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La decisione

Nel 2025 niente elezioni comunali

Chi ha votato a settembre 2020 rivoterà a primavera 2026, chi a ottobre ’21 va alla primavera ’27

Nel 2025 niente elezioni comunali

Ora è ufficiale: i Comuni che hanno votato in sessioni elettorali “emergenziali”, con lo slittamento di qualche mese a causa della pandemia, staranno in carica qualche mese più. In Polesine le amministrazioni direttamente interessate sono nove, alle quali si aggiungono anche quelle di Chioggia e Cavarzere. Ma c’è anche un dodicesimo comune che potrebbe rientrare di conseguenza in questo spostamento in avanti.

Il Dipartimento per gli affari interni e territoriali del ministero dell’Interno ha infatti pubblicato una circolare, il 6 dicembre scorso, nella quale dà una lettura univoca di cosa accadrà alle amministrazioni che devono andare al voto la prossima primavera. Essendosi tenute le elezioni il 20 e 21 settembre, visto che in primavera era il momento del lockdown, voteranno non nella primavera del prossimo anno né il prossimo settembre, bensì nella primavera del 2026.

Questo perché, come si legge nella circolare, chiusa la parentesi emergenziale che aveva disciplinato la data del voto ma non la durata in carica delle amministrazioni interessate, “anche secondo il parere dell’Avvocatura generale dello Stato del 23 marzo 2023, si ritiene tomi ad applicarsi la disciplina ordinaria, con i correlati risvolti pratici che discendono dalle previsioni in esso contenute, qualora appunto il mandato quinquennale degli organi scada nel secondo semestre: e cioè la proroga del mandato fino alla primavera dell’anno successivo”.

In Polesine l’unico Comune andato al voto nel settembre 2020 è stato quello di Villadose, con l’amministrazione guidata da Pierpaolo Barison che resterà dunque in carica fino alla primavera del 2026.

Tuttavia interessato dalla vicenda è anche Porto Viro. Perché la norma sulle amministrazioni comunali con sindaco decaduto prevede che si vada al voto nel “al primo turno elettorale utile”. Ma, a ben vedere, con il rinvio di tutta la tornata amministrative potrebbe non esserci un turno elettorale. Dipenderà anche dal numero dei Comuni che si trovano nelle stesse condizioni di Porto Viro o che sono commissariati. Perché potrebbe essere anche deciso di far slittare tutto alla tornata della primavera 2026. In ogni caso, servirà una nuova precisazione in merito.

Più numeroso è invece il gruppo dei Comuni che hanno eletto i propri sindaci l’anno successivo, a ottobre 2021: oltre ai due veneziani di Chioggia e cavarzere, in Polesine ci sono Canaro, Ceregnano, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Rosolina, San Martino di Venezze, Stienta, Villamarzana.

In questo caso, il rinnovo delle amministrazioni slitta alla primavera 2027.

In tutto questo, oltre al “caso Porto Viro”, alegga un altro grande interrogativo. E la Regione?

Le elezioni regionali, infatti si sono tenute congiuntamente alle comunali del settembre 2020, quindi, per analogia, il rinnovo dovrebbe scattare nella primavera 2026. Servirà, tuttavia, un nuovo pronunciamento, ma l’ipotesi aleggia già da un po’. E non solo perché permetterebbe, per esempio, di lasciare il governatore Luca Zaia al timone durante le attese olimpiadi invernali Milano-Cortina, in programma a febbraio 2026, ma consentirebbe anche di dilazionare di un anno la fine dei mandati di Zaia e del collega campano Vincenzo De Luca, che reclamavano il “terzo mandato”, un’ipotesi che pare ormai accantonata. Oltre a rimandare in blocco le varie elezioni regionali che sono sembra un banco di prova ostico per il governo in carica.

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