VOCE
Stienta
26.10.2024 - 18:10
Riflettendo sulla figura di Giacomo Matteotti, indubbiamente, si pensa immediatamente al personaggio politico, al martire polesano, al deputato che diede la vita per difendere i valori della libertà. Forse, però, non subito, viene in mente anche l’altro volto di quel figlio del Polesine: quello legato all’arte.
Ed è proprio questo sguardo inedito ad essere al centro della mostra “Arte come ricordo e memoria”: l’esposizione fotografica, che riunisce le opere pittoriche ispirate a Matteotti alla graphic novel inerente il suo discorso alla Camera del 30 maggio 1924, dopo aver toccato diversi comuni della provincia, venerdì è approdata a Stienta, dove è stata inaugurata nei locali di casa Romani-Zerbinati. Ad accogliere i visitatori, il sindaco del comune e presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, l’assessore regionale Cristiano Corazzari, l’ingegnere Luciano Zerbinati (curatore della mostra) e Maria Lodovica Mutterle, direttrice della Casa Museo di Fratta Polesine.
“Stienta è orgogliosa che questa esposizione sia qui - ha esordito Ferrarese - forse, tra tutte le iniziative di questo centenario matteottiano, questa è senz’altro quella che attira di più la curiosità e l’interesse delle nuove generazioni perché riunisce il ricordo di ciò che è stato e ha fatto Giacomo, con l’aiuto dell’arte, del fumetto; per una memoria da tramenare ai giovani”.
E’ infatti nel segno dell’arte visiva che Zerbinati ha illustrato la genesi dell’esposizione: “Abbiamo pensato di realizzarla in questa forma perché, oggi, l’immagine parla: arriva meglio ai giovani e permette di portare il ricordo di Matteotti a più persone possibili. Da qui l’idea di fare una mostra itinerante per attraversare quel Polesine che vide Giacomo formarsi, lottare e difendere le classi più povere del tempo”.
La mostra, che aveva avuto la sua prima all’Archivio di Stato di Rovigo nel maggio scorso, toccando Fratta Polesine, Villamarzana (dove Matteotti fu sindaco), Comasine di Pejo (luogo natale degli avi), Pontecchio, Canaro, quindi ora a Stienta, andrà poi a Castelguglielmo, Fiesso e Rovigo, fino a valicare i confini nazionali approdando al consolato italiano di Nizza.
Plauso per l’iniziativa da parte dell’assessore regionale Cristiano Corazzari che, ricordando i contributi stanziati grazie alla legge regionale, approvata all’unanimità, nell’ambito del centenario della morte del deputato frattense, ha sottolineato: “Matteotti, provenendo dal Polesine, con forza ha denunciato, ha lottato per la libertà che oggi viviamo”.

E, nel nome della libertà, come ha commentato Mutterle, Giacomo seppe cogliere, attraverso l’arte, il modo per diffondere il valore della cultura e dell’istruzione: “Nell’ottobre del 1920 organizzò una gita a Ferrara, dove fece lui personalmente da guida, a braccianti agricoli, operai e contadini del Polesine. Matteotti, infatti, amava l'arte, professava la convinzione che la cultura dovesse essere accessibile a tutti: accanto alle lotte per i salari, per gli orarie e le condizioni di lavoro dei più poveri della sua terra, era fortemente convinto del valore educativo dell’arte se reso fruibile”.
Proprio da Stienta, difronte a quel Po nel quale si specchiano le bellezze del territorio, grazie a questa tappa della mostra è possibile rivedere quel legame: un amore, per certi versi, ancora poco conosciuto tra il giovane Matteotti e l’arte. Mezzo, ricordo, memoria per una cultura alla portata di tutti, per tutti. Gli orari di visita: 26-27-28 ottobre dalle 10-12, 16-18; 30-31 ottobre dalle 10-12; 1 novembre dalle 10-12; 2 novembre dalle 16-18; 3 novembre dalle 10-12. Info: 0425/171201
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