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l'intervista

“Nessuno in Iran vuole la guerra”

Parla Maryam Amir Farshi artista iraniana di Rovigo. “Non mi fido di Khamenei né di Netanyhau”

“Nessuno in Iran vuole la guerra”

“La mia idea della guerra? Le racconto solo che quando sento un temporale devo mettere le cuffie. La prima volta che qui a Rovigo ne ho sentito uno forte piangevo e il mio compagno non capiva perché. Le bombe a 7 anni mi perforavano il cervello e i tuoni mi fanno ancora tanta paura”. Maryam Amir Farshi Nejad, nata a Teheran, artista molto attiva a Rovigo, poetessa, performer e critica d’arte, sta vivendo attaccata alle notizie questi giorni di escalation di violenza in Medio Oriente.

“Sento continuamente i miei familiari a Teheran, mio padre è anziano - racconta - dice che è ‘un gioco tra loro, che non succederà niente al popolo’ ma lui non vede la tv, le notizie sono oscurate e io ora temo. Ho gli incubi e sogno di andare a salvare i miei genitori”.

Maryam, che a Rovigo è conosciuta per il suo impegno per la libertà delle donne e contro la violenza di genere, in questi giorni in cui spaventano gli attacchi tra Iran e Israele, che toccano il Libano e creano ulteriori spaccature a un anno dal 7 ottobre, in cui Hamas attaccava Israele ne è certa: “Il popolo iraniano non vuole la guerra, ci ricordiamo bene cosa è la guerra. La gente innocente muore. La guerra costa tantissimo, sull’economia, sulla vita quotidiana. La moneta non è stabile, il turismo è morto, la gente è spaventata e si registrano già code ai distributori e nei supermercati, i voli sono cancellati”.

A Rovigo la comunità iraniana è piccola. C’è il negozio di tappeti in via Miani, qualche studente che arriva per il corso di Ingegneria ambientale. “Per paura gli iraniani, anche all’estero - racconta ancora Maryam - non partecipano alle manifestazioni, per questo mi dispiace quando l’Italia blocca le manifestazioni. E’ una cosa che non concepisco”.

Capire bene cosa sta succedendo in questo caos medio-orientale e in questa escalation di violenza non è semplice e la attivista prova a fare chiarezza: “Quello che sta succedendo in Palestina, l’uccisione di tanti innocenti, non è concepibile. Ma oggi, se un’iraniana partecipa a una manifestazione contro Israele sembra che faccia parte del governo. Non è così. La gente soffre tantissimo per gli aiuti che l’Iran sta offrendo a Hezbollah. Oggi (ieri per chi legge ndr) l'ayatollah Ali Khamenei, ha detto che non esiterà né ritarderà eventuali azioni contro Israele. Ma sembra tanto un gioco per far alzare il prezzo del petrolio e dell’oro”.

Né con l’Iran né con Israele, né con Hezbollah o Hamas, dunque, né tantomeno con l’America. “Già, anche l’America mi dà fastidio. E’ come se per gli Stati Uniti il Medio Oriente non debba mai avere tranquillità. Fa gioco ai mercati internazionali. Ricordo che è stata l’America a portare questo governo in Iran. E io non sento di potermi fidare nemmeno dell’America di oggi”.

Oggi a Rovigo ci sarà una manifestazione contro la guerra. Alle 17 in piazza Giacomo Matteotti.

“Ovviamente andrò, ma in silenzio. Devo dire che non mi piacciono le manifestazioni che diventano troppo politicizzate. La guerra tocca chi l’ha vissuta in prima persona e l’escalation di odio mi fa paura. Io sono bloccata sulle notizie in questi giorni chiamo continuamente casa, voglio sapere come stanno. Spero che non succeda nulla, ma non mi fido di Netanyahu nemmeno di Kahmenei”. Cosa può fare l’Europa? “Smettere sul serio di collaborare con questi governi e prendere una posizione. Non si può parlare bene e razzolare male”.

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