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scuola
13.02.2025 - 05:00
Sono ben 382 i banchi che il prossimo anno scolastico rimarranno vuoti nelle classi prime in tutte le scuole polesane: 81 alle elementari, 99 alle medie e ben 202 agli istituti superiori.
L’impatto del calo dei giovani sulle secondarie di secondo grado, così si chiamano le superiori è pesantissimo. Un numero che vale circa una dozzina di classi e che mostra, come se servissero ulteriori conferme, gli effetti della glaciazione demografica che sta vivendo la provincia di Rovigo. Per quanto riguarda le scelte, il 41,77% ha scelto i licei, il 39,78% i tecnici, il 17,12% i professionali. E sono proprio questi ultimi a differenziarsi per maggiore incidenza rispetto al resto del Veneto, con i licei che si attestano al 45% (-0,3 per cento rispetto al 2024-25), il 39,9% (+0,4) i tecnici, il 14,3% (-0,1) i professionali.
In tutto il Veneto, gli iscritti in meno alle prime di tutti gli ordini e gradi sono 5.883, da 113.879 a 107.996, con una flessione del -5,2%. E, più precisamente 2.373 in meno alle elementari, il -7,0%, 1.682 alle medie, il -4,2%, e 1.828 alle superiori, il -4,5%.
Rovigo stacca tutti per calo percentuale, ma non alle elementari, dove la flessione è del -6,4%, mentre fa il -6,5% alle medie e addirittura il -11% alle superiori.
L’onda della denatalità si sta abbattendo, anno dopo anno, sulle scuole e il calo che fa passare le “matricole” alle superiori da 1.865 a 1.659, colpisce tutti gli indirizzi, ma fa aumentare la percentuale di studenti che scelgono i licei, che staccano così gli istituti tecnici che fino all’anno scorso erano quasi appaiati, rispettivamente con il 40,91 e 40,48%. Anche se il classico, nonostante una flessione tutto sommato limitata in valore assoluto, appena sette studenti in meno rispetto a un anno fa, è tale da far scendere il numero totale degli iscritti da 32 a 25, un numero tale da mettere in discussione la formazione di due classi nonostante il liceo classico sia presente sia a Rovigo che ad Adria. Mentre fra i professionali, l’indirizzo pesca fa registrare uno zero che fa rumore.
E’ quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio scolastico regionale Veneto su dati del ministero dell’Istruzione e del merito sulla base delle iscrizioni online che, va evidenziato, sono obbligatorie per le scuole statali e facoltative per le scuole paritarie. E, proprio dall’Ufficio scolastico si evidenzia come “Rovigo nell’anno scolastico 2025/26 sconterà il peggior calo di allievi iscritti alla classe prima. Sono circa l'8 per cento in meno rispetto al 2024/25. I licei arrivano a quasi il 42 per cento distaccando i tecnici con cui erano appaiati lo scorso anno. Attenzione perché nei numeri reali i licei calano e di molto, varia la percentuale in positivo perché si riducono gli studenti assoluto. Guardando alla scelta dell’indirizzo superiore si nota una crescita di amministrazione finanza e marketing turismo e meccatronica, calo dell'alberghiero e di tutto il settore liceale che segna ferite vistose mascherate dal calo complessivo degli iscritti. Si perde almeno una classe per ogni indirizzo liceale”.
Guardando ai numeri assoluti, infatti, gli iscritti alle prime nei licei passano da 763 a 693, quindi con un calo di 70 studenti. Gli istituti tecnici, tuttavia, calano di più: da 755 iscritti a 660, quindi 95 studenti in meno rispetto a un anno fa. Se si analizzano i numeri dei vari indirizzi, fra i licei addirittura guadagna dieci iscritti il liceo artistico che passa da 82 a 92, e un iscritto in più rispetto a un anno fa si registra anche allo scientifico “tradizionale”, che sale da 73 a 74, mentre ne perde proprio uno lo scientifico ad indirizzo sportivo, da 40 39, e ne perde 20 lo scientifico opzione scienze applicate, da 165 a 145, con il calo maggiore, però, di ben 33 iscritti patito dal linguistico, da 143 a 110. E se il liceo delle scienze umane cala da 106 a 91 iscritti, quindi con 15 studenti in meno, ne perde 5 il liceo di scienze umane con opzione economico sociale, da 122 a 117.
Per quanto riguarda i tecnici, invece, il calo maggiore, di 45 iscritti, è quello per l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing, da 191 a 146, seguito da agraria, agroalimentare e agroindustria che ne perde 24, passando da 81 a 57. E se elettronica ed elettrotecnica fa registrare un pareggio, 46 iscritti come un anno fa, chimica, materiali e biotecnologie ne guadagna quattro, da 64 a 68, mentre meccanica, meccatronica e energia addirittura 13, da 101 a 114. Perde, invece, proprio 13 studenti di prima l’indirizzo informatica e telecomunicazioni, da 128 a 115, mentre l’indirizzo turismo ne perde uno in più, calando da 57 a 43. Sono 11, invece, gli iscritti persi da grafica e comunicazione, da 51 a 40, e cinque quelli di costruzioni, ambiente e territorio, da 36 a 31.
L’Ufficio scolastico rimarca, poi, come “con il 17 per cento delle iscrizioni Rovigo continua ad avere un'ottima percentuale di iscritti al professionale”. E se in totale la differenza di iscritti rispetto a un anno fa è di 51 ragazzi in meno, da 335 a 284. Ne perde solo 3 l’indirizzo pesca, ma tre soli ne aveva un anno fa, quindi si attesta a zero. Il calo numericamente maggiore è quello dell’indirizzo enogastronomia e ospitalità alberghiera da 143 a 116, quindi 27 in meno, ma va segnalato l’aumento della qualifica professionale di operatore della ristorazione da 12 a 22, con una crescita netta di 10 iscritti e l’incidenza che passa da 0,64% a 1,33%. Cresce, fra i professionali, anche l’indirizzo agricoltura, sviluppo rurale da 30 a 31, così come i servizi commerciali, da 18 a 19. Perdono due iscritti, invece, sia servizi per la sanità e l'assistenza sociale, da 45 a 43, che l’odontotecnico, da 16 a 14. Invece, l’indirizzo manutenzione e assistenza tecnica fa -19, da 80 a 61.
Per quanto riguarda gli altri ordini scolastici, alle primarie gli iscritti in prima, scendono da 1.320 a 1.239, mentre alle secondarie di primo grado da 1.706 a 1.607.
Come evidenziato dall’analisi della Cgia di Mestre, fra 2014 e 2024 i giovani fra 15 e 34 anni in Polesine sono passati da 45.686 a 39.831, quindi con un calo in valore assoluto di 5.855 ragazzi, che equivale in percentuale a un calo del -12,8%. Per capire meglio la portata devastante di questo numero, basta vedere che il dato medio del Veneto è di una flessione del -0,6%, un valore fra l’altro in assoluta controtendenza con la media del Nordest, che invece segna un +2%. Ma l’aspetto ancora più inquietante è che in valore assoluto il calo a livello regionale è di 5.448 residenti nella fascia di età 15-35 anni. Ovvero una flessione inferiore a quella del Polesine. Questo significa che, senza il Polesine il dato veneto sarebbe abbondantemente in attivo. E che, sostanzialmente, tutta la “perdita” dei giovani è localizzata nella provincia di Rovigo. Che ha valori solo leggermente inferiori a quello dell’Abruzzo, pari al -13,8%, ma superiori a quello della Campania, al -12,5%, due regioni ad alto tasso di “fuga” dei giovani.
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