VOCE
L’ALLARME
18.11.2024 - 10:30
C’è un grido d’allarme per Il Delta del Po, uno dei luoghi simbolo della biodiversità italiana e riconosciuto come riserva della biosfera Mab Unesco.
Questo angolo di natura, che rappresenta un tesoro unico di biodiversità terrestre e marina, è minacciato da fenomeni naturali e, soprattutto, dall'impatto delle attività umane.
Gloria Bertoli, ricercatrice del Cnr, ha parlato nel programma Rai Parlamento dell'importante ruolo della biodiversità e delle ricerche sul tema condotte all'interno del progetto Pnrr del Centro Nazionale di Biodiversità nbfc_italy
“Senza un’inversione di tendenza, gli impatti della perdita di biodiversità si intensificheranno, con conseguenze gravi per la salute umana e gli ecosistemi. Tra queste: diffusione di malattie: l’arrivo di nuove specie aliene, tra cui insetti vettori, sta favorendo la comparsa di patologie inedite e l’impatto sugli ecosistemi: la riduzione della biodiversità altera gli equilibri naturali, compromettendo i servizi ecosistemici fondamentali per il benessere umano.”
Sandro Vidali, naturalista con oltre 40 anni di esperienza nel Delta del Po, ha sottolineato il ruolo predominante delle attività umane nella crisi ambientale. “L’innalzamento del livello del mare sta erodendo le spiagge e mettendo in pericolo habitat naturali vitali per molte specie - spiega Vidali - interventi passati, tra cui l’estrazione di metano, hanno accelerato il fenomeno dell’arretramento costiero, causando la perdita di aree fondamentali per la fauna locale.”
Le problematiche che affliggono il Delta del Po rispecchiano quelle di altre aree naturali protette in Italia, ma sono amplificate dalla fragilità degli ecosistemi locali.
Tra le principali cause di questa crisi c’è la desertificazione, un fenomeno, che coinvolge quasi il 21% del territorio italiano, ma anche il consumo di suolo: L’Italia ha perso oltre 1.150 km² di suolo naturale tra il 2006 e il 2021, una tendenza che non risparmia le aree circostanti il Delta.
C’è, ancora, il rischio idrogeologico: frane, alluvioni ed erosione costiera mettono a dura prova un territorio già vulnerabile. Il 93,9% dei comuni italiani è esposto a questi rischi.
Sul fronte marino, gli ecosistemi del Delta soffrono a causa di inquinamento e alterazioni degli habitat costieri; specie aliene invasive, tra cui 3.000 specie terrestri e circa 900 acquatiche censite in Italia, che competono con le specie autoctone, minacciandone la sopravvivenza.
Il Delta del Po è un simbolo della ricchezza naturale italiana, ma rischia di diventare un esempio emblematico di ciò che si rischia di perde quando la tutela dell’ambiente non è prioritaria. Gli esperti richiedono interventi immediati per proteggere gli ecosistemi del Delta, promuovendo azioni sostenibili e una gestione consapevole del territorio.
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