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“Difendere l’uguaglianza”

Un forte appello

“Difendere l’uguaglianza”

La comunità ha ricordato i propri eroi. La commemorazione del 4 novembre si è aperta con la messa celebrata da don Diego Pisani nella chiesa parrocchiale di San Giorgio; inoltre sono state celebrate delle commemorazioni anche nella frazione di Sariano e Pissatola per ricordare i caduti.

A Trecenta, dopo la messa, la comunità si è spostata nella piazza davanti al municipio e al monumento ai caduti, dove è stata deposta una corona di alloro ed è stata data la benedizione. Il sindaco, Anna Gotti, ha voluto vicino i bambini perché “è giusto che i nostri ragazzi, che sono il nostro futuro, ringrazino ed onorino i loro nonni, i padri di questa democrazia e di questa patria”.

E’ intervenuta, quindi, la vicesindaco del consiglio comunale dei ragazzi, Lucrezia, che ha fatto un discorso accorato, ricordando che “soprattutto in questo periodo c’è bisogno di pace, che abbiamo ottenuto grazie al sacrificio di tanti soldati caduti in guerra. Pace, che dobbiamo proteggere con il rispetto verso il prossimo, con il rispetto delle leggi e della Costituzione. La pace è un bene prezioso che va protetto e preservato con cura perché solo con la pace si può costruire il futuro”.

Lucrezia ha concluso dicendosi orgogliosa di indossare la fascia tricolore “simbolo di uguaglianza, stabilità e soprattutto dell’unità, che faticosamente e con molti sacrifici di vite umane siamo riusciti ad ottenere”. Il primo cittadino Anna Gotti ha invitato ad entrare nel vivo di queste giornate ed ha sottolineato come “il sacrificio dei nostri nonni è stato raccolto nell’articolo 11 della Costituzione che sancisce un principio fondamentale: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa. Allo stesso tempo l’Italia riconosce alle forze armate il dovere di difendere la patria. Dobbiamo difendere l’uguaglianza, il rispetto dei valori civili che sono racchiusi nella nostra Costituzione. Noi come Stato siamo portatori di valori che devono essere riconosciuti in tutto il mondo, per questo le nostre forze armate, attraverso l’Onu e altri trattati, sono impegnate a difendere questi valori di libertà e democrazia. I nostri nonni hanno combattuto per creare uno Stato libero e democratico ed è questo il motivo per cui noi, oggi, dobbiamo onorarli, impegnandoci ad essere portatori di pace”.

Ha concluso la mattinata l’ingegner Maldi, dell’associazione dei Carristi. “Pur essendo carrista - afferma Maldi - vi parlo a nome di tutte le associazioni d’arma, che sono nate per ricordare e onorare il tricolore, che ha un significato, il verde per le pianure, il bianco per le nostre montagne e il rosso per i vulcani, ma anche per il sangue versato nelle due grandi guerre. Con la prima guerra mondiale si è sancita la vera unità d’Italia, infatti i giovani si sono trovati a combattere per uno stesso ideale. Dobbiamo far ricordare ai giovani il concetto della democrazia”. Maldi ha infine ricordato come il monumento di Trecenta sia riconosciuto come uno dei più bei monumenti.

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