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Borsa di studio per aiutare Aziza

Iniziativa Soroptimist

Borsa di studio per aiutare Aziza

In aiuto ad Aziza. Il Soroptimist Club Rovigo ha aderito al progetto “Adottiamo Aziza”, la borsa di studio dedicata a una ragazza afghana che potrà accedere all’istruzione universitaria all’ateneo di Padova. Il progetto, sostenuto dai club del Triveneto, è stato ideato dal club di Bassano del Grappa e quest’anno la federazione europea del Soroptimist international ne ha riconosciuto la qualità con un importante finanziamento.

Lo scorso anno a beneficiare della borsa di studio è stata la ragazza afghana Sediqe, attualmente assistente di ricerca a Stoccolma e prossima alla laurea. Venuta a conoscenza di questa storia, la giornalista padovana Pamela Ferlin, attivista impegnata in organizzazioni umanitarie, dopo aver conosciuto la storia di Aziza, si è prodigata con tutte le sue forze e il supporto anche del Soroptimist per portarla in Italia e permetterle di studiare.

La storia è raccontata nel suo libro “In questa notte afgana”, un racconto vero e commovente che testimonia la determinazione e la volontà di giovani donne che sognano un mondo migliore. Il fil rouge di queste storie di riscatto sono state al centro della conviviale dello scorso 23 ottobre che ha visto come gradite ospiti della serata le socie bassanesi Roberta Carminati, Daniela Sostero e Geneviève Henrot. “E’ veramente significativo per il Soroptimist club Rovigo poter contribuire in modo importante a questo nell’ambito degli obiettivi a contrasto alla violenza e diritti umani ed educazione” ha detto Mariangela Goggia, presidente del club di Rovigo.

La serata è proseguita con il collegamento con Sediqe, che ha detto: “Ricevere la vostra borsa di studio è un privilegio grandissimo e sono consapevole di essere molto fortunata. Sono arrivata da sola in Italia nel 2022. Ho dovuto salutare la mia famiglia e i miei amici. Avete cambiato il mio futuro, la mia vita, tutto. Grazie mille”.

A parlare è stata poi Aziza: “Non abbracciavo prima, ora posso andare fuori e incontrare persone, e tutti i miei amici. In Afghanistan non possiamo parlare con altre persone. Nel mio Paese volevo diventare un avvocato e partecipare alla costituzione di nuove leggi per migliorare la condizione della donna. Evidentemente, da quando sono arrivati i talebani, non sono andata bene le cose e non potevo continuare a studiare. Spero di completare il mio studio e di essere una voce per le donne e le ragazze dell'Afghanistan, e di poter aiutare a studiare altre ragazze come me. Grazie a tutti”.

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