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E’ già caccia ai lavoratori stagionali

Al centro per l’impiego 248 offerte. Ferro: “Tanti posti, ma i giovani non vogliono fare sacrifici”

E’ già caccia ai lavoratori stagionali

Parte la caccia agli stagionali. Dai baristi ai camerieri, dagli animatori agli addetti alle pulizie, dal receptionist al vigilante, dagli addetti ai servizi per bagnanti ai bagnini veri e propri.

Sono ben 248 le proposte di lavoro per stagionali comparse negli ultimi giorni al centro per l’impiego di Adria, che copre anche tutta l’area del Delta, quindi Rosolina mare, dalla quale arrivano praticamente tutte le offerte stagionali presenti al momento. Segno del fermento che accompagna l’organizzazione della prossima estate.

“Ci sono tanti posti disponibili - rimarca Ferdinando Ferro, presidente del Cob, il Consorzio operatori balneari, e titolare del bagno Primavera a Rosolina Mare - E devo dire che i ragazzi che inviano i curriculum non sono più abbondanti come qualche tempo fa. Sembra quasi che siano mutate in modo decisivo le loro esigenze, non tanto dal punto di vista delle richieste economiche, quanto piuttosto da quelle di maggior tempo libero. Adesso i giovani richiedono avere un bel po’ di tempo per lo svago personale pur facendo la stagione, ma il lavoro stagionale si caratterizza proprio per essere ridotto nel tempo ma concentrato, quindi queste richieste vanno spesso a scontrarsi con quelle che sono le richieste di chi deve assumere qualcuno solo per i mesi estivi. Sembra che non ci sia tanta voglia di fare un po’ di sacrifici”.

Scorrendo le offerte, ben 41 sono per camerieri, 34 per baristi, poi ce ne sono 16 per aiuto cuoco, 14 per lavapiatti, 7 receptionist, 27 addetti alle pulizie, 3 facchini, 5 cassieri, 6 pizzaioli, 7 cuochi, 12 animatori, 4 operai, un impiegato, due autisti, un commesso di banco, 9 custodi o vigilanti, 16 addetti servizi per bagnanti, 11 bagnini.

Proprio i bagnini sono un tema delicato, visto che un mesetto fa le associazioni venete di salvamento hanno lanciato l’allarme dicendo che ne mancano circa 600, perché oltre al declino demografico incide il decreto ministeriale che riconosce la sola Federazione italiana nuoto, la Fin, aderente al Coni, come ente formatore, escludendo le altre due: Fisa, Federazione italiana sport acquatici, e Sns, Società nazionale di salvamento, oltre a fissare a 18 anni l’età minima per questo tipo di lavoro.

“Vediamo, la situazione è in evoluzione - rimarca Ferro - So che ci sono degli incontri è può darsi che venga aggiustato qualcosa rispetto alle previsioni del decreto, probabilmente ci sarà una deroga o uno slittamento dell’entrata in vigore. Perché, sì, stando così le cose si crea un problema numerico dal momento che, inevitabilmente, diminuisce la disponibilità di bagnini per la stagione. Personalmente, quindi non parlo come Cob ma come gestore del mio stabilimento, non ritengo che il requisito della maggiore età per chi deve fare il bagnino sia sbagliato. Stiamo parlando di un ruolo di enorme responsabilità e, proprio per questo, nel mio bagno da sempre ho fatto la scelta di non avere bagnini minorenni. Comunque, solo a Rosolina Mare ci sono 25 torrette, quindi la necessità è di circa il doppio, circa una cinquantina di bagnini. Però ancora è abbastanza presto per tirare le somme su eventuali carenze”.

Per quanto riguarda i numeri appena diffusi dalla Regione sulle presenze turistiche in calo in Polesine, con il comprensorio balneare che assorbe i quattro quinti dei flussi provinciali, Ferro spiega come il calo si sia registrato sulle presenze, che tecnicamente sono i pernottamenti, piuttosto che sull’affluenza vera e propria sulle spiagge: “Noi come stabilimenti balneari non abbiamo avuto cali significativi la scorsa stagione. Anche perché ormai, circa il 50% di chi viene in spiaggia è pendolare, dalla mattina alla sera, quindi non fa alzare il numero delle presenze. So che il settore ricettivo ha avuto una maggiore flessione, ma io mi occupo di spiagge e, da noi, proprio l’aumento dei pendolari ha tamponato il lieve calo generale che abbiamo registrato. Per fortuna, dunque, ci sono i pendolari, anche se va detto che lavorare con queste oscillazioni non è facile”.

Perché, inevitabilmente, è soprattutto nel fine settimana che le spiagge si affollano, rispetto a numeri decisamente inferiori durante il resto della settimana: “Questo - ammette Ferro - ci espone a dei costi elevati dal punto di vista dell’organizzazione, perché non è facile gestire dei flussi così altalenanti. Mediamente, come personale il fine settimana abbiamo sempre un 20% di lavoratori in più”.

Nonostante in questi giorni il freddo sia tornato ad abbracciare il Polesine e l’Italia intera, è già tempo di estate. Almeno dal punto di vista organizzativo. E non solo per chi lavora con il turismo, ma anche per chi vuole andare in vacanza.

Comprensibilmente Ferro non si sbilancia con le previsioni: “Ancora è presto per poter dire che stagione sarà, ma i primi segnali sono più che confortanti. Le prenotazioni anticipate dei posti spiaggia sono in linea con l’anno scorso. Quindi, sulle presenze fisse non c’è è flessione questo ci fa ben sperare, ma da qua ad aprile è lunga ancora. In linea generale, però, le aspettative sono positive”

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