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“Il Pd deve uscire dal pantano”

Un gruppo di iscritti, con il consigliere Crivellari, chiede: “Dimissioni di Prandini e congresso vero”

“Il Pd deve uscire dal pantano”

I dem presenti alla conferenza stampa di ieri

Un doppio appello, uno interno e uno esterno “per dare ossigeno a un Pd che a Rovigo è impantanato e bocciato dagli elettori alle ultime amministrative, mentre dalle regionali in Emilia Romagna e Umbria arrivano segnali opposti”. E, per “per avviare questo cambiamento sono necessari tre passaggi: le dimissioni dell’attuale segretario cittadino, un congresso che sia vero, con la massima apertura e regole chiare, e un percorso di avvicinamento di potenziali iscritti ed elettori”, ha sottolineato il capogruppo dem in consiglio comunale e già deputato Diego Crivellari. A lanciare il doppio appello, oltre a Crivellari, Andrea Sivier e Silvia Muzzupappa, del coordinamento rodigino, la già presidente di As2 Caterina Furfari e l’ex assessore e Portavoce regionale delle Donne democratiche Raffaela Salmaso. Presenti, anche il già consigliere regionale Graziano Azzalin e l’ex parlamentare Gabriele Frigato, oltre al segretario di Ceregnano Andrea Baldo.

La conferenza stampa si è tenuta al bar Franchin e non nella sede di Galleria Balotta. Muzzupappa ha rimarcato: “Noi non vogliamo un partito che si chiude nelle segrete stanze della sede, ma un partito che si riappropri di spazi democratici, che si confronti, che si apra, plurale, capace di mettersi in discussione e di dialogare con le forze di centrosinistra. Invece assistiamo ad una segreteria che si trincera”.

Da parte sua, Sivier, che ha aperto l’incontro, è partito dal risultato delle ultime elezioni comunali: “Un risultato pesante, un 6,9% che ha più che dimezzato il 14% di cinque anni fa, che tuttavia avevamo visto arrivare per il modo di operare, perché il partito negli ultimi anni ha perso il contatto con la base, non è stato presente e ora sta abbandonando anche l’unico consigliere che ha. E, ad oggi, non abbiamo ancora convocato un direttivo per parlare dei temi trattati in consiglio comunale. Noi ci siamo interrogati per cambiare questo partito, per un cambiamento di rotta”.

A proposito di risultati, Salmaso ha notato come “lo stesso giorno delle amministrative, il Pd ha raccolto il 6,9% a livello comunale ed il 21% alle europee: dove sono finiti quegli elettori? E’ da questa lettura politica che vogliamo partire, perché vogliamo cambiare il paradigma in città, perché 6,9% vuol dire che la città non ha accolto la proposta. Vogliamo cambiare in una stagione che ci può dare soddisfazioni, ma per questo bisogna stare fra la gente di Rovigo, per tornare a parlare di politica, per costruire un Pd plurale, corale, nuovo, anche con un ricambio generazionale. Ecco, allora che il congresso ci può permettere di parlare con le persone, per mettere nero su bianco le aspirazioni. Pronti anche a prendere gli strali, ma intenzionati a dare risposte. Invece l’attuale segretario ancora non ha preso coscienza del risultato: deve dare le dimissioni”.

Furfari è partita da una metafora: “un individuo in crisi di identità affronta il problema con sedute dallo psicanalista che si pone all’ascolto, analizza l’inconscio e formula un piano terapeutico. Possiamo immaginare una soluzione analoga per il soggetto collettivo: proponiamo delle ‘sedute collettive’ per capire il malessere e cercare di dare risposte e cure a un partito in crisi. Diciamolo chiaramente: c’è un problema di democrazia interna al partito che intendiamo affrontare, con il contributo di quanti lo vorranno, elettori e iscritti. Serve ossigeno perché è mancato e senza ossigeno tutto si spegne”.

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