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CA’ EMO/FASANA

Pronti ad accogliere don Lino

Il nuovo parroco sarà assistito da don Mario Bruson nella guida della comunità con Pettorazza

Pronti ad accogliere don Lino

Le comunità di Ca’ Emo e Fasana si apprestano ad accogliere il nuovo parroco don Lino Mazzocco dopo aver salutato don Lucio Pollini approdato nella comunità di Cavarzere Est.

La cerimonia di ingresso è in programma domenica prossima alle 9.30 nel santuario Madonna delle Grazie a Pettorazza Papafava con la celebrazione della messa solenne presieduta dal vescovo di Chioggia mons. Giampaolo Dianin. Una celebrazione che segna l’inizio di un nuovo percorso religioso pastorale passando dall’unità pastorale alla comunità sinodale. Questa nuova aggregazione vede insieme le parrocchie di Pettorazza Grimani, Pettorazza Papafava, Fasana, Botti Barbarighe e Ca’ Emo che sarà guidata da don Lino assistito da don Mario Bruson.

Una riorganizzazione delle parrocchie portata avanti dal vescovo per far fronte alla sempre più crescente carenza di sacerdoti. Al termine del rito religioso è previsto un buffet per dare il benvenuto a due nuovi sacerdoti con un momento di fraternità e convivialità.

Don Lino ha salutato la scorsa settimana la comunità di Rosolina raccogliendo l’affetto caloroso dei parrocchiani e la gratitudine delle autorità civili. Adesso, per lui è, almeno in parte, un ritorno a casa: infatti, don Mazzocco è originario di Ca’ Emo dove è nato 76 anni fa. E’ stato ordinato sacerdote il 23 settembre 1972.

Nella lettera pastorale alla diocesi presentata il 6 ottobre scorso, il vescovo ricorda che “il cammino verso le comunità cristiane sinodali verrà fatto con gradualità e senza nessuna fretta. La sinodalità – sottolinea mons. Dianin - chiede di camminare insieme lungo un percorso pensato per la nostra diocesi e che cerca di salvaguardare tutte le parrocchie ma insieme di rilanciare la vita cristiana delle comunità di ogni singola realtà”.

E ancora: “Il percorso che ci attende per questa nuova pagina ci porta a fare un ulteriore passo, ma in continuità, con le attuali unità pastorali chiamate a diventare, appunto, comunità cristiane sinodali. Mentre la parrocchia, in questo nuovo contesto, riscopre e rivive la sua dimensione originaria di comunità cristiana, potrà assolvere anche oggi al suo compito: non si può negare la sete profonda di comunione nell'umanità del nostro tempo”.

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