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commercio
19.01.2025 - 07:36
Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio Rovigo
Stefano Pattaro (Confcommercio): “Niente vendite, ci segnalano dal -20% al -60% sul gennaio 2024”
“Il 2024 è stato un anno terribile per il mondo della moda. A una primavera estate non esaltante di vendite ha seguito una partenza buona a settembre e ottobre, ma purtroppo da novembre registriamo un forte calo di fatturato”. L’analisi sconfortante per il settore del commercio legato al fashion è di Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio Rovigo, che non vede nei saldi una possibilità di riscatto per il fatturato delle attività della provincia, “visto anche che oramai viviamo in una stagione di saldi continua, dal black friday, che dura tutto il mese, in poi”.
“Dicembre per alcune realtà è andato bene, per altre un po’ meno. Parliamo comunque di un +5% fino a un -20% nel mese degli acquisti per eccellenza”, precisa Pattaro.
Gennaio, infine, da dimenticare per molti negozi della provincia di Rovigo. “E’ partito malissimo, i saldi non sono mai decollati - sottolinea ancora Pattaro - tra i nostri associati registriamo un calo di fatturato dal -20% al peggiore -60% rispetto al gennaio del 2024”.
Il settore del fashion, insomma, sta soffrendo della crisi e dell’incertezza di questo periodo economico molto più di altri settori. “Secondo me i problemi non sono solo locali ma mondiali - riflette Pattaro - il problema sostanziale è che da dopo il Covid il potere d’acquisto è diminuito dal 20 30 per cento, perché i prezzi sono aumentati del 20 30 per cento. Nel frattempo i redditi non aumentati e il potere d’acquisto delle persone è diminuito”.
Ma non è solo una questione di carovita, perché, lo sottolinea anche Vittorio Ceccato di Confesercenti, i pubblici esercizi navigano in acque decisamente migliori. “C’è una predilezione alla spesa che va verso il tempo libero, la ristorazione, le vacanze e i viaggi - conferma il presidente di Confcommercio - Senza pensare che la spesa ai supermercati prende la fetta più grossa dei consumi. La gente tutto quello che è superfluo lo evita. Soffrono anche i centri commerciali con cali di presenze notevoli”.
L’associazione di categoria teme un collasso generale: “Siamo tutti spaventati da questa situazione e ne stiamo parlando a livello associativo - continua il presidente Pattaro - ma non è che si può fare molto a livello locale, oltre a dare formazione e fornire gli strumenti per cercare di sopravvivere. Devo anche dire che nemmeno lo shopping online, il grande spauracchio degli anni scorsi, fa la differenza. Le vendite online si attestano al 16-17%”.
Ne risente, tra l’altro, anche lo stile che propongono le vetrine: “Le aziende della moda soffrono, anche il lusso. Per offrire novità bisogna fare investimenti con il rischio che non ritornino indietro. E le aziende non rischiano più. Ecco che si sta tranquilli, sul classico. Non c’è spinta, anzi”.
Un focus su Rovigo centro: non sarebbe il caso di spingere sulle aperture domenicali visto l’affluenza dei visitatori alle mostre del Roverella? “Le attività oggi sono a conduzione familiare, non ce la fanno ad aprire 7 giorni su sette e a investire su personale con i fatturati che ci sono oggi. Il commerciante è il primo a fare i sacrifici e a rimanere in negozio la domenica. Ma la gente purtroppo si ferma davanti alla vetrina e non compra. Pensiamo alla chiusura del Fondaco dei Tedeschi a Venezia. E’ un sintomo. Le mostre muovono un turismo che cerca la ristorazione, il bar ma non entrano nei negozi a spendere, magari succedesse. Staremmo tutti aperti”. Nonostante questa analisi impietosa Pattaro ringrazia l’amministrazione Cittadin: “Si sta dimostrando molto attenta e sta facendo molto i tempi sono lunghi per recuperare quello che è stato perso negli ultimi anni non dipende solo dalle attività ma dall’economia in generale, Basterebbe una città bella, pulita, fruibile e con parcheggi per chi viene da fuori città”.
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