Cerca

il grande evento

Lo sport come veicolo di solidarietà

Il mister Nevio Scala sarà presente domenica al Bettinazzi per “Il grande cuore del Delta”

Lo sport come veicolo di solidarietà

Il grande cuore del Delta risponde presente.

Sarà una grande giornata di sport e solidarietà quella programma per domenica, allo stadio Luigi Bettinazzi, che sarà il palcoscenico dell’evento benefico che vedrà scendere in campo la Nazionale Cantanti e la squadra dei sindaci polesani.

Il fine è lodevole visto che l’incontro sarà a sostegno della Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta (Ctrp) di Corte Guazzo, il centro gestito dall’Ulss 5 Polesana che offre un supporto fondamentale per il recupero psichiatrico nel Delta del Po; i fondi raccolti durante la giornata contribuiranno a migliorare le strutture e a sostenere le attività di questo importante centro, che si impegna quotidianamente nella cura e nel reinserimento sociale di persone con disagi psichici. Un tema delicato e non scelto a caso visto che ricorre il centenario dalla nascita di Franco Basaglia, padre della legge che rivoluzionò il trattamento dei pazienti psichiatrici in Italia e la città di Adria si prepara ad accogliere un evento di straordinaria rilevanza sportiva e sociale.

L’evento rappresenta non solo un’opportunità per gli abitanti del territorio di partecipare attivamente a una nobile causa, ma anche un momento di riflessione sull’eredità di Basaglia e sull’importanza di continuare a sostenere la salute mentale con iniziative concrete e inclusione sociale. E questo sarà il momento culminante del fine settimana dedicato al 42esimo compleanno del pane Ciabatta nato dall’estrosità e creatività di Arnaldo Cavallari. La giornata al Bettinazzi prenderà il via alle 11 con momenti di sport, spettacolo e solidarietà poi il calcio d’inizio sarà alle 15.

Tra le tante autorità e personaggi famosi presenti ci sarà un protagonista della Serie A, sia nel ruolo di calciatore che di allenatore. Stiamo parlando di Nevio Scala, un calciatore che ha segnato gli anni ’60 e ’70 della Serie A: è sbocciato nelle giovanili del Milan - dove ha vinto campionato, Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni - e ha poi vestito maglie gloriose come quelle di Roma, Lanerossi Vicenza, Fiorentina, Inter e Foggia. Nella carriera di allenatore arrivò a Parma nel 1989, dopo aver sfiorato il doppio salto di categoria con la Reggina, presa in Serie C e portata a un passo dalla A. Nella prima stagione fu artefice della storica promozione dei gialloblù nel massimo campionato, portandoli negli anni a seguire a dominare addirittura in Europa. Uno scudetto sarebbe stato il giusto premio per un ciclo forse irripetibile, che oggi a Parma ricordano con nostalgia.

Nevio Scala contribuì comunque in maniera decisiva all’epopea dei crociati, portando in bacheca una Coppa Italia (1991-92), una Coppa delle Coppe (1992-93), una Supercoppa Uefa (1993) e una Coppa Uefa (1994-95) in sette anni. Una carriera, quella da calciatore, conclusasi con una maglia che a noi - polesani - significa molto. Stiamo parlando di quella dell’Adriese che proprio al Bettinazzi ha la sua a casa.

E proprio al Bettinazzi Nevio Scala tornerà in occasione de “Il grande cuore del Delta”: “Quello che si vuole dare in occasione di questo evento è un messaggio forte e chiaro. Non solo il calcio ma tutto il mondo dello sport deve essere coinvolto in tematiche come queste. Chi organizza eventi come questo vuole porre l’attenzione su aspetti sui quali c’è bisogno di puntare i fari per sensibilizzare l’opinione pubblica e conoscere le difficoltà alle quali le persone vanno incontro”.

Nevio Scala, poi, non dimentica la sua ultima tappa della carriera calcistica con la maglia dell’Adriese: “Quello fu un anno indubbiamente difficile e travagliato ma eravamo una gran bel gruppo di amici e posso dire che ho un ricordo straordinario. Tuttora il rapporto di amicizia è rimasto; ci siamo trovati qualche settimana fa ad Adria e a fine mese loro verranno a trovarmi in cantina. Quello, ora, è il mio nuovo ‘mondo’. Lì mi godo la mia famiglia. Chi è Nevio Scala ora? E’ quello di sempre con i 77 anni in avvicinamento ma con grande serenità. Ora mi sto divertendo e mi sto vivendo la mia famiglia, consapevole di essere un privilegiato ad essere riuscito a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • frank1

    05 Ottobre 2024 - 08:04

    certo..come la "tifoseria" tra aquadre big con relative infiltrazioni di quwasti giorni...come andra' a finire? a tarallucci...tipico all'italiana.basta qusto calcio..chiudete gl i stadi!!

    Report

    Rispondi