VOCE
Adria
20.11.2024 - 09:28
Gli ambiti territoriali rappresentano la nuova sfida lanciata dalla Regione per la gestione e organizzazione dei servizi sociali. Questo è stato il nocciolo del recente convegno organizzato dal Partito democratico con la presenza tre figure professionali direttamente impegnate, sia pure in ruoli diversi, nel sociale: Mirella Zambello presidente dell’ordine degli assistenti sociali in Veneto, Michela Pozzato assistente sociale e laureata in innovazione e servizio sociale, Chiara Luisetto consigliera regionale e correlatrice della legge regionale. L’incontro è stato coordinato dal consigliere comunale Giorgio Zanellato in una sala Cordella gremita.
Nella sua dettagliata relazione, Chiara Luisetto ha parlato della “formazione degli ambiti territoriali che in Veneto sono in fase embrionale e su come avverrà la suddivisione e conseguente organizzazione. Adria - ha ricordato - sarà il comune capofila del proprio ambito, quindi si troverà ad essere punto di riferimento per altri comuni per l’erogazione dei servizi sociali”. E ancora: “Le risorse che arriveranno agli ambiti dovranno essere distribuite su un territorio intercomunale eterogeneo dove il comune più piccolo può necessitare di maggiori interventi di un comune più grande”.
L’esponente dem ha quindi puntualizzato che “la creazione degli ambiti risponde alla ratio di una legge che doveva omogeneizzare i servizi di una regione per annientare le divergenze fra chi vive in città e chi vive in zone più isolate, ma il rischio è che le poche risorse disponibili e i tempi di decollo del nuovo modello d’ambito non consenta di raggiungere le tante criticità del territorio che, a oggi, sono sopperite dalla capacità dei singoli operatori sociali, sanitari e medici di organizzarsi per non far mancare risposte sufficienti”.
Sull’importanza dell’integrazione tra territorio e servizi sociali si è soffermata Mirella Zambello ricordando che “il Polesine si caratterizza per essere un territorio molto vasto che richiede un numero di operatori maggiori perché possano raggiungere i bisogni. La riforma tende a potenziare maggiormente l'assistenza domiciliare che incontra nella nostra provincia il limite dell’estensione territoriale. Fra l’altro ogni anno si registrano sempre più importanti richieste di assistenza, ciò è dovuto all'aumento del numero degli anziani, del disagio sociale ed economico che richiedono interventi mirati e diversificati in base ai bisogni a volte permanenti a volte transitori ma comunque tempestivi e adeguati”. Pertanto, secondo Zambello, sarà “fondamentale la capacità dei servizi sanitari, quindi Ulss, nel lavorare in sinergia con comuni, medici di base, operatori del sociale, combinazione che permette una risposta multidisciplinare ai singoli bisogni della comunità”.
Sullo sfondo della propria esperienza professionale Michela Pozzato ha parlato della figura dell’assistente sociale, del ruolo e responsabilità che la figura assume verso la persona, i colleghi e la comunità in cui opera.
“L'aumento delle situazioni di difficoltà - ha rimarcato con forza - li porta ad intervenire in situazioni diverse e a volte molto complesse di fronte alle quali devono essere formati in modo continuativo. L’innovazione è una caratteristica fondamentale dell’assistente sociale perché permette di non perdere il passo con l’evolversi dei nuovi bisogni emergenti, che richiedono approcci nuovi, diversi e pronti. Ma cosa più importante è la prevenzione: l’operatore non deve essere visto come una figura ultima ma come un professionista che anticipa e interviene per evitare l’esplicarsi di una situazione di disagio e rendere la comunità meno vulnerabile di fronte ai cambiamenti in atto”.
In una nota il circolo adriese del Pd esprime “piena soddisfazione per la buona riuscita dell’incontro, sia sul piano dei contenuti che sulla partecipazione: si è parlato dei cambiamenti in atto nei servizi sociali dove Adria avrà un ruolo determinante sia per il proprio territorio che per tutto il Bassopolesine”.
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