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Fidas, Marzia Bertaglia presidente

Sorpresa, emozionata e carica: “Accetto con gioia per lo spirito di collaborazione nell’associazione”

Fidas, Marzia Bertaglia presidente

Marzia Bertaglia è la nuova presidente della Fidas polesana. Succede a Luca Callegari che ha guidato l’associazione negli ultimi sei anni. Quest’ultimo, insieme a Roberta Paesante, sono vicepresidenti. Eletto il nuovo direttivo che risulta così formato: Alfredo Bellato tesoriere e Riccardo Camisotti segretario; confermati i consiglieri Alessandro Suman, Walter Piva e Kristian Manfrinato, new entry Sandro Garbin. Il collegio dei revisori dei conti è composto da Gianfranco Marangon, Cesarino Dalla Vecchia e Pamela Greguoldo. Scelti come probiviri Giorgia Guardini, Angelo Crepaldi e Giuliana Finotti.

Emozionata la neo presidente. “Questa elezione – le sue prime parole - arriva inaspettata: mi ero resa disponibile per essere utile, ma non pensavo a un così ampio consenso. Accetto con gioia questo incarico perché so che il consiglio lavorerà con spirito di collaborazione e sinergia, come ha sempre fatto in passato”.

Soddisfatto il presidente uscente che ben volentieri passa il testimone anche se poteva continuare con un terzo mandato. “Chiudo un percorso ricco di soddisfazione e di legami personali – afferma Luca Callegari - divenuti nel tempo amicizie sincere e solide, anche se non sono stati anni facili e tante sono ancora le sfide che ci attendono. Passo il testimone a Marzia che come capogruppo di Bellombra ha già dato prova di essere volontaria generosa e capace, sono certo che saprà fare un ottimo lavoro. Ringrazio tutti coloro che si sono candidati e anche chi ha scelto di fare un passo indietro per favorire il ricambio associativo, in particolare due veterani: Gianfranco Marangon e Carlo Scapin che hanno fatto nascere la Pados e continuano anche oggi a lavorare con noi quotidianamente”.

L’anima della Fidas resta sempre Roberta Paesante come confermato dall’ampio consenso ricevuto dagli iscritti, risultando la più votata per il direttivo. “Dopo due mandati straordinari di Luca – afferma - in concomitanza con la pandemia e l’avvento della donazione programmata anche nel nostro dipartimento di medicina trasfusionale, cercavamo persone capaci di condurre l’associazione verso un futuro che appare sempre più incerto, ma che proprio per questo richiede doti umane prima che competenze tecniche”.

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