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Licenziamenti, alla Berco scatta la mobilitazione

Proclamate otto ore di sciopero. Sindacati: “Gestione scellerata”. L’assessore Mantovan: “Saremo al ministero”.

Licenziamenti, alla Berco scatta la mobilitazione

Una manifestazione dei lavoratori della Berco (foto d'archivio)

Scatta la mobilitazione per i lavoratori della Berco. Dopo l’annuncio di 247 licenziamenti alla fabbrica di Copparo i lavoratori si mobilitano per una prima giornata di protesta contro la decisione dell’azienda nella quale lavorano oltre 100 polesani. E sii susseguono anche prese di posizione e messaggi di vicinanza ai lavoratori in vista dell’incontro al ministero dello sviluppo, fissato per giovedì prossimo, al quale parteciperà anche l’assessore regionale del Veneto, Valeria Mantovan.

Domani intanto i lavoratori dello stabilimento a pochi chilometri dal Polesine entreranno in sciopero con un presidio all’ingresso della fabbrica. Sono state le Rsu della Berco e i sindacati ieri a spiegare che “il board aziendale di Berco, con un atto irresponsabile e scellerato ha deciso di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 247 colleghi e colleghe di lavoro. Riteniamo inaccettabile l'atteggiamento ricattatorio tenuto nei confronti delle Rsu alle quali chiedeva di azzerare la parte economica del contratto e la sottoscrizione di un accordo in cui il sindacato si impegnava per l’eternità a non discutere mai più le condizioni degli ammortizzatori sociali eventualmente utilizzati in azienda, per evitare i licenziamenti. Con l'apertura della procedura di licenziamento che giunge dopo la disdetta del contratto aziendale il ricatto viene concretizzato con le azioni. A fronte di tutto ciò la Rsu Berco proclama uno sciopero di 8 ore per l'intera giornata di lunedì 10 febbraio 2025, con presidio davanti alle portinerie. Uniti si vince”.

Sul caso ieri è intervenuta anche l’assessore regionale al lavoro Valeria Mantovan: “La situazione relativa ai lavoratori Berco torna a sollevare maggiori preoccupazioni. A seguito degli ultimi incontri del tavolo nazionale al ministero delle imprese e del Made in Italy, azienda e sindacati sembravano ben avviati al dialogo. Dopo la fase che ha definito le oltre 150 fuoriuscite volontarie incentivate di lavoratori dello stabilimento di Copparo i confronti sono stati però, di fatto, chiusi dalle intenzioni di interventi unilaterali dell’azienda. E’ quindi arrivata prima la notizia della disdetta del contratto integrativo e poi la comunicazione relativa alla riapertura della procedura di licenziamento collettivo per 247 lavoratori”.

E ancora: “Resta confermato l’incontro del tavolo di crisi al ministero previsto per prossimo 13 febbraio a Roma. In quell’occasione sarò presente di persona e chiederò di riaprire la fase di confronto per la definizione di soluzioni condivise, in particolare per lo stabilimento Berco di Copparo, che impiega direttamente anche molti lavoratori veneti”.

Sul tema è intervenuta anche la consigliere regionale Laura Cestari: “Il passo indietro della Berco che ha annunciato 247 procedure di licenziamento è un segnale molto negativo per tutti. Dispiace constatare il cambio di atteggiamento dell’azienda: una inversione rispetto alle settimane precedenti quando, pure dopo un confronto molto serrato, si era dato avvio, grazie alla grande mediazione delle organizzazioni sindacali, ad un percorso costruttivo per trovare una soluzione per tutti. Io e il Polesine vogliamo sperare che la Berco ci dimostri di essere, pure in questo momento di difficoltà, una azienda degna della sua storia, salvando i nostri lavoratori e la nostra terra da una scelta che avrebbe conseguenze devastanti”.

Infine Fim Cisl. Fiom Cgil e Uilm si rivolgono al ministro Urso: “Si ponga fine alla gestione scellerata di questo management. La verità è che il management non ha mai voluto discutere veramente le soluzioni ma solo imporre il proprio volere a discapito dei lavoratori licenziando e tagliando i salari. Fim Fiom e Uilm non accettato assurde proposte di cancellare in toto la contrattazione aziendale e tagliare di oltre il 40% il salario dei dipendenti. Fim Fiom Uilm non sono disponibili a licenziamenti a maggior ragione quando sono ingiustificabili”.

E ancora: “Follia, anche a fronte dell'incontro già programmato per il 13 febbraio al Mimit. E' chiaro come questo management continui nella sua capacità di voler provocare le istituzioni, il ministero e i lavoratori. Non è accettabile che si consenta ancora a questa gestione di prendersi gioco del nostro paese e dei lavoratori. Il ministro Urso convochi al più presto i vertici di Thyssenkrupp per riportare equilibrio nella gestione della crisi. Copparo e Castelfranco meritano di più. La mobilitazione dei lavoratori continuerà fin quando non avremo risposte certe”.

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