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Difende la dottoressa, aggredito

Daniele Cordone racconta l’episodio che lo ha vito protagonista e che gli è valso un encomio

Difende la dottoressa, aggredito

Un’aggressione violenta, con tanto di mani che si sono strette intorno al collo di Daniele Cordone, storico militante e componente del direttivo di Fratelli d’Italia, con il ruolo di coordinatore del distretto Alto-rivierasco. Tuttavia la politica non c’entra.

Anzi, l’aggressione in questione rientra a pieno titolo nelle aggressioni in ambito sanitario, che sono purtroppo un problema ricorrente. Non solo in Polesine. Non a caso, questo episodio è avvenuto a Padova. Cordone, infatti, lavora come guardia giurata della Civis ed è in servizio da tempo alla sede centrale del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea, in via Ospedale nella città del Santo, dove si trova il servizio igiene e sanità pubblica.

E proprio per quanto accaduto Cordone ha ricevuto anche un encomio ufficiale da parte del direttore dell’Unità operativa complessa di Igiene e Sanità dell’azienda sanitaria patavina.

E’ lo stesso Cordone a ripercorrere quanto successo, il mese scorso. “Il 17 dicembre un uomo purtroppo già noto in quanto persona problematica, ha dato in escandescenze, urlando e inveendo perché la Commissione medica locale patenti gli ha negato il rinnovo della patente per il ciclomotore. E’ arrivato a sferrare un pugno a un vetro spaccandolo. In quel caso siamo riusciti a farlo desistere dall’andare oltre, chiedendo anche il supporto delle forze dell’ordine".

"Purtroppo, però, il giorno dopo si è ripresentato, entrando e chiedendo della dottoressa della Commissione dicendo che le voleva spaccare la faccia. Chiaramente il mio lavoro è proprio evitare situazioni di pericolo all’interno della struttura, quindi sono subito uscito fuori dalla hall e ho cercato di calmarlo e placare la sua ira. Vedendo che non lo facevo entrare, però, è diventato violento e mi ha messo prima le mani sul giubbotto, poi al collo. Ho pregato tutti di stare distanti e ho cercato di proteggere l’arma e di difendermi come ci insegnano nei corsi. Il tutto, fra l’altro, è avvenuto, oltre che di fronte a molteplici testimoni anche davanti alle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso tutto. Fortunatamente sono riuscito ad evitare conseguenze per me e per gli altri”.

Una situazione difficile che è stata risolta nel migliore dei modi. Ed è proprio quello che viene sottolineato nella nota di encomio che dall’Ulss è stata inviata alla Civis esprimendo il ringraziamento per l’opera delle guardie giurate. “L’apprezzamento - scrive il direttore della Unità di Igiene e Sanità - è dovuto per la condotta professionale tenuta nella gestione dell’aggressione e la capacità di annullare completamente il potenziale rischio nei confronti dell’utenza presente e dei dipendenti impegnati nell'attività di sportello. L’efficienza nel contrastare la violenza e lo spiccato senso del dovere dimostrato sono caratteristiche fondamentali nello svolgimento delle mansioni assegnate, che si aggiungono alle qualità umane di affidabilità e cortesia quotidianamente prestate in servizio”.

Da parte sue Cordone minimizza. “Ho semplicemente fatto il mio lavoro, è quello il ruolo che ho e per il quale sono pagato. Devo dire, però, che è comunque una soddisfazione che venga riconosciuto che ho fatto bene il mio compito. Quello che, invece, mi preoccupa, come cittadino, è il tasso di violenza che si continua a manifestare contro il personale medico e sanitario in generale, perché purtroppo questo tipo di episodi sono sempre più frequenti. Quello è un luogo dove si va per curarsi, per vaccinarsi, per farsi visitare. Non è pensabile che chi lavora in quella struttura debba essere difesa dagli attacchi di violenza. Anche in Polesine ce ne sono stati svariati. Vero è che qui, al distretto, sono soprattutto le persone alla quelli non viene data o rinnovata la patente a perdere le staffe”.

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