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Il Pnrr zoppica, pagamenti a rilento

Sono 1.393 i progetti nei 50 Comuni polesani, per un miliardo di euro. Solo il 10% già saldato

Il Pnrr zoppica, pagamenti a rilento

Doveva essere la rinascita dopo il Covid, per tutto lo Stivale, nessuno escluso. Ma il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) cioè lo strumento di ripresa e rilancio economico introdotto dall’Unione europea per risanare le perdite causate dalla pandemia, dopo tre anni zoppica. In Veneto, secondo i dati di Open Pnrr, la piattaforma che riprende i dati ufficiali del Pnrr, la copertura garantita dalle risorse arrivate in Veneto (24.112 progetti per 19,4 miliardi di euro), è solo del 28%, poco meno di 5,5 miliardi.

E in provincia di Rovigo? Sempre secondo la piattaforma Open Pnrr, sono 1.393 i progetti nei 50 Comuni per un miliardo di euro, ma solo il 10% sarebbe già saldato. Di questi: 15,4 milioni per 456 progetti destinati alla digitalizzazione; 46,5 milioni per 134 progetti per scuola, università e ricerca; 45,3 milioni (145 progetti) per impresa e lavoro; 14,2 milioni per cultura e turismo, pari a 29 progettualità; 12,9 milioni (18 progetti) per l’inclusione sociale; ben 142,6 milioni di euro per 527 progetti alla voce Infrastrutture; ancora 713 milioni (55 progetti) per la transizione ecologica; e 36,1 milioni (29 progetti) alla voce salute.

Che la macchina sia al lavoro è innegabile, gli uffici sono al lavoro, ma su tutto pesa la scadenza inderogabile imposta dallo stesso Pnrr: i progetti dovranno essere terminati entro il 30 giugno 2026, praticamente 14 mesi da oggi. Tenuto conto che i bandi ministeriali sono usciti in ritardo, è in molti casi una corsa contro il tempo. Una rapida ricognizione dei maggiori comuni della provincia di Rovigo, conferma questa grande mole di idee e progettazioni, ma anche un certo caos.

A partire da Rovigo. Qui i progetti approvati con soggetto attuatore il Comune sono 21, mentre in totale sono 284, per 204,9 milioni di euro. Tra i progetti comunali spiccano l’acquisto di autobus elettrici e colonnine di ricarica per 5,9 milioni di euro, il rifacimento del pattinodromo per 2,1 milioni di euro, il Pinqua “social housing” per 6,5 milioni di euro e la realizzazione della Cittadella delle Arti per 3,8 milioni di euro. L’assessore referente è Andrea Denti, che spiega rapidamente: “Sul Pinqua si sta procedendo secondo cronoprogramma, il teatro Sociale è a buon punto quasi completato (l’unico progetto concluso per 360mila euro ndr). Sono in corso i lavori di urbanizzazione (1,9 milioni di euro circa), mentre il bosco urbano (947mila euro) e il parco delle sensazioni (437mila euro) verranno predisposti in primavera. I lavori sulla co housing devono partire dopo queste ultime piogge”. Per i pagamenti Denti non vede difficoltà: “I flussi di cassa sono regolari. Per i nuovi alloggi non so ancora che tempi ci sono, sarò più preciso fra un paio di mesi. finora hanno erogato il 30% del dovuto”.

Diverso il discorso per Adria, dove il vicesindaco Federico Simoni spiega: “Abbiamo oltre 22 milioni di Pnrr su molti progetti”. E aggiunge: “Abbiamo tutti i cantieri aperti, e per pagare stiamo utilizzando i flussi di cassa. Questo ovviamente pesa sul bilancio, perché stiamo anticipando dei soldi”. I progetti approvati nel territorio di Adria in totale (che hanno come soggetto attuatore il Comune, ma anche altri enti, istituti, o imprese) sono 129, per 97 milioni di euro. Secondo Open Pnrr i pagamenti sono fermi al 24%.

A Porto Viro, invece, si contano 261.5 milioni di risorse complessive messe in campo per i progetti sia di carattere pubblico che privato, in totale 52, ma i pagamenti sono fermi al 4%. Tra i progetti: il collettore Padano, ai fini della bonifica per l’accumulo delle acque dolci (2,5 milioni di euro), e una rete di distribuzione dell’energia elettrica per implementare la capacità di rete e integrare le fonti rinnovabili (ben 229,8 milioni finanziato al 2,74%).

Sempre nel Delta, a Porto Tolle spiega il sindaco Roberto Pizzoli: “Essendo un comune sotto i 15mila abitanti abbiamo aderito a un progetto di 300mila euro per la digitalizzazione del Comune e dell’anagrafe. Abbiamo poi un accordo con per il progetto Adriatica, fondi dirottati tramite l’Ente Parco per realizzare la ciclovia dell’Adriatica. Al Comune di Porto Tolle sono destinati 3,2 milioni di euro”. E ancora: “Abbiamo una linea aperta sul sociale, con Adria capofila, per realizzare due case per l’autosufficienza delle persone disabili per un valore di 700mila euro”. A Porto Tolle insiste anche il progetto dell’Ulss 5 per realizzare una casa di Comunità. Progetto da 1,5 milioni di euro (finanziato al 4,71%). In totale nel territorio i progetti sono 43, pagati al 5%, per 9,2 milioni di euro. E’ sopra la media dei pagamenti ricevuti Lendinara, che ha in ballo 58 progetti per 47,8 milioni di euro, alcuni dei quali, soprattutto per il sociale, la digitalizzazione e la sostenibilità sociale, finanziati per il 100%. In media i pagamenti sono fermi al 33%.

Infine, in una rapida carrellata, c’è Badia Polesine. Qui i progetti approvati in totale tra pubblico e privato sono 49 per 270,4 milioni di euro. Lo stato dei pagamenti è al 7%. Intanto il Comune guidato da Giovanni Rossi, comunica che i progetti ultimati che riguardano l’ente sono i lavori di efficientamento energetico del palazzetto dello sport di via Manzoni, della palestra della media Gherardini e della palestra della scuola elementare per 180mila euro. I lavori di messa in sicurezza della viabilità e delle strade per 700mila euro. La fase di questi progetti comunali è di rendicontazione. Altri lavori di efficientamento energetico delle scuole sono ancora da ultimare.

Al netto di scuole, strade, digitalizzazione della pubblica amministrazione e progetti sociali, si trova un po’ di tutto. Ci sono tantissime ristrutturazioni immobiliari, ad esempio, per svariati milioni di euro in tutta la provincia. Secondo Open Pnrr i pagamenti sono a zero. E per alcuni di queste progettazioni la sensazione è che rimarranno a questi livelli.

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