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“Le modifiche vanno concordate”

L'appello del consigliere comunale Andrea Borgato.

“Le modifiche vanno concordate”

Andrea Borgato

Le parole al sindaco Valeria Cittadin e all’amministratore delegato di Interporto Vitaliano Bressanin al centro dell’attenzione del consigliere comunale di Civica per Rovigo e presidente del gruppo Bachelet Andrea Borgato.

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“Il sindaco è stato coerente con le sue linee programmatiche, non ha aggiunto nulla di nuovo alla lunga lista delle cose da fare che la sua amministrazione ha dichiarato di voler perseguire - commenta Borgato - Interessante, in alcuni punti illuminante, quanto dichiarato da Bressanin che, sottolineando il buono stato di salute di Interporto con numeri che sembrano confermarlo, conferma chiaramente la ‘mission’ di quell’area pur aprendo ad eventuali e futuribili nuovi insediamenti”.

Entrando nel merito, Borgato aggiunge: “La vocazione di quel territorio resta la logistica e le infrastrutture devono essere coerenti con il suo indirizzo. Stupisce molto, quindi, la sicurezza e la disinvoltura con la quale il sindaco Cittadin ritiene che sulla modifica delle attuale norme urbanistiche che regolano la zona interportuale ‘tutto sarà definito entro la primavera 2025’. Un azzardo che mi auguro questa amministrazione comunale non voglia rischiare senza aver prima condiviso uno scenario di possibile sviluppo dell’area di Interporto con un tavolo di lavoro che coinvolga il consiglio comunale, Interporto, le forze imprenditoriali e le rappresentanze sindacali”.

Secondo il consigliere le modifiche dovranno avvenire “alla luce del sole perché non si tratta semplicemente di ‘cambiare una frase del testo dell’articolo’ ma di capire cosa sia più opportuno stimolare e sviluppare nel territorio pensando al futuro non solo di alcuni interessi di parte ma di tutta una comunità cittadina. Il futuro dell’area Interportuale va condiviso e non può essere una decisione né calata dall’alto né imposta con bracci di ferro. La politica, quella alta, quindi si adoperi in tal senso prima che sia troppo tardi”.

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