VOCE
il caso
01.04.2025 - 20:59
Il progetto dell’impianto a biometano proposto da Ecoambiente, dopo il via libera della commissione Via provinciale e della conferenza dei servizi, prosegue il proprio iter verso la realizzazione, nonostante il secco no espresso a più riprese dal Comune che dovrebbe ospitarlo, cioè Rovigo. E così la vicenda si fa sempre più incandescente, soprattutto sul piano politico, per via delle divergenze tra gli amministratori di centrodestra.
Martedì il consiglio di amministrazione di Ecoambiente, guidato dal presidente in quota Lega Pier Paolo Frigato e del quale fanno parte l’amministratore delegato Nadir Destefani, nominato lo scorso 16 dicembre sulla base dell’indicazione del sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, e l’ex sindaco di Arquà di area centrosinistra Chiara Turolla, ha espresso la propria posizione: “Il cda di Ecoambiente, appreso del parere positivo deciso a seguito della commissione Via e della conferenza dei servizi tenutasi il 31 marzo, attende l’autorizzazione formale della Provincia per i seguiti di competenza della società, nel rispetto del cronoprogramma previsto”. Poche parole per dire che il procedimento segue la strada già tracciata, senza variazioni. In altre parole, il progetto per la realizzazione di un impianto da 20 milioni di euro, 12 dei quali da fondi Pnrr, per il recupero di rifiuti organici e frazioni secche da raccolta differenziata della potenzialità di 50mila tonnellate all’anno per la produzione di biometano e di fertilizzanti che dovrebbe essere realizzato sul territorio di Sarzano va avanti secondo i passaggi previsti e nei temi programmati.
Il no votato all’unanimità dalla giunta di palazzo Nodari e la contrarietà del sindaco Cittadin che senza mezzi termini ha detto: “Io nel mio territorio questo impianto non lo voglio” non sembrano, per il momento, aver ostacolato il percorso. Anche perché se Rovigo, socio di maggioranza di Ecoambiente con il 51% delle quote detenute, si è messo di traverso al progetto, per contro, all’interno del centrodestra ci sono diversi amministratori che frenano sul no di Cittadin e preferiscono approfondire il tema. Tradotto: il centrodestra è spaccato. E le divergenze, a quanto pare, verranno a galla domani, nel corso dell’assemblea dei sindaci convocata dal Consiglio di bacino.
Il vertice, secondo il sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli, servirà per fare luce “sui costi delle bollette, intorno a quali si è scatenata la diatriba, sarà il momento di chiarirci le idee” perché “la questione - riprende - si snoda lungo due binari: c’è da andare in punta di piedi quando si parla di un insediamento che un altro Comune deve ospitare e poi, dall’altra parte, c’è la questione che rimane aperta che è il progetto di un’azienda partecipata da tutti i Comuni che prevede dei
fondi Pnrr e che ha un impatto sul piano economico-finanziario e sul piano industriale dell’azienda stessa. E questo va valutato attentamente”. Per il primo cittadino di Porto Tolle, comunque, “Cittadin ha il sacrosanto diritto di essere contraria e di non voler accogliere l’impianto nel proprio territorio” ma “va valutato come va ad influire su tutti i cittadini del Polesine perché Ecoambiente è partecipata da tutti i Comuni”.
Anche il sindaco di Occhiobello Irene Bononi richiama gli amministratori a fare tutte le riflessioni del caso: “L'impianto ipotizzato a Sarzano, data la complessità dell'investimento e le sue ricadute sul territorio, necessita di una riflessione collegiale e condivisa fra Comuni. Aspettiamo e affrontiamo, in sede di Consiglio di bacino, un’analisi tecnica dei risultati della due diligence. Solo dopo potremo decidere sulla fattibilità dell'impianto”.
Dall’opposizione, invece, la voce che ieri si è fatta sentire è quella del gruppo Bachelet presieduto dal consigliere comunale Andrea Borgato: “Invece che attardarsi a dire dei no a priori, sarebbe stato meglio per i cittadini di Rovigo e Polesani che il progetto fosse stato accelerato nei tempi anche con l'impegno del sindaco del capoluogo e della sua giunta. Il no della giunta deliberato anticipatamente alla presentazione dei risultati tecnici a tutti i sindaci polesani appare una evidente forzatura. Come Gruppo Bachelet non possiamo non esprimere il nostro sconcerto rispetto alle posizioni incoerenti che sindaco e amministrazione comunale hanno dimostrato nei confronti dei due impianti che potrebbero essere realizzati a Sarzano”. Tornando al centrodestra, la linea di palazzo Nodari ha fatto discutere anche alla prima riunione del direttivo FdI guidato da Matteo Zangirolami che si è tenuta ieri sera. Presenti i due assessori Erika De Luca e Andrea Denti che, in giunta, hanno votato a favore dell’atto di indirizzo contro l’impianto. Le contestazioni a loro rivolte hanno riguardato più il metodo che il merito. Questo perché il loro voto non sarebbe stato concordato con il coordinamento rodigino ma solo con il commissario provinciale Bartolomeo Amidei.
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