VOCE
lo studio
03.04.2025 - 15:00
Nel 2025 il Tribunale di Rovigo ha già aperto sei procedure di liquidazione controllata, la procedura legale prevista dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che consente a chi è in stato di sovraindebitamento di riorganizzare i propri debiti. Nel 2024 sono state 29. Questo senza contare le liquidazioni coatte amministrative, una nel 2025 e due nel 2024, le altre procedure speciali, come i piani e gli accordi di ristrutturazione dei debiti, tre nel 2024, le liquidazioni giudiziali, 14 quest’anno e ben 48 l’anno scorso.
Nell’anno fra il 15 luglio 2022 e il 14 luglio 2023, analizzato nell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario, sono stati aperti 122 ricorsi pre-fallimentari, 45 fallimenti, 3 concordati preventivi, 3 accordi di ristrutturazione, 7 liquidazioni del patrimonio, 2 accordi di composizione crisi, 57 ricorsi per liquidazione giudiziale, 24 liquidazioni giudiziali, 2 concordati preventivi, 20 ricorsi per liquidazione controllata, 19 liquidazioni controllate, 3 ricorsi per ristrutturazione debiti, 2 ristrutturazioni debiti, un ricorso per concordato minore e un concordato semplificato.
Numeri che disegnano la geografia del fallimento in Polesine, in un momento di transizione normativa ed in una particolare congiuntura economica. Ma anche un momento nel quale c’è un’incentivazione spinta ai mutui personali, anche per piccole cifre. In Polesine i mutui, Secondo uno studio realizzato da Mister Credit sull’utilizzo del credito da parte degli italiani nel 2024, partendo dall’analisi dei dati disponibili in Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, hanno una netta prevalenza immobiliare, il 25% del totale, mentre i prestiti finalizzati, “credito collegato”, che sono finanziamenti di norma compresi tra 200 e 75mila euro, legati all’acquisto di un determinato bene o servizio, ad esempio un’automobile, rappresentano la fetta maggiore, pari al 45%, mentre i prestiti personali, di solito concessi per soddisfare generiche esigenze di liquidità, sono il 30%.
E se i polesani che ogni mese devono pagare la rata di un mutuo o un prestito sono il 58,6% della popolazione maggiorenne residente in provincia, percentuale più alta rispetto alla quota regionale, perché i veneti con un credito attivo sono il 56%, tuttavia, il “peso” medio delle rate è più leggero, perché quella dei polesani è pari a 272 euro al mese e fronte di un indebitamento medio di 31.388 euro, mentre a livello veneto la rata media mensile pro capite è di 306 euro e l’indebitamento medio di 38.239 euro.
Secondo Finsight, l’osservatorio sull’indebitamento di Go Bravo, fintech che opera nell’ambito della gestione e liquidazione dei debiti privati, la provincia di Rovigo è penultima, davanti a Vicenza per media di debito, con 23.565 euro, e penultima per percentuale di casi di sovraindebitamento dopo Belluno con il 5%.
L’analisi, basata su un campione di oltre 8.000 italiani, circa 550 i veneti, che hanno incontrato difficoltà nel ripagare i propri debiti (prestiti personali, carta di credito, fido), vede una netta prevalenza maschile, con il prestito personale che si conferma la forma di debito più diffusa. Qual è il profilo della persona sovraindebitata in Veneto? Dall’indagine emerge come il fenomeno riguardi soprattutto gli uomini sui 50 anni, il più delle volte sposati e con un debito medio pari a circa 27mila euro. Quasi 1 su 5 (19,5%) ha inoltre un debito superiore a 40mila euro. Il 72% è uomo mentre le donne rappresentano, invece, il 28%.
Per quanto riguarda il livello di istruzione, il 46% delle persone sovraindebitate ha un diploma di liceo, mentre il 19% ha terminato la scuola secondaria di primo grado. Il 27% del campione ha un diploma di istituto tecnico o professionale, mentre i laureati (triennale o magistrale) rappresentano il 7%. In generale, si osserva una correlazione tra il livello di istruzione e il grado di indebitamento, con quest'ultimo che tende ad aumentare al crescere del titolo di studio. Chi ha completato il ciclo di istruzione primaria (scuola elementare) o chi ha la licenza media presenta un debito medio di 24mila euro, chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria superiore di 26 mila euro, mentre il debito medio dei laureati è il più alto (32mila euro).
Passando alle differenze geografiche tra città, in cima alla classifica delle città con il debito medio più alto troviamo Treviso con 28.651 euro e Venezia con 28.108 euro. Seguono Verona con 27.792 euro, Padova con 26.077 euro, Belluno con 25.001 euro. In fondo, dopo Rovigo, Vicenza con 22.594 euro.
Per quanto riguarda, invece, il numero di casi di sovraindebitamento, si rileva una netta prevalenza di casi nelle città più popolose: Padova guida la classifica con il 21% dei casi, seguita da Verona col 20%, Venezia col 18%, Vicenza e Treviso con il 16%, poi Rovigo col 5% e infine Belluno con il 4%.
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