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Le interviste di fine anno

“Matteotti, ricco centenario. Ma non è finita qui”

Il bilancio di Maria Lodovica Mutterle. “Attenzione ai suoi valori inclusivi e di giustizia sociale”.

“Matteotti, ricco centenario. Ma non è finita qui”

Maria Lodovica Mutterle, direttrice della Casa Museo Matteotti

Sono passati cento anni dalla morte dell’onorevole polesano Giacomo Matteotti e la sua terra non l’ha dimenticato. E questa è anche una speranza per il futuro, come commenta Maria Lodovica Mutterle, direttrice della Casa Museo Matteotti di Fratta Polesine e componente del Comitato Giacomo Matteotti. Quest’anno è stato costellato di eventi e iniziative che hanno sensibilizzato non soltanto in merito alla sua figura, ma soprattutto riguardo le sue attualissime idee politiche.

Professoressa Mutterle, qual è il bilancio di questo importante centenario?

“Non posso che avere un giudizio ottimo in merito all’attenzione che la nostra provincia, tra amministrazioni, istituzioni e associazioni, ha dato all’onorevole Giacomo Matteotti, soprattutto per l’attenzione data ai valori inclusivi e all’idea di giustizia sociale che da lui trasparivano. Un’attenzione che si è riverberata anche a livello nazionale e tanti, provenienti da ogni dove, sono arrivati sin qui per celebrarne la memoria, chi sulla sua tomba, chi nella restaurata Casa Museo. E ancora, il coinvolgimento in tante iniziative anche delle scuole è stato molto importante. Abbiamo creato, secondo me, una rete molto interessante per future collaborazioni importanti. Non posso che ringraziare tutti quanti”.

La Casa Museo Matteotti, che numeri ha avuto?

“Tenendo conto che è stata chiusa durante il periodo primaverile per le operazioni di restauro e di modernizzazione, ad oggi siamo a 7.500 visitatori, dunque con numeri raddoppiati rispetto agli anni precedenti. E questa scia non si è fermata perché tante sono già le prenotazioni anche per il 2025. Il lavoro egregio, che è stato fatto nella casa, ha dato un’evoluzione più didattica e informativa dei luoghi. Quel che attrae, soprattutto i più giovani, sono i contenuti multimediali e gli ‘specchi parlanti’. Le voci degli attori sono un giusto mezzo per farci entrare più a fondo nella storia, in particolare legata al Polesine. Questo si associa a oggetti propri di Matteotti come la sua tesi di laurea. Un connubio perfetto in cui ha creduto Fondazione Cariparo, così come il Comune di Fratta Polesine e Regione del Veneto”.

Quali altri eventi ci attendono ancora?

Premettendo che in tanti, in ogni modo, si sono mossi, tra teatro, mostre e conferenze, non posso che evidenziare l’esposizione a palazzo RoncaleGiacomo Matteotti, una storia di tutti’ che è arrivata a 18mila visitatori ed è la mostra più visitata al Roncale ad oggi. A ciò si collega la realizzazione del podcast10 giugno’ in cinque puntate che si trova anche sul sito del centenario, curato da Storie libere, che ha raggiunto più di 23mila ascolti, con visualizzazioni social che toccano quasi i 90mila utenti. Stiamo dunque parlando di un interesse davvero tangibile. E ancora, vorrei ricordare l’emissione di un francobollo nazionale voluto dal Comitato e presentato al Ministero del Made In Italy alla presenza delle nipoti dell’onorevole, Elena e Laura. E ancora, con il programma radiofonico BlueTu, abbiamo valorizzato le tesi di laurea in merito. L’Università di Ferrara ha realizzato momenti di studio per il progetto ‘Giacomo Matteotti, un pensiero che non muore’. Poi, sono stati prodotti degli studi sulle lettere di Giacomo e Velia, l’Archivio di Stato ha realizzato anche un gioco da tavolo”.

Ma non è finita qui...

“No, perché la grande novità riguarda un emendamento per Casa Museo per cui ci sarà un fondo sempre accessibile, grazie alla proposta, poi accolta, da parte del Pd nazionale per cui è stato approvato in commissione di bilancio questo emendamento che prevede un finanziamento dal 2025 di 300mila euro per Casa Matteotti e questo fondo è all’interno del Ministero della Cultura. Infine, vorrei anche ricordare che sono nate due graphic novel a ricordare questa figura, una delle quali, realizzata con la fondazione Kuliscioff, sarà distribuita nelle scuole”.

Un’attenzione dunque di ampio respiro nazionale.

, assolutamente. Il nostro territorio è stato meta anche di molti pellegrinaggi laici alla tomba di Giacomo Matteotti. Tanti i politici che hanno voluto visitarla. Ricordiamo poi divulgatori nazionali quali il professore Alessandro Barbero che, oltre ad essere venuto al Sociale con un monologo proprio su Matteotti, ha visitato la mostra dedicata all’onorevole”.

In futuro si continuerà a lavorare in merito?

“L’idea è quella di non smettere di aprirci ad altre realtà a livello nazionale perché abbiamo capito essere stata un’esperienza proficua. Tutti hanno fatto e vorrebbero continuare a fare la loro parte”.

Cosa ci lascia oggi la figura di Matteotti?

“Ci lascia tanti spunti per pensare al nostro presente e al nostro futuro. Ad esempio, in merito alla sua posizione pacifista, in questo scenario internazionale di guerra. E poi, in merito alle sue posizioni sul lavoro, che sia retribuito in modo equo, senza sfruttamento e con contratti sicuri. E ancora, l’importanza della scuola perché la preparazione di ognuno di noi può fare la differenza in ambito di cittadinanza. Infine, il concetto di giustizia sociale, alla base anche della nostra Costituzione. Bisogna essere inclusivi, bisogna che le battaglie di Matteotti siano le nostre battaglie”.

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