Cerca

economia

L’occupazione batte “cassa”

In Polesine tra maggio e agosto ci sono state oltre 936mila ore di ammortizzatori sociali.

L’occupazione batte “cassa”

Operaio metalmeccanico al lavoro

Lavoro e occupazione in difficoltà. Lo dicono i numeri. Nei giorni scorsi era stato analizzato il calo dell’export e le difficoltà del settore manifatturiero in Veneto e in Polesine. Criticità del mondo del lavoro evidenziata anche dall’aumento delle ore di cassa integrazione nei primi 8 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2023. In Polesine e in altre province del Veneto si tratta di numeri quasi raddoppiati. In particolare ad aumentare è la cassa integrazione ordinaria, quella, quindi, legata soprattutto a riduzione della produzione.

In Veneto la cassa integrazione, ordinaria e straordinaria nei primi 8 mesi del 2024 registra un più 57,12% rispetto ai primi 8 mesi del 2023. Un dato allineato a quello del Piemonte (+60,80), ma più sostenuto rispetto a Lombardia nello stesso periodo, +38,19%, ed Emilia-Romagna (+38,69). Il dato nazionale è +42,50.

Guardando al Polesine nel periodo maggio. Agosto 2024 le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 936.160 contro le 566.778 dello stesso periodo dell’anno prima. Quasi un raddoppio, quindi. In Veneto il maggior utilizzo di Cigo 2024 lo abbiamo a Treviso e Vicenza e, a seguire, a Padova. Gli aumenti nel secondo quadrimestre 2024 rispetto all’omologo periodo dell’anno precedente sono atipici: quasi tutte le provincie hanno un aumento dal 20 al 30 per cento, salvo Padova, dove il dato aumenta del 70% e Venezia, dove il dato raddoppia. Solo Belluno, ha una diminuzione dell’1%.

Analizzando invece, sempre nello stesso periodo, i settori, i dati maggiori per volumi sono rinvenibili nelle attività manifatturiere, con l’aumento di circa 4.850.000 ore autorizzate (circa il 39%), quasi tutto il differenziale tra il secondo quadrimestre 2023 e quello 2024. Seppur con numeri assoluti minori si hanno aumenti di oltre il 200% anche nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e nelle costruzioni, circa il 40%.

Paragonando i dati veneti a quelli della Lombardia, l’aumento nelle attività manifatturiere è assolutamente allineato 38%, mentre in quella regione i dati relativi alla Cig edilizia sono di circa il 130% in aumento. Diminuzioni invece nel settore del commercio, di circa il 21%.

Come anche nel primo quadrimestre di quest’anno, il dato della Cigs risulta meno omogeneo sul territorio nazionale, probabilmente anche per la natura dell’istituto, essendo esigibile per ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale. Il Veneto, nei primi 8 mesi dell’anno, si attesta su un -9,81% rispetto a quello del 2023 analogo periodo e la Lombardia -6,93% nello stesso periodo. A mostrare significativi scostamenti in aumento sono invece Piemonte, +20,96, e soprattutto l’Emilia-Romagna con addirittura +73,35%.

Per quanto riguarda l’utilizzo dell’istituto nelle province venete, l’andamento del dato è molto variegato. Significativi gli aumenti a Vicenza nel secondo quadrimestre rispetto a quello del 2023, +230%. Anche a Belluno si registra un aumento: circa il 20%. Le altre province sono tutte in diminuzione, con Padova a -16%, Verona a -28% e Venezia a -8,5%. Assai significativi i dati di contrazione di autorizzazioni a Treviso, con una diminuzione di quasi il 90%, assai incidente nel volume totale del Veneto.

Per quanto riguarda i settori, come sempre sono le attività manifatturiere a registrare le maggiori autorizzazioni (quasi 1.400.000 di ore autorizzate tra ristrutturazione e solidarietà), lasciando agli altri settori poco meno di 300.000 ore autorizzate.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400