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L’INTERVISTA

“Raccolta migliore, tariffa più bassa”

“Massiccia campagna informativa ed eventi con le scuole per far salire ancora l’asticella”

“Raccolta migliore, tariffa più bassa”

Pier Paolo Frigato e Nadir De Stefani

“Massiccia campagna informativa ed eventi con le scuole per far salire ancora l’asticella”

ROVIGO - Sempre più raccolta differenziata, fatta sempre meglio, per contenere i costi per i cittadini. E sì, anche realizzare “l’impianto a biometano”, ovvero il digestore anaerobico per frazione verde e Forsu, di Sarzano.

Sono gli obiettivi del consiglio di amministrazione di Ecoambiente per il 2025. Un anno che, tra le altre cose, vedrà andare a rinnovo l’organo che guida l’azienda pubblica che gestisce la raccolta e lo smaltimento di rifiuti nella nostra provincia. “Se saremo riconfermati? La decisione spetta ai soci”. A dirlo è il presidente, Pier Paolo Frigato, affiancato dall’amministratore delegato, nominato meno di due mesi fa, Nadir De Stefani.

E a proposito, De Stefani, com’è stato il primo impatto con l’azienda?

“Positivo. Sono stato accolto molto bene, soprattutto dagli altri due membri del cda, Pier Paolo e Chiara (Frigato e Turolla, ndr). Mi hanno aiutato molto, stiamo condividendo le scelte senza nessuna fuga in avanti. Siamo un cda molto unito, che porta avanti in modo spontaneo intenti condivisi finalizzati a obiettivi da raggiungere. Negli uffici si respira serenità e questo permette di lavorare bene. Colgo l’occasione per ringraziare il sindaco di Rovigo, Valeria Cittadin, e tutti i sindaci che hanno riposto fiducia sulla mia figura”.

Il 2024 è stato un anno cruciale per Ecoambiente, soprattutto sul fronte dell’applicazione della tariffa puntuale. Com’è andata?

Risponde Frigato: “E’ stato un anno importante. La percentuale di raccolta differenziata ha fatto un enorme passo in avanti. Partivamo dal 65% di Rovigo e da una media provinciale poco più alta: siamo arrivati a un valore medio dell’81%, in crescita. E per di più, parliamo di una differenziata di alta qualità. Segno che il lavoro di informazione fatto sul territorio ha dato i suoi frutti”.

Interviene De Stefani: “Risultati che hanno permesso alla provincia di Rovigo di essere premiata, all’Ecoforum del novembre scorso, proprio per la sua differenziata”.

L’obiettivo della Regione è arrivare all’85% entro il 2030. Si può fare?

Frigato: “Visto il trend, dovremmo arrivarci anche prima. Cito solo un esempio. L’ultimo Comune ad andare a regime con la nuova differenziata è stato Rosolina, dove vige un sistema misto con calotte intelligenti. E’ un’area su cui si concentrano un milione di presenze stagionali. Il comportamento di cittadini e turisti è stato al di sopra delle nostre aspettative: hanno saputo adeguarsi subito al nuovo sistema”.

A Rovigo città com’è andata?

“Non è stato difficile. Già nei primi sei mesi abbiamo registrato risultati incoraggianti. C’è stato qualche intoppo iniziale con le utenze non domestiche, ma abbiamo optato per le mascherature e le cose funzionano. La nostra azienda è sempre al lavoro per trovare soluzioni, sempre migliorabili, per rendere il conferimento dei rifiuti da parte degli esercenti quanto più comodo possibile rispetto alle loro esigenze”.

E per quanto riguarda le utenze domestiche?

“Durante gli incontri pubblici con la popolazione, che ci hanno portato a incontrare 20mila persone, erano emerse criticità relative ai quartieri periferici che poi invece nell’applicazione pratica della nuova raccolta non si sono verificati. Insomma, è andata bene: meglio del previsto. E poi l’anno scorso c’è stata un’altra novità”.

Quale?

“I centri di raccolta sono stati bacinizzati e sono ormai sovra comunali. Questo vuol dire che tutti i cittadini della provincia possono conferire qualsiasi tipo di rifiuto, escluso il secco, in qualunque centro, esibendo soltanto l’ultima utenza e un documento di identità”.

Per il 2025 cosa ci aspetta?

