VOCE
rovigo
16.11.2024 - 13:50
“Un conto è pulire, un conto è radere al suolo, sembra che degli alberi non importi a nessuno, a noi ci interessano”. Più d’uno dei residenti di via Forlanini “vecchia”, il tratto che portava al passaggio a livello poi chiuso con la realizzazione del sottopasso e di via Salvo D’Acquisto, non nasconde di essere rimasto colpito dal completo abbattimento degli alberi che si trovavano nell’area fra la ferrovia e la strada, iniziato una decina di giorni e giunto a conclusione ieri. “Inizialmente sembrava una normale e necessaria pulizia, poi ci siamo trovati senza più nemmeno una pianta, sono allibito”, commenta uno dei residenti che si augura che venga ricreata una “barriera verde, come in Tassina”.
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L’area in questione è in capo a Rfi, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato che si occupa della gestione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Ed è stata proprio Rfi a decidere l’intervento di messa in sicurezza e “pulizia”, che come ammettono gli stessi residenti era necessario. Ma, appunto, un conto è pulire, un conto trasformare un piccolo boschetto con gelsi, salici e robinie, in una steppa.
Da parte sua, il sindaco Valeria Cittadin, spiega: “In questi giorni più di un cittadino si è rivolto a me per segnalare quello che a suo dire era un abbattimento indiscriminato. Preciso che si tratta di un intervento deciso da Rfi in un’area di Rfi, quindi come Comune non abbiamo competenza in merito e sicuramente sono state fatte delle valutazioni. Tuttavia, mi è stato segnalato che essendo stati abbattuto tutti gli alberi, ora si pone anche un problema di sicurezza, perché il binario è facilmente accessibile dalla strada e questo è particolarmente preoccupante nel caso possano avvicinarsi alla linea dei bambini. Sicuramente chiederò un incontro a Rfi per chiarire meglio tutti questi aspetti e dare voce anche ai cittadini che mi hanno contattato direttamente”.
Tuttavia, nota amaro un residente, “quegli alberi che crescevano davanti alle nostre case non ce li renderà nessuno”. In realtà, esiste un apposito “Regolamento per la tutela del verde urbano”, in vigore dal 2017 anche se bellamente ignorato negli ultimi anni, che regola il verde pubblico e privato. E che prevede che “chi intende abbattere alberature di prima grandezza, anche non più vegetanti, deve inoltrare specifica richiesta di autorizzazione all'amministrazione comunale” e che “gli alberi di prima grandezza abbattuti, compresi quelli non più vegetanti ed abbattuti ai sensi dell'articolo 9 (inclusi i casi di abbattimento d'urgenza), dovranno essere obbligatoriamente sostituiti entro la prima stagione utile con la messa a dimora, a spese del richiedente”, secondo un’apposita tabella.
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