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Cittadin: “Persi milioni Pnrr? Grazie a Gaffeo”

Il sindaco replica al predecessore: “Ritardi di Ecoambiente accumulati dal 2022, per colpa di chi?”

Valeria Cittadin a Torino per parlare di sicurezza

Valeria Cittadin

Il sindaco replica al predecessore: “Ritardi di Ecoambiente accumulati dal 2022, per colpa di chi?”

“Trovo semplicemente ridicolo che si possa attribuire alla sottoscritta il gravissimo ritardo che Ecoambiente ha accumulato, a partire dal 2022, nella realizzazione del progetto finanziato con fondi Pnrr”. Con queste parole il sindaco Valeria Cittadin, in carica dal 25 giugno scorso, replica alle accuse arrivate dal precedente sindaco, Edoardo Gaffeo, che si è dimesso facendo commissariare il Comune esattamente un anno fa, sul tema dell’impianto a biogas di Ecoambiente, perché l’ex primo cittadino ha scritto: “Ecoambiente è in ritardo e rischia di non riuscire ad utilizzare gli 11 milioni di euro di finanziamento Pnrr (cioè il 50% complessivo) già ottenuti proprio per quel progetto, come sostiene Cittadin? Se anche fosse la colpa sarebbe esclusivamente sua”.

Un’affermazione, che, rimarca il sindaco Cittadin, “mi lascia totalmente stupefatta ed incredula. Ma d’altronde, alla luce dei risultati dei suoi (quasi) cinque anni di mandato, che sono sotto gli occhi di tutti e che, soprattutto, i cittadini di Rovigo hanno già giudicato alquanto negativamente, davanti alle chiacchere da bar del professore non ci si deve più nemmeno stupire. Partiamo da una verità fattuale: a partire dal 2019 e fino al mese di settembre 2024, l’amministratore delegato della società partecipata Ecoambiente è stato espressione della giunta Gaffeo; ricordo che, di fatto, l’ad, alla luce delle procure e delle deleghe conferite, risulta essere il vero e proprio deus ex machina della società, cioè colui che ha il potere di guidare e gestire l’azienda al fine di raggiungere gli obiettivi fissati dai soci. Forse l’ex sindaco Gaffeo avrebbe dovuto controllare con più attenzione e solerzia l’operato dell’amministratore delegato dal lui stesso nominato, visto che, rispetto al cronoprogramma inviato al Ministero dell’Ambiente nel 2022 dal Consiglio di Bacino Rovigo, la società ha inanellato una serie di ritardi a dir poco imbarazzanti e le cui cause sono tutte ascrivibili ad un lasso temporale antecedente all’insediamento della Giunta che mi onoro di guidare”.

A titolo di esempio, Cittadin nota: “Il progetto avrebbe dovuto essere autorizzato dalla Provincia di Rovigo entro il mese di maggio 2023; siamo a febbraio del 2025 e dell’autorizzazione non c’è alcuna traccia. E il progetto è stato depositato in Provincia nel mese di maggio 2024. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel mese di gennaio 2024, ma al momento, a ben 13 mesi di distanza, Ecoambiente non è ancora in grado di dare avvio al cantiere, non avendo ancora ottenuto l’autorizzazione provinciale. Ecoambiente avrebbe dovuto acquisire i terreni necessari per la realizzazione dell’opera entro il 31 dicembre 2022, mentre ad oggi nulla è stato fatto. Non c’è nulla, ma proprio nulla, tra tutti i ritardi accumulati da Ecoambiente nel corso degli ultimi tre anni, che possa essere ascrivibile alla Giunta Cittadin”.

Poi, un affondo tecnico: “Il consigliere di minoranza Gaffeo, che confonde, purtroppo per lui, il piano industriale di Ecoambiente con il Pef, Piano economico finanziario, dell’impianto proposto dalla società: non si è reso nemmeno conto che nel Pef proposto dal progettista dell’impianto, persona che sinceramente non giudicherei ‘terza’ rispetto alla progettualità, l’ipotesi di perdere in toto il contributo Pnrr di circa 12 milioni di euro, con evidenti ricadute negative dal punto di vista tariffario, non era nemmeno stata presa in considerazione. Un qualcosa di veramente inqualificabile, e che ha sortito in me, e non solo in me, profondi dubbi circa la sostenibilità del documento prodotto dalla società. I dubbi sono anche tanti altri, e non riguardano l’utilizzo, da parte dell’estensore del Pef, di ‘valori aggiornati a dicembre 2024’, come banalmente affermato dal professore, ma sono, purtroppo, molto più radicati e motivati. Da qui è nata l’esigenza di sottoporre il documento ad un’asseverazione approfondita, da parte di un soggetto realmente terzo, in quanto, davanti ad un investimento di circa 20 milioni di euro, che molto probabilmente, a causa di responsabilità non imputabili alla mia amministrazione, non si potrà giovare di un contributo a fondo perduto di circa 12 milioni, è opportuno e necessario sviscerare ed approfondire ogni minimo aspetto. La sottoscritta, con i soldi dei contribuenti, è abituata a ragionare in questo modo, mentre mi sembra di capire che il Professor Gaffeo si limiti a fare un atto di fede, credendo ciecamente a tutto ciò che gli viene presentato. Non c’è, pertanto, nessuna volontà di ‘affossare Ecoambiente’, ma solamente la volontà di evitare che l’azienda possa dare l’avvio ad un investimento economicamente e finanziariamente insostenibile, con il timore di essere costretti ad appesantire ancora di più, rispetto alla situazione attuale (già alquanto pesante, non è vero professor Gaffeo?) l’imposizione tariffaria a carico dei cittadini polesani”.

Infine, sull’altro impianto a Sarzano, quello di Aps, Cittadin nota: “Per l’impianto di produzione di biometano da scarti agricoli e biomassa vegetale, recentemente autorizzato dalla Regione, non posso che constatare come il consigliere di minoranza Gaffeo confonda una simile opera, la cui realizzazione viene definita di ‘pubblica utilità, indifferibile ed urgente’ dal legislatore (articolo 12, del Decreto legislativo 387 del 2003), con gli impianti di trattamento rifiuti già presenti nell’area di Sarzano e Mardimago, ai quali, come ormai abbiamo ben capito, il professor Gaffeo desidererebbe aggiungere anche il nuovo impianto di Ecoambiente. Vorrei sapere, a questo proposito, in quali occasioni, durante gli anni del suo (triste) mandato, l’ex sindaco abbia coinvolto la cittadinanza di Sarzano, per spiegare nel merito la progettualità proposta da Ecoambiente e le possibili ricadute ambientali sul territorio di una simile iniziativa. La volontà dell’amministrazione di Rovigo è quella di mettere in sicurezza la partecipata Ecoambiente, evitando che possa compiere investimenti sbagliati; nel contempo di non appesantire ulteriormente l’impatto ambientale che già grava sulla città di Rovigo. Questo, a mio modo di vedere, significa amministrare nell’interesse dei cittadini”.

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