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COMUNE
14.02.2025 - 19:29
Divide il nuovo regolamento sulle consulte approvato nell’ultima seduta del consiglio comunale a Lendinara.
L’amministrazione ha infatti apportato alcune modifiche al regolamento delle consulte, prima fra tutti la modalità di partecipazione. Non saranno infatti più indette elezioni per eleggere i componenti, ma questi saranno nominati da maggioranza e minoranza in consiglio comunale a partire da liste di persone che vorranno mettersi a disposizione, in numero proporzionale in base alla rappresentanza consiliare.
Un sistema, quindi, che andrà ad accentuare, probabilmente, l’appartenenza politica di chi si metterà a disposizione per le proprie comunità locali. Le consulte del centro inoltre, che nelle ultime elezioni non avevano nemmeno raggiunto il quorum dei votanti, sono state abolite, mentre è stato alzato a tre il numero di mandati consecutivi che il presidente può sostenere.
Una scelta che, come ha precisato l’assessore ai rapporti alle consulte Natale Claudio Dallagà, deriva da un confronto con altre realtà territoriali che già adottano questo sistema e andrebbe ad assimilare le consulte alle commissioni che già esistono a Lendinara, come quella per la biblioteca e per il teatro, i componenti delle quali vengono scelti dal consiglio fra una rosa di persone che scelgono di presentare la propria candidatura.
“In precedenza c’era una vera consultazione elettorale, questo comportava un dispendio di energie e straordinari del personale per garantire una giornata di presenza ai seggi”, ha aggiunto Dallagà, sottolineando il risparmio in termini economici che questa scelta configura per il Comune.
“Con questo regolamento - ha però risposto Moreno Ferrari dai banchi dell’opposizione - uccidete le consulte, andando in senso contrario rispetto a una politica che dovrebbe invece promuovere la partecipazione dei cittadini. Quindi avremo una specie di listone, che ricorda tristi momenti passati, e sappiamo come funzionerà: ci saranno sempre gli stessi, a garanzia sempre degli stessi interessi”. “Con queste modalità di elezione è snaturato il ruolo delle consulte”, ha aggiunto Stefano Borile, mentre la minoranza ha proposto una decina di emendamenti, bocciati però in consiglio, tra i quali quello di ripristinare l’elezione diretta da parte dei cittadini dei componenti delle consulte.
Ferrari ha poi criticato l’idea di inserire nella consulta non solo chi abita nella frazione ma anche chi in quel territorio ha un’attività economica, perché potenzialmente potrebbe difendere gli interessi della propria attività magari contrastanti con gli interessi della collettività.
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