“L’obiettivo di quest’anno è quello di migliorare ulteriormente la qualità del servizio. Abbiamo corso tanto per entrare a regime con il nuovo metodo di raccolta, ora bisogna spingere su una raccolta di qualità”.

In che modo?

“Faremo tanta divulgazione, giornate a tema, campagne informative. E vogliamo entrare anche nelle scuole con eventi tematici. Proprio in questi giorni sono in distribuzione i kit agli utenti: dentro, assieme ai sacchetti per la raccolta, abbiamo voluto mettere una brochure che illustra le buone pratiche. Non da ultimo, c’è la novità delle lettiere vegetali per i gatti, che abbiamo presentato solo pochi giorni fa”.

E per quanto riguarda la tariffa, cioè le bollette in capo ai cittadini?

“Attendiamo le indicazioni del consiglio di bacino, cioè dei sindaci, per il 2025. Si presume comunque che sarà in linea con quella dello scorso anno, dunque senza aumenti. Puntare su più differenziata e una qualità più alta ci permetterà poi di realizzare economie di scala in un periodo successivo, e dunque di abbassare anche le bollette”.

Lo scorso anno qualche polemica c’è stata…

“Sì, ma guardi: il piano economico finanziario, su scala provinciale, è rimasto invariato rispetto al 2023. Questo vuol dire che nel complesso, la somma di tutte le bollette dava la stessa identica cifra dell’anno precedente. E’ cambiato il metodo di calcolo, non più basato sui metri quadrati ma sul numero di componenti del nucleo familiare. Da qui la diversificazione della tariffa: qualcuno ha pagato un po’ di più, qualcuno un po’ di meno, ma il totale è rimasto uguale”.

Questo discorso vale anche per le aziende?

“Per loro, la tariffa non è più differenziata in base a 30 diverse categorie merceologiche, ma viene calcolata sulla base dei metri quadrati dell’esercizio. Poi, diverse aziende ci hanno contattato per ottimizzare il servizio rispetto al passato, e noi abbiamo promosso incontri dedicati, abbiamo previsto tipologie diversa di bidoni e svuotamenti ‘su misura’. Insomma, siamo sempre a disposizione per dare informazioni corrette e ottimizzare il servizio”.

E veniamo al progetto per realizzare un impianto a biometano a Sarzano. Di che si tratta?

“E’ un digestore anaerobico in cui verranno conferite la frazione verde e la Forsu, cioè l’umido, raccolte in Polesine. L’impianto sorgerà nell’area adiacente alla discarica di Sarzano dove c’è già il nostro impianto Tmb, e servirà per renderci autosufficienti nella gestione di queste due tipologie di rifiuti, che ora portiamo in diversi impianti, anche fuori provincia. Anche questo ci aiuterò a stabilizzare la tariffa”.

Ma costruirlo non porterà a un aggravio dei costi?

“Ovviamente i costi ci sono, l’investimento è importante: parliamo di 20 milioni di euro. Ma il 60%, ovvero quasi 13 milioni, sono finanziati dal Pnrr”.

La politica, però, discute. E’ possibile che l’impianto non si faccia?

“Siamo in fase di aggiudicazione della gara d’appalto per la costruzione. Insomma, ci troviamo prossimi alla conclusione dell’iter. Per interromperne l’esecuzione serve una delibera del consiglio di bacino, cioè dei sindaci. Ma una decisione simile dovrebbe essere presa davvero a brevissimo. Voglio però ricordare che sono stati gli stessi sindaci, nel 2020, ad approvare il piano d’ambito affidando l’esecuzione di quel progetto finanziato dal Pnrr ad Ecoambiente. Una scelta fatta proprio per patrimonializzare l’azienda e non dipendere dalla tariffa, molto fluttuante, di queste due tipologie di rifiuti che negli anni ha conosciuto anche valori molto alti. Noi invece abbiamo tarato l’investimento sull’attuale tariffa, con l’obiettivo di mantenerla stabile”.

Torniamo al rinnovo del cda. E’ possibile pensare a una conferma di quello uscente?

Conclude De Stefani: “Non se ne è ancora parlato, e comunque decideranno i soci. Da parte nostra c’è tutta la disponibilità a portare avanti quanto iniziato. Ripeto: questa è una squadra in cui si lavora bene”.

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