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sanità
08.12.2024 - 06:00
3.421 le vaccinazioni nelle farmacie polesane nelle prime otto settimane
Quest’anno l’influenza non dovrebbe guastare le feste. O, quanto meno, non a tante persone come l’anno scorso. Perché il picco sembra ancora lontano. Come emerge dalla sorveglianza nazionale, nella settimana dal 25 novembre al 1 dicembre 2024, la circolazione dei virus influenzali si mantiene a bassi livelli, sebbene in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, con 8,1 casi per mille assistiti rispetto ai 7,9 della settimana precedente. Ma la crescita è molto più lenta della scorsa stagione quando di questi tempi si viaggiava attorno agli 11,5 casi per mille.
Più colpiti i bambini, perché nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 19,41 casi per mille, nella fascia di età 5-14 anni è 7,75, nella fascia 15-64 anni è 8,37 e tra chi ha 65 anni o più i casi sono 4,80 per mille.
Fra l’altro, nel numero dei “positivi” all’influenza confluiscono varie sindromi oltre alla “pura influenza”: il 3,6% sono risultati positivi per virus respiratorio sinciziale, il 3,2% per Covid, e un 16,5% per altri virus respiratori, come rinovirus, adenovirus, virus parainfluenzali, e altri coronavirus umani. Rispetto al dato nazionale, però, in Veneto la diffusione è minore con un valore pari al 6,36 per mille. E sembra esserci anche un perché.
Ovvero, la propensione al vaccino. L’anno scorso sono stati 854.282 i veneti che si sono vaccinati contro l’influenza. E il Polesine è una delle province con la maggiore propensione alla protezione ben il 50,3% degli over 60 nel 2022 si sono fatti somministrare l’antinfluenzale, rispetto a una media veneta del 48,4%. E i numeri di quest’anno sembrano confermare questa propensione.
Come nota Federfarma, dopo otto settimane dall’avvio della campagna vaccinale, partita lo scorso 7 ottobre , secondo il report della Regione del Veneto al 2 dicembre “le vaccinazioni in farmacia sono state 49.063 (43.210 esenti e 5.853 paganti). Nell’analogo periodo della campagna 2023-2024 il numero totale di vaccinazioni era stato pari a 32.646 somministrazioni. Quest’anno, nello stesso arco temporale, si è registrato quindi un incremento di 16.417 vaccinazioni”.
E, in Polesine le somministrazioni in farmacia eseguite fino a oggi sono state 3.421, delle quali 3.125 di esenti e 296 di paganti. Guardando alla suddivisione territoriale, nell’Ulss 1 Dolomiti ci sono state 2.063 somministrazioni nell’Ulss 2 Marca Trevigiana 9.301, nell’Ulss 3 Serenissima 5.878, nell’Ulss 4 Veneto Orientale 697, nell’Ulss 6 Euganea 8.737, nell’Ulss 7 Pedemontana 2.111 , nell’Ulss 8 Berica 4.271 e nell’Ulss 9 Scaligera 12.584. Le farmacie del Veneto con almeno una somministrazione sono 474, mentre nella campagna vaccinale 2023-2024 erano state 452.
Per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid, nelle otto settimane di monitoraggio le vaccinazioni eseguite in farmacia sono state 11.419 in 191 farmacie venete coinvolte con almeno una somministrazione. In Polesine le persone che hanno scelto di fare il “richiamo” fer mettersi al riparo dal Covid con la vaccinazione in farmacia sono state 354. Meno ancora, 135, nell’Ulss 1 Dolomiti, 2.106 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 1.141 nell’Ulss 3 Serenissima, 41 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 2.360 nell’Ulss 6 Euganea, 437 nell’Ulss 7 Pedemontana, 2.002 nell’Ulss 8 Berica e 2.843 nell’Ulss 9 Scaligera. Fra le fasce d’età, la più presente è quella 70-79 anni con 3.852 somministrazioni, seguita dalla fascia 60-69 (2.904) e 80+ (2.855). Fra i più giovani, in due settimane sono state eseguite 156 somministrazioni nella fascia 18-29; 316 nella 30-39; 431 nella 40-49; 905 nella 50-59.
“Come avevamo previsto - sottolinea Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto - le vaccinazioni antinfluenzali in farmacia a novembre sono aumentate in maniera significativa andando ben oltre le aspettative, la rete delle farmacie venete sta volgendo uno straordinario lavoro. La Regione Veneto ha dovuto rifornirci di ulteriori vaccini per poter soddisfare la domanda della cittadinanza che rappresenta circa 1.200 farmacie. I numeri assumono un valore ancor più tangibile se confrontati con quelli dell’anno scorso: nello stesso arco di tempo, abbiamo somministrato oltre 16.000 vaccinazioni in più e questo significa che farmacie e farmacisti stanno svolgendo un eccellente lavoro in termini di comunicazione, affidabilità e professionalità. L’invito alla cittadinanza è continuare a vaccinarsi anche a dicembre, un mese ancora utile per garantirsi la copertura. I vaccini sono disponibili in farmacia e poter prenotare l’appuntamento, senza mettersi in coda perdendo magari mezza giornata, è un grandissimo vantaggio. I cittadini lo apprezzano, così come la vicinanza della farmacia alla propria casa e l’ambiente familiare e di fiducia che trovano”.
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