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Gestione cucine nelle calamità

Studenti del Cipriani impegnati nella preparazione e distribuzione dei pasti con sala ristorante nella tensostruttura

Gestione cucine nelle calamità

Ore 10: all’alberghiero Cipriani-Colombo scatta l’allarme con obbligo di evacuazione immediata. Nel giro di pochissimi minuti studenti e docenti sono tutti fuori, seguendo le indicazioni dal personale della Protezione civile.

E’ stato questo il primo atto della giornata, ovviamente preceduto dall’alzabandiera di prima mattina, della seconda parte del progetto didattico “Cultura del volontariato e cucine in emergenza” promosso in collaborazione con il Servizio di protezione civile di Rovigo, quindi Dipartimento sicurezza emergenza e Federazione italiana cuochi. Il primo step si è svolto l’8 ottobre con il convegno e le diverse testimonianze.

Nella giornata di ieri è arrivato il momento di scendere in campo. Terminata la simulazione dell’emergenza, studenti e docenti sono rientrati in classe, tranne quelli delle quarte e quinte, circa 250 giovani. Per ragioni logistiche sono stati divisi in due gruppi, ovvero gli “sfollati”, mentre altri studenti delle tre articolazioni accoglienza turistica, sala bar e cucina hanno assistito operatori e volontari della Protezione nella gestione dell’emergenza, in modo particolare nel servizio mensa.

Così il primo gruppo ha visitato attrezzature e strumenti nel parco della scuola trasformato in un vero proprio accampamento con cucina da campo, tensostruttura per il consumo dei pasti, tende da campo, torri faro, generatori, elettropompe e pompe, oltre ad alcuni mezzi esposti. Negli allestimenti, dimostrazioni e spiegazioni hanno collaborato i gruppi di Ceregnano, Costa di Rovigo, Gavello, Loreo, Isola di Ariano, Pettorazza Grimani e Villadose. Il percorso si è concluso con alcuni operatori della Croce verde che hanno illustrato le loro modalità di intervento e le diverse attrezzature dell’ambulanza.

Nel frattempo l’altro gruppo è andato al servizio mensa. Qui sono stati serviti i pasti preparati in parte nei laboratori della scuola, in parte nella cucina mobile. Gli studenti sono stati i veri protagonisti, sotto la regia dei propri docenti, dei cuochi Dse-Fic e operatori della Protezione civile, sulle modalità di preparazione e distribuzione dei pasti.

Preziosa in questo caso la collaborazione con gli operatori del DseFic Veneto formato da cuochi professionisti e volontari della Federazione italiana cuochi, che in caso di calamità sono pronti ad intervenire nelle zone colpite dall’evento per preparare pasti in emergenza. Presente anche lo chef Ermanno Zago responsabile nazionale Fic per allergie e intolleranze alimentari. Le diverse dimostrazioni si sono svolte sotto la regia di Monica Gambardella funzionario della Protezione civile di Rovigo con la supervisione di Tommaso Settin dell’unità organizzativa prevenzione e coordinamento della Regione. Così pure è intervenuto il presidente nazionale del Dse, Roberto Rosati. Durante la giornata ha fatto visita il sindaco Massimo Barbujani che si è fortemente congratulato con tutti gli operatori in campo. Il progetto è stato realizzato in sinergia con alcune imprese private, tra le quali Mulino e pastificio Sgambaro e Lattebusche.

“E’ stato un momento addestrativo per i volontari – spiega Monica Gambardella - ma anche dimostrativo per gli studenti rispetto ad un campo in una situazione di emergenza, dove la preparazione e distribuzione pasti, si interfaccia con la logistica e gli aspetti tecnici di tutte le operazioni in corso”.

Da parte sua la dirigente scolastica Lorenza Fogagnolo rileva che “le due giornate sono state un’occasione formativa molto importante e di confronto fattivo per studenti, istituzioni e altri enti del territorio, con l’obiettivo prioritario di diffondere e fare crescere nei giovani la cultura del volontariato e far conoscere le diverse articolazioni della Protezione civile e modalità di intervento”.

Concluse le lezioni con studenti e docenti, è arrivato il momento del pranzo a campo anche per operatori e volontari, per poi passare a smontare le diverse attrezzature e concludere la giornata con l’ammaina bandiera.

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