VOCE
LE INTERVISTE DI FINE ANNO
23.12.2024 - 05:00
Il senatore Bartolomeo Amidei (Fdi)
Sì all’autonomia, via libera al premierato entro il 2025, e un uomo di Fdi alla guida del Veneto. Guarda avanti, Bartolomeo Amidei, senatore della Repubblica, alla guida di Fratelli d’Italia, da commissario, sia a Rovigo che in Polesine. Ma se ripensa al passato recente rivive la gioia per la vittoria elettorale nel capoluogo.
“Sì, è stato un 2024 importante dal punto di vista dei risultati politici. Sono decisamente soddisfatto, anche perché abbiamo conquistato Rovigo per la prima volta”.
Senatore, ma come per la prima volta?
“Per la prima volta Fdi fa la parte del leone, con nove consiglieri e un sindaco d’area che auspico possa presto essere dei nostri. Del resto, Valeria Cittadin ha tutte le caratteristiche per far parte di un partito che governa a Rovigo come a Roma”.
E che sogna Venezia...
“Devo dire che il tassello della Regione ci manca, ma è tra i buoni propositi per l’anno nuovo. Io sono fiducioso che possa esserci un governatore di Fdi, anche per una questione logica di avvicendamento tra le forze di centrodestra dopo tre mandati in cui Luca Zaia ha governato bene”.
Chi è il candidato governatore di Fdi?
“E’ presto. Ma abbiamo tanti nomi all’altezza, a cominciare da due ministri veneti: Adolfo Urso e Carlo Nordio. E poi ci sono rappresentanti veneti di Fdi in posizione di rilievo, come Luca De Carlo, presidente di commissione al Senato e persona molto presente nella nostra regione, e l’europarlamentare Elena Donazzan”.
Elezioni a parte, che 2024 è stato?
“Un anno costellato da tanti problemi che hanno colpito il nostro Polesine. Penso alla pesca, un settore simbolo, messo in ginocchio dal granchio blu, che ha letteralmente distrutto un patrimonio mettendo in grande difficoltà 1.500 famiglie. Il governo ha risposto mettendo in campo 13 milioni di euro e un commissario dedicato, Enrico Caterino, che è una persona di grande esperienza. Certo, non basta: serviranno interventi strutturali anche sulle lagune, per creare l’habitat favorevole al reinserimento della vongola e contrastare lo sviluppo del granchio blu. Vorrei poi citare la crisi della Berco, che mi ha visto in prima fila nel tentativo di trovare una soluzione: grazie al ministro Urso un primo risultato utile è stato portato a casa. Continuerò a seguire gli sviluppi della questione”.
Un anno di sole cose negative?
“Eh no. C’è anche la Zls, che è partita. Certo, dovremo assolutamente rifinanziarla, e mi impegnerò in questo senso. Ma la Zona logistica semplificata è importante per l’Alto Polesine, un’area dal grande potenziale strategico posta al centro di un importante snodo infrastrutturale”.
A proposito: la Transpolesana è un suo vecchio pallino...
“E’ un argomento che ho a cuore. Così come la Romea commerciale, sono convinto che sia un’arteria fondamentale per lo sviluppo del territorio. Anche se non faccio proclami, su questi due dossier non mollo un solo giorno. Dobbiamo completare la Transpolesana e mettere in sicurezza la Romea. E c’è un altra cosa a cui tengo molto”.
Quale?
“Nel 2025 lavorerò per rifinanziare la legge contro la subsidenza, per assegnare cinque milioni di euro l’anno per cinque anni ai nostri Consorzi di bonifica per poter fare gli interventi necessari alla messa in sicurezza del nostro territorio, che è fragile e in quanto tale ha bisogno di attenzione e continue manutenzioni”.
Lo dice dopo che il governo ha dato il via libera alle trivellazioni in Adriatico...
“Attenzione: è ben diverso rispetto a quanto accadeva fino agli anni ’60 quando si estraeva metano dalla terraferma, in tutto il Polesine fin oltre Lendinara e anche davanti alle porte di casa. Oggi intanto esiste una tecnologia completamente diversa, e poi parliamo di estrazioni solo oltre le 12 miglia dalla costa, che probabilmente poi diventano 20: quasi in acque croate dove, tra l’altro, i nostri vicini già estraggono metano”.
Ma lei aveva presentato un emendamento a quella norma.
“Sì, l’ho fatto per senso di appartenenza sentimentale al mio territorio: sono polesano, qui ci vivo e qui investo con la mia azienda. Ma per onestà intellettuale devo dire che non corriamo i rischi di 70 anni fa”.
Le trivellazioni sono davvero necessarie?
“L’obiettivo è che il Paese possa essere autonomo dal punto di vista energetico. Abbiamo già pagato cara la nostra dipendenza dall’estero. In ogni caso, il nostro Polesine è fortemente orientato alle fonti rinnovabili, grazie anche agli impianti agrovoltaici, sbloccati dal Dl Agricoltura, che risolvono il problema del consumo di suolo. Senza dimenticare il ruolo chiave del rigassificatore, che sta facendo un grande salto di qualità”.
A proposito di autonomia: e quella del Veneto?
“Sfonda una porta aperta. Da vicepresidente della commissione Questioni regionali parlo continuamente con i presidenti di Regione. Stiamo lavorando ai famosi Lep, che sono il punto focale della questione. L’autonomia si farà perché è un concetto sancito dalla Costituzione. E nessuno resterà indietro: lavoreremo per individuare le esigenze delle varie Regioni e poi prevedere i fondi necessari al sistema. Ma facciamo un passo alla volta, a partire dalle modifiche al testo che ci ha chiesto la Corte”.
E il referendum?
“Sarà disinnescato proprio da quelle modifiche”.
Altra riforma: il premierato?
“Sacrosanto. Spero passi già nel 2025, assieme al ripristino delle Province elette direttamente. Pensare di abolirle è stato un grande errore dal governo Renzi”.
Altri propositi per il 2025?
“Le cose da fare sono tante, ma ce n’è una che per me è speciale. Presto, con il sindaco di Adria, darò vita a un sit-in davanti all’autodromo di Adria. In quella vicenda io non parteggio per nessuno, ma chiedo che la giustizia faccia il proprio corso in fretta perché è inaccettabile che un’attività che ha creato un grande indotto rimanga nel limbo in questo modo. La giustizia deve dare una risposta, qualunque essa sia. Infine, voglio ricordare che ho l’onore di rappresentare l’intergruppo parlamentare del Made in italy, ruolo che mi dà modo di visitare le migliori aziende del Paese. Il made in Italy è un brand favoloso che porta con sé cultura, tradizione e storia”.
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