VOCE
Biogas
30.03.2025 - 12:02
I sindaci si interrogano dopo le assemblee e l’atto di indirizzo di Rovigo. Barbujani: “Ma conviene?”
Stop all’impianto di biogas che Ecoambiente, la società che gestisce il servizio integrato dei rifiuti, di proprietà dei Comuni polesani, ha progettato per Sarzano e finanziato dal Pnrr? Dopo la secca presa di posizione contraria del sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, con un atto di indirizzo approvato all’unanimità dalla giunta, e le assemblee dei sindaci - in attesa che domani si pronunci dal punto di vista tecnico la commissione Via della Provincia - il tema è chiaramente al centro del dibattito politico locale.
La questione, però, non è tanto politica, ovvero la fine della stagione politica di alleanza fra Lega e civici di centrosinistra, quanto piuttosto tecnica: in un caso o nell’altro, quali sono i vantaggi o gli svantaggi per i cittadini?
Ed è quello che esprime chiaramente il sindaco di Adria Massimo Barbujani: “L’unica cosa che ci deve essere garantita nel compiere questa scelta è un risparmio sulle tariffe, perché questo deve essere il nostro unico obiettivo: se l’impianto ci dovesse permettere di abbassarle, allora lo dobbiamo fare, ma se così non dovesse essere e, addirittura, le tariffe dovessero aumentare ancora, allora non ci sono dubbi sul fatto che il progetto debba essere fermato. Come sindaci in questi giorni abbiamo fatto delle riunioni nelle quali ci è stato spiegato dal sindaco di Rovigo supportata da studi tecnici, che probabilmente progetto è superato, perché dal 2020 in poi le cose sono cambiate. Il sindaco di Rovigo ha detto chiaramente che non vuol farlo, anche perché ne ha già due di impianti. Personalmente sono ancora sulla posizione espressa ormai un annetto fa in un documento insieme ad alti colleghi nella quale chiedevamo proprio attenzione al tema delle tariffe”.
Frena sullo stop, come del resto aveva fatto sapere con un documento pochi giorni fa insieme ai colleghi di centrosinistra, Simone Ghirotto, sindaco di Pontecchio Polesine: “Ci sono 50 sindaci e 50 comuni soci della società Ecoambiente, ed è diritto di tutti poter consultare il piano industriale e, ora, anche le due diligence richieste dal Consiglio di bacino e, sorprendentemente, dalla stessa Ecoambiente. Solo dopo un’attenta analisi di questi documenti, ogni amministrazione dovrebbe poter esprimere un parere informato. Il Comune di Rovigo sarà pure il socio di maggioranza, ma questo non gli conferisce il diritto di imporre decisioni senza il coinvolgimento degli altri soci. Credo che in Ecoambiente ci sia un modello di governance rispettoso che garantisce discussione e decisione e non scelte unilaterali”.
Il sindaco di Castelmassa Federico Ragazzi è sulla stessa linea del sindaco di Rovigo: “Ho potuto leggere, nel corso di questi ultimi giorni, lo studio commissionato da Ecoambiente in relazione alla sostenibilità dell’intervento, e ritengo che la posizione assunta dalla giunta comunale di Rovigo sia totalmente condivisibile. A mio modo di vedere, la comunità polesana non può più permettersi ulteriori aumenti della Tarip, partendo dal presupposto che i nostri concittadini stanno già subendo un’imposizione tariffaria tra le più alte del Veneto. Soffermandomi su Castelmassa, evidenzio che il passaggio da Tari a Tarip, avvenuto nel 2023, è stato assai duro da metabolizzare. Siamo rimasti tutti molto scottati da questa situazione e quindi vigileremo affinché, nel corso dei prossimi anni, l’attenzione rivolta al calmieramento dei costi sia massima. Sotto questo punto di vista, colgo con piacere una piena sintonia con la giunta Cittadin, e quindi confido che, grazie alla guida del Comune di Rovigo, sia possibile raggiungere l’obiettivo che ci siamo entrambi prefissati”.
Più sfumata, invece la posizione del sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli: “Io all’ultima riunione non c’ero, quindi non posso argomentare su cosa sia uscito. Però sicuramente la questione va distinta in due binari: uno che è quello, sacrosanto, di un’amministrazione comunale che rivendica il diritto sul proprio territorio e se è giusto o meno avere un impianto di questo tipo a casa sua. Quindi è sacrosanto che un sindaco, in questo caso Valeria Cittadin, esprima come amministrazione una propria volontà. Sull'altro binario, c’è una partita che si porta avanti da qualche anno che va a influire su quella che è la gestione di Ecoambiente, partecipata di tutti i Comuni e anche se Rovigo detiene la maggioranza ed è il luogo dove dovrebbe esserci l’impianto, il suo piano industriale interessa tutti. Ci sono in gioco dei fondi Pnrr e vanno capiti i benefici o meno della scelta: spero che avremo modo di approfondirla e di trovare la strada corretta”.
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