VOCE
LE INTERVISTE DI INIZIO ANNO
04.01.2025 - 21:31
Per lei, quello ormai passato, è stato un anno “magico”. Irene Bononi, nel 2024, ha conquistato la fascia tricolore della “sua” Occhiobello: è uno dei 32 sindaci eletti in Polesine nel giugno scorso, in un turno elettorale che ha visto tre donne conquistare tre tra le più importanti realtà chiamate alle urne. Assieme a lei, ovviamente, ci sono Valeria Cittadin, sindaco di Rovigo (che abbiamo intervistato subito dopo Natale, ndr), e Francesca Zeggio, primo cittadino di Lendinara (che incontreremo nei prossimi gironi, ndr).
Bononi, come è stato indossare la fascia tricolore? Si aspettava un impegno di questo tipo?
“Non essendo nuova all’esperienza amministrativa e sapendo quanto tempo e dedizione occorra, ero consapevole dei ritmi e delle esigenze che possono sorgere in modo imprevisto e che devono essere affrontate nell’immediato. Ma trovo che questo impegno diventi anche più stimolante nel momento in cui entri a fondo nella gestione e nella programmazione condivisa degli obiettivi con la squadra e con i dipendenti”.
Quali sono le cose fatte in questo primo semestre alla guida della città?
“Sono stati sei mesi intensi. Una serie di progetti sono stati impostati, come la possibilità di costruire un centro di servizi sociosanitari a Occhiobello, a seguito dell’acquisto dell’immobile; la progettazione di piazza Dalla Chiesa è stata rivista secondo una nostra visione dell’area, gli orti urbani che hanno passato la prima validazione, il progetto esecutivo del nuovo polo per l’infanzia che abbiamo ripreso dal 2018 e mandato avanti, e altri progetti di lavori pubblici di cui è ancora presto parlare ma che sono già in luce. Poi, progetti culturali come attività in biblioteca e per bambini e affiancamento alle associazioni e realtà locali. Per la sicurezza, progetto di videosorveglianza da 200mila euro, progetto da sviluppare in sinergia con le forze dell’ordine, con guardia di finanza e carabinieri. E ancora: ampliamento della pianta organica con vigile e geometra e una mobilità all’anagrafe arrivata in questi giorni. Per lo sport, la festa di settembre e la riproposizione della festa dello sport scolastico a maggio oltre a un nuovo impianto d’illuminazione del campo sportivo”.
Ma qual è la cosa di cui va più orgogliosa?
“Sicuramente il dialogo e la collaborazione con le associazioni e il mondo imprenditoriale e produttivo. In entrambi i casi, abbiamo instaurato un rapporto diretto, proficuo e costante”.
Quali sono i prossimi obiettivi della sua amministrazione e quali sono le priorità?
“Abbiamo alcuni grandi obiettivi per il 2025 per la vivibilità del territorio, ma ancora i tempi non sono maturi per poterli pubblicizzare. La priorità sono le persone. In questi mesi abbiamo affrontato emergenze come codici rossi e condizioni di indigenza di adulti e minori. Sono situazioni difficili da affrontare umanamente e con il giusto approccio, ma il Comune deve farsene carico e il più delle volte da solo. Abbiamo chiesto all’Ats una terza assistente sociale perché la nostra quotidianità è fatta di persone che hanno bisogno”.
Come gestisce i rapporti con la minoranza consiliare?
“Delle nostre azioni di governo intraprese, la minoranza è informata nelle sedi deputate come le commissioni consiliari che vengono regolarmente convocate”.
Secondo lei cosa pensano gli occhiobellesi di questi suoi primi mesi da sindaco?
“Credo che i concittadini possano cogliere l’impegno, la presenza, l’apertura e la concretezza del nostro agire, ma anche la disponibilità nella comunicazione non mediata e cioè che, anche per vie brevi e informali, è possibile comunicare con me e con i colleghi e questo ci aiuta nel migliorare i risultati. Non ci siamo arroccati nelle stanze dei bottoni, ma dal primo giorno siamo rimasti tra la gente e così vogliamo continuare”.
Pensa che il paese possa cambiare in meglio durante questi cinque anni a guida Bononi?
“Certamente. Chi governa non può farlo senza pensare di migliorare ciò che trova, dando la propria impronta. Le idee le abbiamo ben definite, gli obiettivi si raggiungeranno con gradualità e senza improvvisazione. Cinque anni saranno anche pochi”.
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