Cerca

INTERVISTA

Luca De Carlo (Fdi): “In giunta con lealtà e fiducia”

Il numero uno di Fratelli d'Italia in Veneto chiude la stagione delle tensioni: "Siamo responsabili. E alle Regionali ambiamo al 40%".

Luca De Carlo (Fdi): “In giunta con lealtà e fiducia”

Luca De Carlo, 52 anni, di Calalzo di Cadore, dal 2020 è senatore e coordinatore regionale di Fdi

Chiamatemi Luca, risolvo problemi. Luca De Carlo, senatore alla seconda legislatura, presidente della commissione industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare a palazzo Madama, numero uno regionale di Fdi da cinque anni, già sindaco della sua Calalzo di Cadore, in Polesine ormai è di casa. Le turbolenze in casa Fdi lo hanno portato spesso al cavallo del 45° parallelo. “Ma qui si sta bene, quando mi annoio vengo a Rovigo”, scherza mentre raggiunge il convegno di Confagricoltura in via Verdi per portare i saluti.

Senatore, in Comune a Rovigo dopo due mesi, e non senza un braccio di ferro interno, Fdi ha un nuovo assessore…

“Andrea Denti, un nome che ha accontentato tutti e la cui scelta dimostra qual è lo scopo della politica: convergere e fare sintesi, superando le contrapposizioni”.

Per arrivarci, però, lei stesso è dovuto intervenire per “mettere ordine” nel partito

“Beh, del resto siamo un partito, non una lista civica. E chi è eletto sotto le insegne di quello che è il primo partito italiano ha responsabilità che vanno oltre quelle di chi è eletto in una lista civica, specialmente in un capoluogo. E allora è normale che il coordinatore regionale venga a incontrare gli eletti in un momento delicato, anche per spiegare che cosa si aspetta il partito da una classe dirigente matura: cioè che trovi la quadra, come è poi stato fatto, e la piena condivisione, nel rispetto dei ruoli di ciascuno”.

Ora però, la giostra rischia di ricominciare: è vero che avete un altro assessore in bilico?

“Noi con il sindaco Cittadin siamo sempre stati molto chiari e corretti. Quello degli assessori comunque è un ruolo fiduciario: la fiducia non deve mai mancare, ma si acquisisce con la lealtà dei rapporti. Sono sicuro che tutti gli assessori, consci dell’importante ruolo che svolgono, non tradiranno né la fiducia del sindaco né quella del partito che li ha segnalati. Se lo facessero, ovviamente ciascuno a quel punto sarebbe legittimato a fare le proprie scelte. Ma non credo che la cosa possa riguardare altri assessori di Fratelli d’Italia”.

Facciamo i nomi: parliamo di Matteo Zangirolami, che potrebbe essere anche il candidato alla segreteria comunale del partito.

“I ruoli interni al partito saranno scelti dalla classe dirigente locale. La speranza è quella di non arrivare, in un Comune capoluogo che per di più amministriamo, a un congresso di scontro: spero prevalga la logica della comunione di intenti già vista per la scelta dell’assessore. Nel caso non fosse così auspico che la sfida sia all’insegna del massimo rispetto”.

Come giudica il lavoro svolto alla guida del partito cittadino e provinciale dal commissario Bartolomeo Amidei?

“Non ha avuto un compito facile, perché il provinciale usciva comune da un congresso di scontro. Con Valeria Mantovan chiamata a far parte della giunta Zaia, si sono poi generati nuovi equilibri. Ma Amidei ha avuto un approccio positivo e in molte occasioni è riuscito a trovare la quadra. Dove questo non è avvenuto, non è stato certo per colpa sua”.

A proposito di Valeria Mantovan: come si sta muovendo in Regione?

“Sta svolgendo bene il proprio incarico e ha un approccio positivo, pur essendo arrivata a pochi mesi dalla scadenza di mandato. Su di lei, e sulla provincia di Rovigo, il partito ha fatto un grosso investimento, che non era per nulla scontato. Lei sta ripagando questa fiducia con grande impegno, che ci dimostra la bontà della nostra scelta. Il tutto pur in un contesto molto difficile, fatto di crisi aziendali figlie anche della crisi tedesca, che sta avendo un impatto importante nella nostra regione.”

Possiamo dirlo: Valeria Mantovan è certa di fare l’assessore anche nel prossimo mandato regionale…

“Dirlo ora mi sembra eccessivo. Di sicuro sarà una delle figure su cui Fdi punterà per i prossimi cinque anni, se non altro per l’esperienza che sta acquisendo in questi mesi”.

A proposito di regionali: quando si voterà? E soprattutto: Fdi rivendica ancora la candidatura alla presidenza?

“Probabilmente il voto sarà a novembre, anche se non è ancora deciso. Per la candidatura, siamo in una fase in cui tutte le opzioni sono sul tavolo, come ha detto Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno. Sono convinto che, in un ragionamento di scala nazionale, si troverà il miglior candidato possibile, tenendo anche conto dei risultati elettorali che hanno visto i veneti scegliere Fdi al 37%.”

Un risultato, questo delle Europee, che al momento del voto Regionale sarà però vecchio di almeno un anno e mezzo.

“Vero: se guardiamo i sondaggi di oggi siamo persino in crescita e da qui alle Regionali potremmo arrivare al 40%. Ragionevolmente, possiamo dire che in Veneto potremmo rappresentare quasi un elettore su due”.

Alla fine il candidato presidente sarà della Lega?

“Non ho questo sentore. Parliamo di ricostruzioni che ad oggi non hanno fondamento”.

Tra i possibili candidati è circolato però anche il suo nome.

“Non è ancora deciso a quale forza politica di centrodestra spetti il candidato, quindi è molto prematuro parlare di nomi. Ma voglio dire che se perdiamo energie con sterili discussioni sui nomi rischiamo di perdere il focus, che deve essere quello di elaborare un programma che raccolga il favore dei veneti e che consenta, soprattutto, di gestire la Regione e risolvere il problema dei nostri cittadini, proponendo una visione per il futuro. Ecco: parliamo meno di candidati e più di cose da fare, che sono tante. Governiamo questa Regione dalla notte dei tempi, abbiamo una squadra vincente: quale sia l’allenatore è meno importante di squadra e programma”.

E Zaia?

“E' stato uno straordinario governatore, è ancora il nostro governatore ma la legge non gli consente un ulteriore mandato. Sono convinto che sia però un patrimonio a disposizione del centrodestra nazionale: può ricoprire qualunque ruolo, a parte quello di presidente del consiglio perché quella che abbiamo va benissimo”.

Dalla pubblicazione dell’ormai famosa chat interna a Fdi lei esce con una posizione nettamente a favore dell’autonomia del Veneto. E' così?

“Premetto che ci hanno spiati dal buco della serratura, e quello che ne è uscita è stata una chat estremamente corretta, quasi una chat di chierichetti. Tra i messaggi, c’è un passaggio di qualche anno fa sull’autonomia in cui mi arrabbio perché la mia sensibilità sull’argomento era diversa rispetto a quella di qualcun altro, che non è comunque Giorgia Meloni. Anzi: i fatti parlano per noi, e possiamo dire che solo con Giorgia Meloni presidente del consiglio si è andati avanti su un progetto, quello dell’autonomia, che prima era fatto solo di chiacchiere”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400