi è arrivato il Covid ed ha bloccato tutto. Nel frattempo le due sottosezioni Adria e Rovigo si sono unificate dando vita a un unico gruppo diocesano. Ed è ritornata la “Festa di fine estate” in un clima di grande partecipazione e condivisione con i volontari Unitalsi e molti assistiti. In mattinata è passato il sindaco Massimo Barbujani per congratularsi con i volontari per il prezioso lavoro di carità che portano avanti a favore di persone meno fortunate. Nel pomeriggio, alla messa, c’è stata la presenza di un altro primo cittadino, la sindaca di Ariano Luisa Beltrame strettamente legata all’Unitalsi perché da anni fa parte dell’associazione come volontaria.

La giornata, sotto l’attenta regia di Claretta trombin, è scivolata via tra giochi e momenti ricreativi, pranzo all’ombra delle piante, fino al momento conclusivo con la celebrazione eucaristica presieduta da don Nicolò Grandesso. Nell’omelia ha espresso parole di apprezzamento per “il prezioso impegno portato avanti dall’Unitalsi nel segno della carità evangelica, del prendersi cura dell’altro senza attendersi ricompensa”. Quindi, prendendo spunto dal brano evangelico, ha focalizzato l’attenzione sull’invidia perché “anche chi è portatore di bene è soggetto all’invidia di chi non sa donarsi agli altri".

"Gli insidiosi – ha sottolineato – non hanno occhi per guardare liberamente, guardano l’altro in maniera incompleta. Gli invidiosi non sanno guardare negli occhi del prossimo come ci ricorda Dante nel suo percorso nell’Inferno quando incontra gli invidiosi e si trova in imbarazzo perché lui li vede e loro no. Un vero rapporto caritatevole è guardarsi negli occhi come sanno fare i volontari Unitalsi, in maniera completa, vedendo negli altri, soprattutto nei più bisognosi, il volto di Dio”. Ed ha concluso con un ammonimento: “Chi fa del bene non sia egoista, ma deve sentirlo come dono ricevuto da Dio”.

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