VOCE
IL FENOMENO
13.01.2025 - 21:00
Il lupo è una specie in espansione in Veneto e anche in Polesine. Lo è in particolare il Lupo Italico (Canis lupus italicus) che dalle montagne è sceso a valle, in pianura, a partire dal periodo del Covid in avanti. Tanto che sia a livello europeo che regionale, si è deciso di abbassare il grado di protezione nei suoi confronti.
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Lo ribadiscono l’assessore regionale alla Caccia Cristiano Corazzari e il direttore sanitario del Centro recupero-animali selvatici di Polesella Luciano Tarricone alla luce degli avvistamenti avvenuti in questi giorni sia nel Delta del Po, ad Ariano nel Polesine e a Porto Tolle, sia nell’Alto Polesine (l’ultimo incontro ravvicinato con un lupo è toccato a un runner lungo l’argine del Po a Ficarolo).
“L’ufficio Caccia e Fauna Selvatica che coordina le polizie provinciali e le forze dell’ordine - ha spiegato ai microfoni di Delta Radio l’assessore Corazzari - ha censito solo lo scorso anno 5 esemplari nella zona tra Gaiba, Stienta e Ficarolo ma non solo, perché è un animale che si sposta molto. E poi è stato avvistato anche nel Delta del Po a Porto Tolle. A livello regionale ci sono 18 branchi censiti con un numero medio di 10 animali per branco. Oggi tra l’altro è stato riscontrato che il lupo si avvicina ai centri abitati. E’ una battaglia che la regione Veneto fa insieme ad altre regioni, quella di poter intervenire riducendo la popolazione nel caso in cui attacca allevamenti e pascoli e fa danni enormi anche alle attività produttive”.
Le segnalazioni degli avvistamenti arrivano anche al Cras di Polesella, che tuttavia prende in carico solo animali selvatici feriti o ammalati. “Due anni fa - ricorda il dottor Tarricone - arrivò un esemplare trovato morto a San Bellino. Le segnalazioni, dunque, sono tutte verosimili”.
Il lupo italico, rispetto al cane lupo cecoslovacco ha “dei segni distintivi, perché è più marrone e beige, con il naso meno allungato e più scuro, mentre il cane lupo cecoslovacco è grigio e bianco. Entrambi hanno consanguineità e sono sottospecie di lupi”.
Continua l’esperto: “Qui in Italia il Lupus italicus si è riprodotto dopo il Covid con il lockdown si è espanso andando verso le discariche a cercare cibo. Attualmente sta mangiando molte nutrie e altre prede. Vorrei sottolineare che la presenza di più specie nel territorio, uomo compreso, sta a significare che il territorio è sano. Significa cioè che il territorio è preservato da inquinanti, da sostanze tossiche. Dunque che ci siano tanti animali è buona cosa”.
Nessuno vuol certamente far del male ai lupi, ma loro sono pericolosi per l’uomo, oltre che per gli allevamenti? Come comportarsi per evitare eventuali attacchi in presenza di un lupo?
La Regione ha diramato a tutti i sindaci una brochure con le raccomandazioni da tenere in presenza dell’animale selvatico: “Si raccomanda di non abbandonare rifiuti e cibo vicino alle case, di non offrire cibo al lupo per non insegnare all’animale ad associare la presenza delle persone alla disponibilità di cibo facile, di proteggere gli animali domestici - sottolinea Corazzari - Nel caso di incontro con un lupo che mostra un comportamento confidente l’invito è quello di chiamare le autorità al 112”.
Per quanto si possa rimanere affascinati dalla presenza così ravvicinata dell’animale, dunque, non avvicinarsi, non lasciare vagare nel territorio i propri animali domestici senza un controllo da parte dei padroni, tenere il cane al guinzaglio durante le passeggiate nella natura. Inoltre è raccomandato di mantenere le distanze e osservarli in silenzio senza disturbarli e non tentare di avvicinarsi. Conclude il dottor Tarricone: “Mai raccogliere i loro cuccioli perché stimola il loro istinto di difesa.
Sarebbe meglio essere in due quando si va a correre nella natura, andare a favore di vento. In un faccia a faccia col lupo, fare rumore, agitare le braccia. Normalmente il lupo si allontana spontaneamente. Nel tempo, infatti, ha imparato che l’uomo lo caccia e lui è preda dell’uomo, dunque lo evita”. Alle brutte: “Usare lo spray al peperoncino, funziona”, assicura l’esperto.
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