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l’intervista

“Ricostruire il centrosinistra”

Parla il consigliere di Rovigo del Pd, Diego Crivellari: “Ricucire il dialogo con il nostro mondo"

“Ricostruire il centrosinistra”

La maggioranza comunale è ancora alle prese con lo scossone dell’estromissione dalla giunta di Mattia Maniezzo, ma il Pd punta il suo focus all’immediato futuro con il congresso comunale che sarà celebrato il prossimo 12 gennaio. Diego Crivellari, consigliere comunale dem, parte però dall’analisi della situazione politica in città.

Crivellari, quanto avvenuto nella maggioranza avrà conseguenze sul cammino dell’amministrazione comunale?

“Non credo, vedremo se nei prossimi giorni si apriranno nuovi scenari. In ogni caso anche il centrodestra dimostra che la tanto sbandierata armonia è solo una facciata. Di sicuro la revoca di un assessore ha mostrato il decisionismo del sindaco. Resta da capire se questo decisionismo, mostrato nella modifica della giunta, non sia, anche in questo caso, una facciata. Di atti concreti, fino ad ora, questa amministrazione non ne ha realizzati. Tutti i dossier più delicati sono ancora aperti, nonostante in campagna elettorale fosse stato spiegato che sarebbero stati chiusi in poche settimane. Invece di cose fatte se ne sono viste pochissime”.

Venendo al Pd, che congresso sarà quello del 12 gennaio?

“Impostato sui programmi e non solo sulle persone. Occorre capire che Pd vogliamo mettere in campo nei prossimi mesi. Per fare cosa, con quali obiettivi. Sottolineo, però, l’importanza della scelta del congresso, io e altri la chiedevamo da tempo. Le dimissioni di Giacomo Prandini da segretario comunale erano un fatto politico dovuto dopo il risultato negativo delle elezioni di Rovigo della scorsa estate. Serviva. Al congresso si è arrivati con una strada articolata, passata attraverso diverse riunioni della direzione”.

Ed ora il congresso, non c’è il rischio di nuove divisioni? Che nel Pd non sono mai mancate.

“Arrivare ad una lista e ad una candidatura unitaria per la segreteria sarebbe auspicabile. Ma non vedo drammi nel caso ci fosse una corsa con due o più candidati. In fondo il confronto è il sale della democrazia. Discutere e mettere sul piatto programmi e obiettivi non deve per forza essere sinonimo di divisioni interne, ma di arricchimento in vista di una sintesi. E il fatto che non si sia ancora parlato di nomi significa che per prima ci si vuol confrontare su programmi e obiettivi”.

A dire il vero qualche nome è già uscito, da Francesco Gennaro ad Andrea Sivier ad altri ancora...

“Non c’è niente di ufficiale, di nomi ne girano in continuazione, perché il dibattito interno non si ferma mai”.

Al congresso manca meno di un mese.

“Forse occorreva più tempo per prepararlo, per incontrare tutto il mondo che da sempre gravita attorno al Pd e che vota Pd. Però anche con poche settimane a disposizione è possibile allargare il confronto. Il congresso non deve servire solo per scegliere la nuova segreteria, occorre incontrare e parlare con iscritti, simpatizzanti, associazioni, ridare slancio alla vocazione del Pd. Insomma il congresso non si può ridurre ad un mero ‘votificio’”.

Sta parlando del campo largo?

“Come dicevo prima il Pd deve pensare a quel che succederà dal 13 gennaio in avanti. Capire come ricostruire il tessuto del centrosinistra, capire perché a livello nazionale molti votano Pd e a livello locale il consenso è più basso”.

Significa riallacciare il dialogo col mondo del civismo?

“Anche, certo. Ricucire il rapporto politico con quelle forze che si riconoscono nel centro sinistra, da Avs all’area civica. Il Pd non può avere la presunzione di essere autosufficiente, e d’altra parte le altre realtà del centrosinistra devono ammettere che per una coalizione solida il perno non può che essere il Pd. Avviene in tutta Italia, perché a Rovigo non dovrebbe essere così”.

A Rovigo però le ferite della lacerazione tra Pd e civici non sembrano rimarginate.

“In consiglio comunale si riesce a dialogare e trovare punti di convergenza. Con Associazione civica, il Forum, e con Federico Frigato, ci accomunano percorsi e collocazione di centrosinistra. Ci sono ancora diverse sfumature, è vero, e infatti non siamo nello stesso partito, ma le alleanze si fanno proprio per trovare sintesi tra diverse sensibilità e individuare obiettivi comuni. Occorre definire un quadro comune, che non punti sulla tattica, ma sulla strategia. E chi ha incarichi istituzionali, come il sottoscritto, l’onorevole Nadia Romeo e altri, non possono sottrarsi alla definizione di queste linee strategiche”.

E nel futuro non immediato, ma nemmeno lontano, ci sono anche le elezioni regionali.

“Sì, ma tutto verrà di conseguenza. Intanto pensiamo al congresso, il Pd non ha altre occasioni per cercare un rilancio in città. Occorre dimostrare ai nostri elettori che abbiamo capito la lezione, il congresso è l’occasione per dare un segnale al nostro elettorato e a Rovigo. Per questo tutti si devono sentire coinvolti”.

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