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LA STORIA

“Non ho una casa, dormo in auto”

Renzo ha 65 anni e lavora. Ma non trova alloggio. L’assessore Bala: “Deve lasciarsi aiutare”

“Non ho una casa, dormo in auto”

Dentro la sua auto, una Y10 di cui sa tutto, essendo un appassionato di moto e motori, Renzo Crepaldi, 65 anni, rodigino di San Bortolo, ci dorme da una settimana, nell’area del Brico di Viale Porta Po o in Area Tosi. La sua vettura è diventata la casa in cui conserva una tanica d’acqua, vestiti che gli regalano, alcuni libri “mi piace leggere”, scartoffie sanitarie e della parrocchia, umide e un giubbotto bagnato fradicio. La pioggia di domenica e le temperature vicine allo zero lo stanno davvero mettendo alla prova.

Ma Renzo un lavoro, fortunatamente, ce l’ha. E’ assunto in una cooperativa che eroga servizi per Ecoambiente e altre società di gestione dei rifiuti e raccoglie l’immondizia.

E’ un lavoro che amo - racconta - e che mi fa guadagnare, non capisco perché mi abbiano messo l’amministratore di sostegno. Io ho acconsentito perché così mi davano una casa. E invece una casa non me la danno e l’amministratore di sostegno non mi dà i soldi che mi servono. Ho bisogno del dentista e di farmi la barba. Non posso vivere in auto, soffro di artrosi e in seguito a un incidente, a ottobre scorso, ho anche la schiena dolorante. Non faccio una doccia da agosto, adesso ho freddo. Mangio brioche e cappuccino al bar da Olga, chiedete a lei che persona sono. Non ho mai fatto male a nessuno e mi vogliono tutti bene, anche le forze dell’ordine mi conoscono”.

Il rodigino senza tetto non ha nessun familiare a fianco a sé, se non una rete di persone che a Rovigo gli vogliono davvero dare una mano e lo aiutano: il fruttivendolo offrendogli mandarini, l’autoscuola rinnovandogli gratis la patente per guidare il camioncino. Lui non accetta un aiuto qualsiasi, vuole una casa tutta per sé.

La sua condizione, tuttavia, è di quelle borderline, in cui il sostegno, se possibile, è ancora più urgente. Perché ci mette poco una persona a lasciarsi andare e a perdere la voglia, l’amore e la cura di sé a perdere quindi il lavoro, la salute, tutto.

Ai Servizi sociali di Rovigo il suo caso è ben conosciuto. Lui una casa Ater ce l’aveva, ma soffrendo di disposofobia, ovvero di un disturbo di accumulo - riferiscono i servizi - ha reso inagibile l’abitazione.

“Abbiamo a cuore Renzo - sottolinea l’assessore ai Servizi Sociali Nadja Bala - lui è 41esimo in graduatoria Ater e una casa ce l’avrà. Ma deve accettare di essere seguito dal Censtro salute mentale dell’Ulss 5. Da tempo non va più. Potrà entrare in una casa Ater solo se seguito, altrimenti l’abitazione la renderà nuovamente inagibile. Noi proveremo a convincerlo, deve farsi aiutare. Per l’emergenza abbiamo strutture con un letto comodo al caldo pronto per lui. Ma, ripeto, deve farsi aiutare, in tanti si stanno preoccupando per lui”.

Renzo, dal sedile della sua auto, non smette di sorridere e di ripetere, “vorrei solo essere libero, non avere a che fare con l’amministratore di sostegno. Potermi pagare una casa, perché io i soldi li guadagno. Ho sempre lavorato, lavoravo nelle celle frigorifere dei supermercati. E stavo bene. Ora raccolgo l’umido a Rovigo e ad Abano qualche volta alla settimana. E sto da Dio”. Ma poi, arriva la notte, il gelo e la paura di non farcela più.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    11 Dicembre 2024 - 12:12

    e dire che altri personaggi entrano con la forza in case altrui..e non la mollano piu'!! le forse dell'ordine? impotenti..grazie alle leggi fatte ad hoc per qualcuno

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