Cerca

Adria

Ecocentro, scattano i controlli

Il vicesindaco Simoni: “Così si scoprono i furboni che non pagano o che vengono da altre province”

Ecocentro, scattano i controlli

Dal primo novembre sono entrate in vigore nuove norme diramate da Ecoambiente per il conferimento dei rifiuti all’ecocentro. Qualche cittadino è rimasto sorpreso nel dover presentare i documenti e la bolletta Tari. In ogni caso il conferimento è gratuito.

Sulla questione interviene il vicesindaco Federico Simoni. “In questo modo – spiega – viene verificato il codice a barra e il codice utente, in modo che si accerta che chi conferisce sia un utente Ecoambiente della provincia di Rovigo. Le persone non censite, ovvero che non risultano nelle banche dati di Ecoambiente, perché non hanno mai dichiarato di abitare un immobile e che quindi non pagano la Tari, non possono accedere. Per esempio, una persona che prende in affitto un appartamento e non comunica al Comune e a Ecoambiente la nuova residenza, perché è uno studente o un lavoratore che ha già la residenza in un altro comune, oppure ancora a casa dei genitori”.

Prosegue Simoni: “A queste persone, che sono quindi senza i bidoni con il codice a barre, gli operatori di Ecoambiente non raccolgono i rifiuti davanti a casa, di fatto non sono ‘clienti’ se non pagano la Tari: queste persone (furboni!), quindi, fino a poco tempo fa portavano gratis e senza alcun controllo i propri rifiuti all’ecocentro, ovviamente a discapito di chi paga regolarmente la Tari”.

Ma non solo. “Ci sono persone di altre province, in particolare dei comuni confinanti con il Polesine, che magari nei loro territori gli ingombranti o altri rifiuti li pagano di più e a peso: ecco allora che li caricano nel baule, fanno qualche chilometro, per esempio da Cavarzere ad Adria sono una decina di chilometri, e vengono a scaricarli qui nel nostro ecocentro. Risultato: la quantità di rifiuti negli ecocentri della nostra provincia (sono 14) aumenta, aumenta quindi per Ecoambiente il costo dello smaltimento per portarli in discarica, o nei centri di recupero materiali, di conseguenza aumenta la tariffa che noi adriesi, noi polesani dobbiamo pagare”.

Conclude Simoni: “Ecco spiegato i motivi dei controlli all'ingresso degli ecocentri. Sinceramente, far vedere la carta di identità e la bolletta, non mi sembra così complicato o addirittura un dramma”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400