Cerca

comune

“Io non scendo a compromessi”

Il sindaco Cittadin dopo l'allontanamento dell'assessore Maniezzo: “Se vedo che ci si stacca dalle linee guida intervengo"

“Io non scendo a compromessi”

Nessuno mi può tirare per la giacchetta. Se intravedo qualcosa che non va nell’amministrazione comunale che sono stata chiamata a guidare, allora prendo le dovute contromisure. L’ho fatto con la revoca dell’assessore Maniezzo e se servirà lo farò ancora”. Valeria Cittadin, sindaco di Rovigo, torna sullo scossone alla giunta comunale che ha impresso revocando le deleghe a Maniezzo.

Sindaco, qual è il clima in maggioranza dopo l’estromissione di Maniezzo dalla sua squadra di governo?

“Una scelta che ho preso in totale autonomia. E che mi pare compresa dalle forze di maggioranza. I vertici di FdI hanno ribadito la fiducia nell’amministrazione comunale e lo spirito di collaborazione. D’altra parte la mia decisione non è stata presa contro FdI”.

Qualcuno all’interno del partito però non ha ben digerito la cacciata di Maniezzo.

“Non so cosa farci. Ma credo che il tutto sia stato ben assorbito. E ripeto che io intendo portare avanti il mio compito di sindaco con coerenza, tenendo fede ai miei valori e alle linee di governo che ci siamo dati ad inizio mandato. E non intendo derogare. E i partiti che sostengono la maggioranza lo sanno. Se viene a mancare il rapporto di fiducia bisogna agire di conseguenza”.

Ma quali sono stati i motivi della rottura con Maniezzo? Si parla tanto di quella conferenza stampa sull’attività della polizia locale non autorizzata.

“Io dico solo che non c’era più la fiducia. Riconosco che Maniezzo si è impegnato tanto nel suo ruolo di assessore, ma non possiamo accettare che si deroghi alle linee che ci siamo dati. Ripeto che non si è trattato di un atto politico”.

Si dice anche che l’ex assessore abbia invaso competenze altrui, che abbia agito senza il dovuto coordinamento con il resto dell’esecutivo.

“So benissimo quello che si dice. Ma la scelta che ho preso non è stata un fulmine a ciel sereno, è maturata in un determinato arco di tempo ed è stata ponderata. L’ho tenuta per me fino alla fine perché non è dipesa da motivazioni politiche. Ne ho parlato anche con Mattia Maniezzo spiegandogli perché non poteva più stare nella nostra squadra. Io ho una coerenza e non potevo passare sopra”.

Gli aveva chiesto di dimettersi?

“No. Io mi prendo la responsabilità delle mie scelte. Qualcuno dice che avrei potuto chiudere un occhio per dare un segnale di stabilità della maggioranza. Ma io non intendo scendere a questi compromessi, non voglio barattare le regole che ci siamo dati all’inizio. E poi l’amministrazione comunale deve rimanere estranea a giochi e giochetti di partito. Sto parlando in generale, eh, nessun riferimento specifico a gruppi della maggioranza”.

Ora c’è un posto vuoto in giunta, andrà comunque a FdI?

“Certo. Per ora le deleghe che erano di Maniezzo restano in capo al sindaco, nei prossimi giorni faremo le valutazioni e con FdI decideremo come e quando nominare il nuovo assessore. Non sarà una cosa immediata, non c’è fretta”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400