VOCE
il caso
02.04.2025 - 21:00
L’impianto per la produzione di biometano di Ecoambiente rompe il fronte del centrodestra. Perché se da una parte la giunta di palazzo Nodari ha detto un no forte e chiaro al progetto da 20 milioni di euro, 12 dei quali da finanziamenti Pnrr, ed il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin mercoledì è tornata a ribadire la propria contrarietà, dall’altra la Lega, partito che fa parte della coalizione di maggioranza e a Rovigo esprime due assessori che hanno votato per dire no all’insediamento, sempre mercoledì per voce del segretario provinciale Guglielmo Ferrarese si è espressa invece a favore. Andando con ordine, ieri mattina, Cittadin, a margine di una riunione che si è tenuta nel suo ufficio in municipio alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio di bacino Tiziano Menon, il deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo ed Eugenio Boschini, direttore di Polaris, società partecipata al 100% da Ecoambiente che opera nel campo dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, ha affermato: “A parte la totale mancanza di rispetto per il Comune di Rovigo che ha il 51% delle quote di Ecoambiente, non dico che tutti la debbano pensare come me ma almeno provino ad avere rispetto. D’altra parte, si sa, la democrazia è perfettibile. Saranno i sindaci che si dovranno prendere la responsabilità se continuare o meno su questa strada, secondo un film che possiamo già vedere. Io andrò sempre a testa alta”. Per essere chiari: Rovigo è socio di maggioranza di Ecoambiente ma nell’assemblea del Consiglio di bacino la maggioranza è determinata per quote (pari a 700) e per teste. In merito poi alle dichiarazioni del cda di Ecoambiente, guidato dal leghista Pier Paolo Frigato, che martedì ha fatto sapere di seguire il cronoprogramma previsto, il sindaco commenta: “Credo che il cda abbia voluto dire che il progetto va avanti in base alle regole. E queste vogliono che adesso, dopo l’approvazione tecnica, si vada avanti. Le regole però possono essere riviste e solo i sindaci possono farlo. Perché Ecoambiente è il braccio operativo del Consiglio di bacino, quindi la palla è nelle mani del Consiglio di bacino e nella volontà politica dei sindaci”.
Sindaci che, per l’appunto, si riuniscono giovedì alle 17.30 in via informale e poi di nuovo, in maniera ufficiale, l’11 aprile, per analizzare i dati delle due due diligence, ossia le valutazioni economico finanziarie del progetto, fatte realizzare rispettivamente dal Consiglio di bacino e anche da Ecoambiente, quest’ultima su indicazione del Comune capoluogo. Sul tavolo ci sono anche le controdeduzioni che la stessa Ecoambiente ha prodotto rispetto alla due diligence commissionata da se stessa allo studio legale Gianni&Origoni e redatta dalla società Sinloc spa e dal dottore biologo Francesco Codato. Dal canto suo, il numero uno della Lega in Polesine Guglielmo Ferrarese si pone in contrasto con Cittadin e afferma: “Attendiamo con interesse l'incontro del Consiglio di bacino che si terrà domani (oggi, ndr), durante il quale i sindaci avranno l'opportunità di ricevere ulteriori informazioni sul progetto. Un nuovo impianto di biometano, infatti, rappresenterebbe un’opportunità importante per aumentare la concorrenza nel settore, garantendo così una maggiore sicurezza e vantaggi per la collettività. Inoltre, grazie a 12 milioni di euro previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, questo è un’occasione da non perdere. Si tratta di un’opportunità che permette non solo di capitalizzare ulteriormente la società, ma anche di rafforzare il ruolo della nostra provincia, che ha già valutato il progetto e conferma la sua validità ed il suo potenziale. L'impianto consentirà di produrre energia rinnovabile, contribuendo alla sostenibilità ambientale e promuovendo l’economia circolare, dove i rifiuti diventano una risorsa. Inoltre, questa iniziativa favorirà la sostenibilità economica, riducendo i costi e generando nuove entrate per la società, con effetti positivi per i Comuni e quindi per la collettività”. Il sì all’impianto della Lega era emerso anche nel corso del direttivo del partito riunitosi lunedì scorso.
I due punti di vista, quello di Cittadin e Ferrarese, quindi si posizionano in antitesi tra loro e appaiono difficilmente conciliabili. Ma gli strali del sindaco di Rovigo non si fermano qui. Perché rispetto all’insediamento a biometano proposto dai privati di Apis Ro1, sempre a Sarzano e autorizzato dalla Regione, Cittadin tuona: “È ora di finirla di paragonare l’impianto di Apis Ro 1, dato che per me i privati possono fare quello che vogliono, anche rimetterci i soldi, con quello pubblico che ha delle ricadute sui cittadini. Quello di Ecoambiente è un problema ma non si paragonino le mele con le pere. E agli ambientalisti dico che non capisco perché la puzza del privato è puzza quella del pubblico è profumo. Nell’umido che tratterà Ecoambiente ci sono pfas, metalli, plastica perché non è puro. La nostra è una scelta politica per non aggravare le tariffe cittadini. Del rischio di impresa di Apis invece non mi frega niente”.
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